Recupero della borgata -Li Frè- a Balme
Francesca Sartori
Recupero della borgata -Li Frè- a Balme.
Rel. Paolo Mellano, Daniela Bosia. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per L'Ambiente Costruito, 2012
Abstract
"Li Frè" è una borgata alpina di montagna. Il suo nome significa "i fabbri" e i suoi muri, i sentieri, i silenzi ci raccontano di vite che hanno cercato di adeguarsi a un luogo incantato, ma regolato dalle leggi severe della natura. E nel pieno rispetto di queste norme, gli abitanti sono riusciti ad adeguarsi e costruire, non solo edifici, ma anche la propria esistenza sfruttando le risorse locali nel pieno rispetto dell'ambiente circostante.
Questi spazi raccontano dei cambiamenti che si sono susseguiti nel corso dei secoli che hanno portato a modificare lo stile di vita di uomini e donne che è passato attraverso i secoli da fabbri ad allevatori e agricoltori. E sono gli edifici a dirlo attraverso l'introduzione di balconi, dove far essiccare la segala, dalle stalle diventano più ampie e meno interrate, dal numero dei croutin che aumentano all'interno dei quali si possono ancora scorgere, in alcuni casi, le mensole dove vi si appoggiavano i formaggi per portarli a maturazione.
Tuttavia se oggi osserviamo questi luoghi ci rendiamo conto che sono stati abbandonati a loro stessi e sono rari i casi di chi ancora continua a viverci seguendo la scansione delle stagioni e i ritmi e orari imposti dalla natura. A questo abbandono, nell'arco di un breve lasso di tempo, si sono susseguiti chiari segni di degrado e sofferenza degli edifici che a stento superano i lunghi inverni nevosi. Questo stato purtroppo è diffuso e non riguarda solo la borgata oggetto di analisi. Per fortuna nelle politiche locali si cominciano a intravedere i primi timidi segnali di una presa di coscienza del patrimonio che si sta perdendo e si parla da qualche anno dell'ambiente alpino come laboratorio. Si aprono così nuovi spiragli di luce in attesa che anche la politica affronti questo tema e partecipando attivamente a scelte
sono le tendenze e scelte in atto da parte di amministratori locali, amministrato pubblici e progettisti dove è stato sottolineata più volte la mancanza di una politice che salvaguardi l'ambiente alpino in una regione che conta 553 comuni montani coi caratteristiche diversificate al suo interno.
In un secondo convegno, svoltosi ad Alpette (provincia di Torino) si è trattato il teme dell'albergo diffuso come concreto sostegno all'economia montana. Sono sta valutati progetti già esistenti, sottolineando come questa soluzione, offra il vantaggio e utilizzare la quantità di alloggi e seconde case ad oggi abbandonate a se stesse. In Piemonte, a differenza di altre regioni italiane, non è ancora stata studiata une legge ad hoc per questa tipologia di interventi che deve considerare le diversità culturali delle vallate, ma anche valutare eventuali deroghe sui nuovi progetti per non stravolgere le costruzioni esistenti, come ad esempio l'altezza degli interpiani delle baite.
Il progetto quindi nasce con la volontà, non di salvaguardare l'esistente con une sguardo "museale", ma di creare quell'occasione che rappresenti il volano di un processo che deve nascere con la volontà di dare vita a nuove opportunità e economie perii comune, partendo però dalle specificità del luogo.
La borgata si presenta di dimensioni ridotte; sono già stati effettuati diversi interventi e migliorie da parte dell'amministrazione comunale e da privati e si presta a essere ur luogo di sosta temporanea in quanto punto di partenza, di passaggio o arrivo di diversi percorsi, tra cui la Via Alpina e in egual modo anche luogo di permanenza pii protratta nel tempo. Tra gli interventi maggiori è stato realizzato un itinerario di fruizione turistico ambientale, per passeggiate a piedi o a cavallo .
Relatori
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