Dietam tegere : una copertura di Villa Adriana
Cristina Bonfanti
Dietam tegere : una copertura di Villa Adriana.
Rel. Donatella Ronchetta, Delio Fois. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2002
Abstract
Villa Adriana è il prodotto di una mente raffinata,di un impegno prolungatosi per tutto il periodo di regno del suo committente ed ideatore,l'imperatore Adriano,con tutta probabilità architetto ed ingegnere dalle sapienti intuizioni.E' il prodotto tra i più evoluti del lungo sviluppo della tecnica edilizia romana e di un sapiente uso dei materiali utilizzati.E' fusione riuscita di un linguaggio architettonico prettamente romano e di una diffusa e impregnante presenza di caratteri classicistici.E' movimento,sorpreso,modellazione della massa cementizia romana e percezione di una ricerca fortemente voluta ed interessata dello spazio interno.In questa amalgama di elementi Adriano, il committente,ha fatto del suo intervento il mezzo per sperimentare,per innovare,per verificare audacemente nuovi volumi senza comunque tralasciare ciò che di tradizionale aveva fino ad allora manifestato l'architettura romana..
In un microcosmo di volte, di cupole, di impianti mistilinei, che sono sempre stati gli elementi considerati come caratterizzanti dell'architettura adrianea, con questo studio ci si è ritrovati ad indagare un impianto, appartenente alla villa, fortemente tradizionale ma non per questo esentato dall'essere sia un prodotto del linguaggio messo in atto da Adriano sia un'applicazione tecnica e costruttiva che dimostra , un'ampia conoscenza dei materiali e delle strutture e una sviluppata capacità di messa m opera. Fra questo insieme di volumi e masse "arrotondate" è emersa l'esistenza di una copertura piana, a terrazza, elemento quanto mai anomalo se letto superficialmente ma, in realtà, espressione del carattere architettonico adrianeo che è fusione, unione, sperimentazione e creazione di un linguaggio comune fra le varie e multiformi espressioni architettoniche rintracciabili nell'Impero.
Si è inteso così ricercare e verificare, sulla base di resti materici ancora presenti in situ, una delle molteplici tecniche che ancora si possono leggere sulle murature della villa. In questo vocabolario edilizio che è Villa Adriana, le 7 sale dell'Edificio a Tre Esedre testimoniano frammentariamente l'esistenza di una modalità d'esecuzione e realizzazione di tali coperture a terrazza che ci sono note fondamentalmente grazie agli antichi trattati, dal momento che pochi sono i frammenti fino ad ora rintracciati al di fuori della villa. Anche le analisi più recenti si sono interessate superficialmente a tale modalità costruttiva, ma se una copertura è elemento determinante e funzionale nella progettazione e realizzazione di un edificio, la comprensione di quest'ultimo non può che avvenire attraverso lo studio e l'analisi di essa.
Fra questo insieme di volumi e masse "arrotondate" è emersa l'esistenza di una copertura piana, a terrazza, elemento quanto mai anomalo se letto superficialmente ma, in realtà, espressione del carattere architettonico adrianeo che è fusione, unione, sperimentazione e creazione di un linguaggio comune fra le varie e multiformi espressioni architettoniche rintracciabili nell'Impero.
Si è inteso così ricercare e verificare, sulla base di resti materici ancora presenti in situ, una delle molteplici tecniche che ancora si possono leggere sulle murature della villa. In questo vocabolario edilizio che è Villa Adriana, le 7 sale dell'Edificio a Tre Esedre testimoniano frammentariamente l'esistenza di una modalità d'esecuzione e realizzazione di tali coperture a terrazza che ci sono note fondamentalmente grazie agli antichi trattati, dal momento che pochi sono i frammenti fino ad ora rintracciati al di fuori della villa. Anche le analisi più recenti si sono interessate superficialmente a tale modalità costruttiva, ma se una copertura è elemento determinante e funzionale nella progettazione e realizzazione di un edificio, la comprensione di quest'ultimo non può che avvenire attraverso lo studio e l'analisi di essa.
Il risultato è un'ipotesi, o più ipotesi che sono state supportate da verifiche statiche comprensive dell'edificio e condotte nel rispetto del materiale muratura avvicinandosi, per quanto possibile, a una concezione "strutturale" propria dell'antichità, il cui elemento guida era l'esperienza. Queste ipotesi non sono che un primo approccio all'edificio e alla tecnica in esso utilizzata e come tali potranno essere contrastate, ma lo studio di un manufatto ridotto allo stato di rudere spesso non permette di avere certezze.
Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
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