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Pelleriti, Andrea

Villa Lydia e il suo parco in Pianezza : l’architettura di Pietro Fenoglio e la probabile collaborazione con Giuseppe e Guido Roda.

Rel. Paolo Cornaglia, Marco Devecchi. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Progettazione di giardini, parchi e paesaggio, 2012

Abstract:

La storia della villa, e del suo annesso parco, è abbastanza recente; l'acquisizione degli appezzamenti su cui oggi sorge la proprietà avvenne nei primi anni del Novecento e le vigne e le coltivazioni che prima sorgevano in questa porzione del territorio di Pianezza cedettero il passo al complesso di quella che divenne Villa Lydia.

Con questo lavoro di ricerca archivistica, documentaria nonché tra fonti orali di chi ha vissuto e lavorato in villa si è cercato di ricostruire la storia e l'evoluzione della proprietà, al fine di avvalorare l'ipotesi di collaborazione per la realizzazione dell'intero complesso tra Pietro Fenoglio, progettista della villa, e Giuseppe e Guido Roda, probabili progettisti del parco; oltreché a presentare un profilo della villa e del suo parco nella storia, per quanto possibile, esaustivo. Villa Lydia, infatti, costituisce un episodio a mio giudizio importante nell'area di Pianezza oltre che all'interno del panorama, ben più ampio, del torinese e dei suoi dei grandi architetti e paesaggisti del XX secolo che ne hanno plasmato le forme. Questo è uno dei motivi principe per cui ho reputato fondamentale lasciare testimonianza della sua espressività, in modo che questo lavoro possa contribuire ad accrescere le conoscenze in questi ambiti. Un tema troppo poco trattato è proprio la collaborazione tra architetto e paesaggista nella realizzazione di opere come questa presa in esame.

L'analisi del luogo, derivata da un contatto diretto e prolungato che ho avuto con il parco e la villa durante questo periodo di studio, anche grazie alla realizzazione del rilievo topografico e botanico dell'esistente, ha portato alla formulazione di ragionamenti e connessioni logiche che hanno dato come risultato la possibile paternità del parco stesso alla famiglia dei paesaggisti Roda. Quest'ipotesi è già stata intravista o perlomeno sentita già da altri autori, ma pur sempre di un'ipotesi si tratta e quindi questo studio vuole essere un contributo che con molta cautela azzarda un pensiero.

Villa Lydia situata nel comune di Pianezza, a pochi chilometri da Torino, sorge tsu di un terreno di origine morenica affacciandosi per tutta la sua lunghezza sulla riva sinistra del fiume Dora Riparia. Il complesso occupa una superficie di poco superiore a tre ettari, di cui la maggior parte gestita a verde a formare un parco di tipo informale.

Edificata tra il 1906 e il 1909 per volere del Dott. Ernesto Rossi, poi conte nel 1922 e di Montelera nel 1924, la villa prende il nome di Villa Lydia in onore della moglie Lydia Leumann.

L'incarico di progettazione e realizzazione della villa fu affidato all'Ingegnere Pietro Fenoglio,figura di spicco nella realtà torinese, che aveva già intrattenuto rapporti con le famiglie Leumann e Rossi. Nel primo decennio del Novecento si occupò della realizzazione del villaggio Leumann, sito su Corso Francia a Collegno. Nel 1902 fu chiamato a Pianezza da Napoleone Leumann che gli commissionò la ristrutturazione della sua villa secondo il gusto dell'epoca, il Liberty. Oggi questa villa ospita la sede comunale.

La scelta del sito di costruzione di villa Lydia non fu quindi casuale ma in funzione della vicinanza con villa Leumann oltre che per la presenza del suggestivo scenario della Dora Riparia.

Pietro Fenoglio fu uno dei massimi esponenti della corrente Liberty in Italia e la sua opera più conosciuta è La Fleur, sita a Torino in Via Principi d'Acaja 11, e realizzata nel 1902.

Già dal 1904 però l'Ingegner Fenoglio si allontana dal Liberty per abbracciare quel movimento architettonico individuabile nell'Eclettismo di ritorno. Il periodo Liberty in Italia non è comunque ancora finito come dimostra l'Esposizione Internazionale svoltasi a Milano nel 1906, in cui trionfava ancora questo movimento.

La villa rientra in quel periodò definito come "Eclettismo di ritomo", decorazioni rinascimentali adornano le facciate ispirandosi alla decorazione propria del Rinascimento italiano che era visto, all'epoca dell'edificazione, come ideale estetico da imitare in tutte le forme dell'arte: architettura, arredo urbano, ornato, arti decorative.

Di particolare interesse tra le realizzazioni di Fenoglio poiché è una delle poche opere realizzate dall'ingegnere fuori Torino ed è anche una delle sue ultime realizzazioni. Pietro Fenoglio, infatti, ebbe una breve carriera come architetto-ingegnere che lo impegnò dal 1889 al 1912 anno in cui lasciò la professione di architetto per dedicarsi all'attività finanziaria iniziata già anni prima. Seppur il lavoro di Pietro Fenoglio come architetto sia stato breve, dal suo ufficio uscirono comunque centinaia di progetti.

L'edificio è caratterizzato da un profondo legame con il giardino e il paesaggio circostante riscontrabile da un ampio scalone terminante su una terrazza elevata, posta sulla facciata sud della villa, dalla quale diparte frontalmente un canale prospettico verso la Dora e dietro ancora verso il castello Rivoli e infine verso il Monviso. Dallo stesso punto un tempo era possibile anche vedere i paesi di Collegno da una parte e Alpignano dall'altra, ormai ostruiti dalla fitta vegetazione. A richiamare il legame con il circondario vi è anche la torretta "pensatoio" in posizione elevata rispetto alle altre parti del corpo di fabbrica.

Il parco della villa ha un notevole ed evidente valore storico, perché rappresenta un tipico e ormai raro esempio di giardino privato d'inizio Novecento. I parchi risalenti a quest'epoca, infatti, sono particolarmente preziosi, perché testimoniano quella fase intermedia, di passaggio fra i giardini ottocenteschi e quelli contemporanei che furono realizzati dai decenni successivi la Prima Guerra Mondiale. Il giardino di villa Lydia richiama in linea generale lo stile paesaggistico, nato in Inghilterra nel XVIII secolo, caratterizzato dalla ricerca di naturalità, distinguendosi però da esso per alcune sue caratteristiche peculiari tipiche dei giardini di metà-fine Ottocento e inizio Novecento. Prima fra tutte la presenza di specie vegetali richiamanti il gusto dell'esotico, come ad esempio le numerose palme (Trachycarpus fortune) e le yucche presenti nel parco, oltre che dalla presenza anche di conifere sempreverdi (Cedrus deodara, Cedrus atlantica, Calocedrus decurrens) e, inoltre, d'inserimenti stilistici derivati dal giardino vittoriano, come il parterre di fiori che ornava il prato di fronte alla villa, oggi però non più esistente.

Il legame con il giardino paesaggistico è da individuarsi nelle forme sinuose che compongono le aiuole e che caratterizzano i percorsi, oltre che nella presenza di elementi fondamentali nella tradizione inglese, si veda il laghetto dai bordi irregolari, il ponticello, l'isola al centro del canale d'acqua.

Per il rifornimento di piante da alto fusto si faceva riferimento al vivaista Grasso di Rivoli, mentre per le rose ci si rivolgeva ai Fratelli Giacomasso, importanti produttori e conoscitori di rose.

Nel parco è anche presente una serra, simile a quella che fu fatta realizzare nel 1903 a Pietro Fenoglio da Napoleone Leumann per villa Leumann a Pianezza. Serviva principalmente per l'acclimatazione e conservazione delle piante esotiche come anche quella, ancora presente, nel parco di villa Lydia.

L'importanza di questa villa è stata a lungo oscurata dall'ombra proiettata dalle altre realizzazioni dell'ingegnere Pietro Fenoglio nel comune di Torino, come accade spesso per altre proprietà periferiche; questo lavoro di studio vuole essere un contributo che possa rimanere a testimoniare l'esistenza e la storia di questa splendida realtà che è Villa Lydia e del suo meraviglioso parco in cui è immersa, toccando un argomento troppo spesso trascurato, quello delle relazioni tra l'architetto e il paesaggista nella formazione di complessi pubblici o privati. Proprio su questo pensiero si è inserita l'ipotesi, formulata all'interno di questo lavoro di tesi, di collaborazione tra Pietro Fenoglio e i paesaggisti Giuseppe e Guido Roda per la realizzazione del complesso di villa Lydia. Vuole anche essere un punto fermo da cui poter partire per altri possibili studi, nella speranza di nuovi ritrovamenti documentari inerenti la villa stessa o semplicemente servire come base di riferimento per la gestione ed il mantenimento dell'esteso parco, coadiuvati dal rilievo botanico, fin'ora inesistente, di tutte le specie esistenti ad oggi nel parco eseguito durante il percorso di studio.

Relatori: Paolo Cornaglia, Marco Devecchi
Soggetti: A Architettura > AS Storia dell'Architettura
G Geografia, Antropologia e Luoghi geografici > GG Piemonte
Corso di laurea: Corso di laurea specialistica in Progettazione di giardini, parchi e paesaggio
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/2846
Capitoli:

1. Introduzione

2. II comune di Pianezza: inquadramento storico-geografico

2.1 Dati territoriali

2.2 Principali vicende storiche dell'insediamento

3. II contesto storico-architettonico torinese in cui nasce Villa Lydia

3.1 L'Eclettismo

3.2 II periodo Liberty

3.3 Le esposizioni internazionali nei primi anni del '900

3.3.1 L'Esposizione del 1902

3.3.2 L'Esposizione del 1911

3.4 L'eclettismo di ritorno a Torino

4. II progettista di Villa Lydia: Pietro Fenoglio

4.1 Note biografiche

4.2 La committenza

4.3 L'attività professionale

4.4 Le collaborazioni

5. Le famiglie Rossi di Monteiera e Leumann

6. La villa e il suo parco in un difficile quadro documentario e iconografico.72

6.1 Un percorso di ricerca tra archivi e fonti orali

6.2 Passeggiando nel parco

6.3 Ricostruzione degli eventi legati alla nascita e allo sviluppo della proprietà Rossi di Monteiera attraverso l'analisi delle prime notizie documentarie inerenti il complesso

6.4 Descrizione critica della villa e dei suoi mutamenti attraverso l'analisi d'iconografie storiche, fotografie, loro comparazioni e fonti orali

6.4.1 Analisi comparativa con altre ville di Pietro Fenoglio. Villa Leumann, Palazzina Dellachà, Villa Medici e Villa Magni

6.5 Brevi richiami sulla nascita e lo sviluppo del giardino paesaggistico e sul contesto storico-paesaggistico piemontese in cui si è formato il parco di villa Lydia

6.5.1 II giardino paesaggistico: rapida disamina sulla sua nascita ed evoluzione

6.5.2 Parchi paesistici e giardini del Piemonte tra fine '800 e inizio '900

6.6 II processo di formazione ed evoluzione del parco di villa Lydia attraverso l'analisi critica delle sue componenti

7. II parco di villa Lydia e i paesaggisti Roda: una probabile connessione

7.1 Note biografiche sulla famiglia Roda

7.2 Pietro Fenoglio, la famiglia Rossi di Montelera e Giuseppe Roda: legami da scoprire

7.3 Elementi compositivi e metodo operativo dei fratelli Roda: parallelismi con Villa Lydia a Pianezza

8. Conclusioni

9. Bibliografia divisa per argomenti e in ordine cronologico

10. Archivi consultati

11. Allegati

11.1 Regesto cronologico degli avvenimenti salienti legati a villa Lydia

11.2 Riproduzione della documentazione archivistica essenziale

11.3 Restituzione cartografica del rilievo topografico - botanico vegetazionale del parco di villa Lydia

11.4 Planimetria dello stato di fatto di accompagnamento alla "visita virtuale del parco"

11.5 Restituzione cartografica della planimetria storica su cui è stata ricostruita l'evoluzione dei confini del parco

11.6 Tavola di confronto tra il parco di villa Lydia e i progetti di Giuseppe e Guido Roda

12. Ringraziamenti

Bibliografia:

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• Pizzoni Filippo, Il giardino arte e storia. Dal Medioevo al Novecento, Leonardo arte, Milano 1997.

• Restucci Amerigo (a cura di), L'Ottocento, in Dal Co Francesco, Storia dell'architettura italiana, Electa, Milano 1997-2010.

• Azzi Visentini Margherita (a cura di), L'arte dei giardini. Scritti teorici e pratici dal XIV al XIX secolo, Edizioni II Polifilo, Milano 1999.

• Lodari Renata (a cura di), Giardini e ville del lago Maggiore. Un paesaggio culturale tra Ottocento e Novecento, Centro studi piemontesi, Torino 2002.

• Panzini Franco, Progettare la natura. Architettura del paesaggio e dei giardini dalle origini all'epoca contemporanea, Zanichelli, Bologna 2005.

• Gullino Paolo, Il restauro del verde. Casi studio e rivelazione poetico tecnico storiche, tesi di laurea, Accademia Albertina delle Belle Arti, relatore Gianluigi Nicola, a.a 2007-2008.

Storia dei giardini del Novecento a Torino:

• Comoli Mandracci Vera, Roccia Rosanna (a cura di), Torino città di loisir. Viali, parchi e giardini tra Otto e Novecento, Archivio storico di Torino, Torino 1996.

• Restucci Amerigo (a cura di), L'Ottocento, in Dal Co Francesco, Storia dell'architettura italiana, Electa, Milano 1997-2010.

• Defabiani Vittorio (et alii), Cultura e progetto dei giardini sabaudi, in I giardini a Torino. Dalle residenze sabaude ai parchi e giardini del '900, Lindau, Torino 1999, pp. 9-22.

• Vinardi Maria Grazia, I giardini della ville sabaude: trasformazioni e memorie. Il parco della Venaria: piante e fiori, in giardini a Torino. Dalle residenze sabaude ai parchi e giardini del '900, Lindau, Torino 1999, pp. 23-34.

• Bonamico Francesco, Lo «square»: un giardino per tutti. Gli «square» torinesi, in / giardini a Torino. Dalle residenze sabaude ai parchi e giardini del '900, Lindau, Torino 1999, pp. 49-65.

• Maffioli Marisa, Re Luciano, Il giardino del '900, il giardino del '900. Parchi e giardino nella città moderna, in I giardini a Torino. Dalle residenze sabaude ai parchi e giardini del'900, Lindau, Torino 1999, pp. 67-80.

• Cornaglia Paolo, Dal giardino tardomanierista di Padre Costaguta al parco romantico dell'ottocento, in Pernice Francesco (a cura di), Il castello di Moncalieri. Il ninfeo e II Parco, Celid, Torino 2001, pp. 34-55.

• Cornaglia Paolo, Dal giardino all'italiana al parco paesaggista: i giardini delle residenze sabaude dal XVI al XIX secolo, in Pelissetti Laura, Scazzosi Lionella (a cura di), Giardini, contesto, paesaggio. Sistemi di giardini ed architetture vegetali nel paesaggio. Metodi di studio, valutazione, tutela, atti del convegno (Cinisello Balsamo 14-16 ottobre 2004), Leo S. Olschki, Firenze 2005.

• Accati Elena, Arte e natura. Centoventi giardini privati del Piemonte, Daniela Piazza Editore, Torino 2007.

• Cornaglia Paolo, Lupo Giovanni, Poletto Sandra (a cura di), Paesaggi fluviali e verde urbano. Torino e l'Europa tra Ottocento e Novecento, Celici, Torino 2008.

• Cornaglia Paolo, L'illusione e la natura, parchi e giardini in Piemonte tra XVIII e XIX secolo, in Dardanello Giuseppe, Tamborrino Rosa, Guarini, Juvarra e Antonelli, segni e simboli per Torino, Silvana editoriale, Milano 2008, pp. 190-193. Cornaglia Paolo (a cura di), Parchi pubblici, acqua e città. Torino e l'Italia nel contesto europeo, Celid, Torino 2010.

Architettura altro:

• Lavini Giuseppe, Il cemento armato, in «L'Architettura italiana», n.5 (1912), p. 49.

• Albenga Giuseppe, La nuova tecnica del cemento armato, in «Atti e Rassegna Tecnica della Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino», n.s. X (1956), pp. 289-296.

• Nelva Riccardo, Signorelli Bruno, Avvento ed evoluzione del calcestruzzo armato in Italia: il sistema Hennebique, Aitec," Milano 1990.

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