Antico palazzo comunale di Nizza
Dorina Bartkute
Antico palazzo comunale di Nizza.
Rel. Carla Bartolozzi. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Restauro E Valorizzazione Del Patrimonio, 2013
Abstract
L’oggetto principale della mia tesi é il vecchio palazzo comunale di Nizza. L’analisi seguente dell’edificio toccherà non solo l’evoluzione storica del palazzo ma anche quella architettonica. Per un buon progetto di restauro e riqualificazione dell’edificio esistente é necessario capire sia gli elementi e i materiali utilizzati nella costruzione sia la localizzazione dell’edificio nella vita delle persone quotidiane e i suoi cambiamenti nel tempo e nella storia della città.
La vita cittadina della città di Nizza vede un grande cambiamento quando, nel 1530, si decide di spostare il suo centro politico dalla città alta alla città bassa. Nacque la necessità di creare un nuovo spazio per la vita cittadina adesso organizzata attorno alle piazze, strade, chiese e case civili. Il primo edificio con la funzione di comune viene costruito nel 1581 vicino ad una chiesa con il convento, nella piazza di San Francesco. Da molto tempo Nizza era la porta marittima di Casa Savoia. Però adesso si apre le grande opportunità di promuovere l’estensione del tessuto urbano della città, sviluppare la posizione sociologica ed economica.
“In tal modo nell'ottobre del 1579 il Duca di Savoia poteva constatare con soddisfazione il frutto di un paziente ed abile lavoro diplomatico per l'acquisto di territori nella zona ligure. L'importanza di Nizza e del suo porto in Villafranca si era notevolmente accresciuta grazie al collegamento diretto con il Piemonte; la grande strada della Val Roja era stata migliorata. ”
Con il nuovo palazzo comunale si inizia anche il rinnovamento sociale. L'edificio, che raccoglie gli archivi della città di Nizza sarà sia un organo operativo che un elemento strutturale di coesione. La sua storia è quella del popolo e la sua vita. Esso conoscerà tutti i boom e gli stravolgimenti legati al suo territorio. Tutte le decisioni più importanti dalla formulazione dei codici amministrativi alla realizzazione di eventi religiosi o popolari saranno accettate lì. L’edificio definisce quindi gli elementi di filiazione e di leggibilità storica.
Per la preparazione della mia tesi finale ho iniziato cercando informazioni su come storicamente sono connesse le città di Nizza e Torino. Sapendo che Nizza per molti anni ha fatto parte degli stati Sabaudi e che nel 1563 Emanuele Filiberto ha spostato la capitale da Chambery a Torino ho cominciato dalle biblioteche torinesi. Ho consultato la biblioteca Nazionale di Torino e la biblioteca del dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino.
Il libro “Il ducato di Savoia” di Guido Amoretti introduce la storia del ducato Sabaudo dal 1559 al 1713. É molto importante perché nel secondo tomo descrive il motivo dell’importanza di Nizza per la Casa di Savoia. Il primo motivo già detto prima è che nella seconda metà del XIV secolo Nizza diventa l'unico porto della contea di Savoia nel Mediterraneo, con la vicina città di Villafranca. Nel 1610 si comincia la costruzione della Strada Reale Nizza - Torino, chiamata anche "Via del Sale", la vera e propria connessione tra due città che era il mio interesse.
“Un consolidato motivo della tendenza espansionistica del Duca di Savoia era rappresentato dalla strada del sale: la difficoltà, secolare, di trasportare il sale in Piemonte lungo la via del colle di Tenda non si era molto attenuata con i miglioramenti stradali che Carlo Emanuele aveva fatto attuare in vari punti della vai Roja. Da Nizza alla pianura di Cuneo l'attraversamento della catena alpina richiedeva un periodo di sei giorni; tale periodo si allungava nella stagione invernale a causa dell'innevamento, e ciò malgrado il servizio permanente di sgombero delle piste da parte di centinaia di uomini. La strada che da Oneglia risaliva fino al col di Nava per discendere poi in vai Tanaro era — per contro — notevolmente più facile: il trasporto del sale e di altre merci dal mare fino al Piemonte richiedeva tre soli giorni, con riduzione a metà delle spese e del cammino rispetto alla strada di Tenda. Come è già stato sottolineato, questo secondo itinerario attraversava una buona porzione di territorio genovese (Pieve di Teco, Pornassio e adiacenze) e, di conseguenza, imprevedibili ostacoli e vincoli potevano insorgere anche in tempo di pace e la prospettiva di un oneroso pedaggio rendeva aleatoria la "teorica" facilità di transito. Nel pensiero di migliorare le sue comunicazioni con la costa, Carlo Emanuele si decise, nel gennaio 1672, a rivolgersi al Re di Francia, la cui influenza sulle questioni della penisola era già molto forte. ”
Relatori
Tipo di pubblicazione
URI
![]() |
Modifica (riservato agli operatori) |
