Borgo Filadelfia, non solo calcio
Paolo Navone, Luigi Frasc
Borgo Filadelfia, non solo calcio.
Rel. Riccardo Bedrone, Piergiorgio Tosoni . Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per L'Ambiente Costruito, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2012
Abstract
INTRODUZIONE
La città come insieme di rapporti spaziali coerenti e non come una sommatoria frammentata di esperienze architettoniche individuali. La definizione di un ambiente urbano come spazio di relazione umana.
La pedonalità come denominatore comune e scelta progettuale. Un quartiere, distinti ambiti da gestire con altrettanti approcci d'intervento. Un nuovo utilizzo di arredo urbano come mezzo di caratterizzazione funzionale. Queste sono state le consapevolezze e gli obiettivi per lo sviluppo e la riqualificazione di un'area di Torino per troppo tempo non considerata dal punto di vista progettuale.
Le politiche volte a migliorare l'accessibilità e fruibilità degli ambienti (fisici e sociali) urbani giocano un ruolo centrale nel favorire una maggiore equità sociale e nel rendere più vivibile la città, non solo ai residenti ma anche alle popolazioni che la abitano in modo temporaneo.
Può sembrare paradossale affermare, che la questione chiave che si trovano oggi di fronte le società urbane sia proprio quella dell'accessibilità.
Paradossale perché l'accesso, almeno potenziale, ad un insieme ampio ed eterogeneo di persone, luoghi e attività è uno dei tratti essenziali e irrinunciabili della vita urbana. Anzi, si potrebbe sostenere che la città - insieme al linguaggio, una delle invenzioni più peculiari del genere umano è emersa nella storia proprio come dispositivo
collettivo che permette di raggiungere un grado estremo di accessibilità alle persone, agli oggetti, alle idee.
La densità, l'ampiezza, la varietà della popolazione che si riunisce nelle città, insieme ai processi di agglomerazione delle attività di produzione e soprattutto di scambio che vi si svolgono, rendono quello urbano un ambiente sociale unico, per l'intensità dei contatti e delle relazioni che è possibile sperimentarvi e per la capacità di germinazione e diffusione di nuove idee e innovazioni.
Due sono i fulcri del quartiere, il "mitico" Stadio Filadelfìa e gli storici Mercati Generali, luoghi del passato ormai andati in abbandono. Il campo di via Filadelfìa era sicuramente magico, un posto perfetto per il calcio.
Le tribune in legno, la gradinata in cemento, la gente sui balconi a godersi le straordinarie partite, tutto era profondamente museale.
Il Filadelfia era il grande Torino, la gente sceglieva la curva e nell'intervallo si passava da una porta all'altra, mediante un indemoniato passeggio che durava 90 minuti. Mai più ci sarà un simile posto di culto, dove non si andava per vedere se la propria squadra vinceva, ma come vinceva.
Molti i proclami e le promesse di recupero e ricostruzione, molti i presidenti che si sono succeduti e con loro tanti i progetti rimasti solo e sempre tali. La nascita della fondazione ha ridato speranza, un bando di concorso ha dato l'imput definitivo, le amministrazioni hanno fatto il loro dovere ora spetta al presidente del Torino Calcio la decisione sul futuro del "mitico Stadio Filadelfia".
I Mercati Generali sono stati a lungo simbolo del commercio torinese, l'acuto fischio di una sirena dava il segnale dell'apertura del mercato e i rivenditori si precipitavano ai vari capannoni per arrivare primi o almeno non ultimi per scegliere le merci migliori.
In pochi minuti la folla che gremiva via Giordano Bruno si trasferiva all'interno del mercato e la via non aveva più veicoli vuoti aspettanti il carico.
Non passava un quarto d'ora dall'apertura che già cominciavano le corse dei facchini recanti la merce acquistata sui carri che la dovevano portare in città, condi ricevevano mucchi di roba dai carretti . Questa era la concitata attività all'interno defin dalle primfollarsi dei mezzi in Piazza Galimberti, chiusura e il trasferimento in nuovo luogo, tra le shiusuriodo di quiete e l'ansia di quei negozian crollo degli affari. Su via Giordano Bruno cal'a tra un futuristico arco a sovrastare una pre da connettore tra l'area del Lingotto e il Borgo one. Terminate le gare si aprì il ; varcando l'ingresso principale la sensandono.ea, grazie anche alla possibile ricostruzione del Filadelfìa e una nuova sistemazione sotto le arcate del MOI, possa tornare a nuova vita.
Relatori
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