I mulini di Combe : attività produttive e didattiche nell’ambito dell’ecomuseo dell’alta valle
Gian Luca Bernocco
I mulini di Combe : attività produttive e didattiche nell’ambito dell’ecomuseo dell’alta valle.
Rel. Daniele Regis, Roberto Olivero. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per L'Ambiente Costruito, 2013
Abstract
Premesse su un fenomeno.
Gli ecomusei, un esempio di cultura, territorio e tradizione.
Teoria e pratica dell’ecomuseo emersero fra la metà degli anni sessanta e l’inizio degli anni settanta nell’ambito del movimento della Nouvelle Muséologie francese e sotto la spinta della vastissima esperienza dell’etnologo e museologo George Henry Rivière e del suo collega Hugues De Verine. Fu proprio De Verine a inventare il termine, nel 1971, ecomuseo per definire esperienze museali alternative. Queste diverse esperienze erano accumunate da una medesima prospettiva innovativa sia in rapporto al concetto di patrimonio culturale, allargato ad abbracciare tutte le espressioni della cultura umana e dei concetti di territorio e di identità, sia rispetto alle funzioni e agli obiettivi delle pratiche museografiche.
La crescente consapevolezza delle implicazioni e delle ricadute etniche e politiche coinvolte nelle pratiche museografiche, ha determinato il diffondersi di una radicale riconsiderazione delle funzioni attribuite ai musei classici, istituiti da poteri extra locali finalizzati alla loro stessa celebrazione e riproduzione.
Nella dichiarazione di Santiago del 1972, considerata il manifesto della Nouvelle Muséologie francese, vengono esposti con chiarezza i tre postulati alla base delle nuove prospettive proposte. Il primo punto della dichiarazione afferma il rifiuto di concezioni elitarie ed esclusiviste della cultura. Il secondo e il terzo punto sottolineano invece l’urgenza di trasformare il museo-vetrina classico, in un attore territoriale attivo, in grado di conservare ed esibire il patrimonio diffuso e soprattutto di produrre cultura e capitale sociale.
Rispetto ad altre esperienze di museologia alternativa gli ecomusei si differenziano e caratterizzano per la loro attenzione alla partecipazione attiva degli abitanti. L’ecomuseo, quale progetto dal basso di valorizzazione della peculiarità dei luoghi, risulta irriducibile a un modello unico e riproducibile, ed è incompatibile a codificazioni rigide. Ogni ecomuseo rappresenta insomma una realtà unica e in continua trasformazione poiché definita in modo dinamico a partire in primo luogo da risorse, relazioni e processi locali. Questa fluidità si riflette anche in una certa incertezza nel significato del termine stesso.
Nonostante la variabilità intrinseca delle esperienze ecomuseali è possibile identificare alcuni elementi strutturali che sono costitutivi di questa forma museale e che lo differenziano dai musei classici. Il principale elemento consiste nel mettere al centro della sua organizzazione il territorio in quanto tessuto di relazioni vissute, sia passate sia presenti, cioè realtà storiche viventi sedimentate in paesaggi, saperi, memorie e modi di vita. De Verine affermò che l’ecomuseo non doveva considerarsi come una collezione bensì come un patrimonio territoriale; non come una vetrina rivolta a visitatori esterni quanto uno specchio in cui una popolazione di un dato territorio potesse riflettersi.
La teoria ecomuseale pone dunque al centro delle funzioni museali la tutela del territorio e dei suoi abitanti attraverso forme dinamiche e partecipative di riconoscimento. In questa prospettiva la creazione di un ecomuseo può essere efficacemente interpretata come l’espressione di un progetto locale finalizzato alla salvaguardia dell’identità storica e culturale di un luogo e alla promozione di processi sostenibili di trasformazione eli ecomusei dalla sua nascita, vive oggi sono da individuarsi osservando le molte istituzionl’esperienolti pesi, alcuni anche estranei a questrnativa è legata al crescente interesse scientifico tone dicontro si è tenuto a Rio de Janeiro, ottPer quanto riguarda la sfera europea, le iniziativngondel territorio con caratteristiche simili a alia non esiste ancora una legge nazionale che normi la mateso piemontese, è stata approvata nel 1995 dal Consiglio regionale una legge che promuove progetti ecomusealii l’anno seguente con un ammontare di i iniziativenni seguenti gli stanziamenti sono anche cresciuti, ciò è indice di una maturata attenzione e consapevolezza dell’importanza della salvaguardia e promozione del territorio
- Abstract in italiano (PDF, 274kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 130kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
