Progettare nel deserto : un modello bioclimatico a scala urbana
Silvia Coccolo
Progettare nel deserto : un modello bioclimatico a scala urbana.
Rel. Riccardo Bedrone. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2012
Abstract
Il cambiamento climatico rappresenta una delle maggiori sfide che l'umanità dovrà affrontare nei prossimi anni. L'aumento delle temperature, lo scioglimento dei ghiacciai, la maggiore frequenza degli episodi di siccità e delle alluvioni sono tutti sintomi di un cambiamento climatico ormai in atto. I rischi per il pianeta e per le generazioni future sono enormi, e ci obbligano ad intervenire con urgenza.
Il cambiamento climatico, Unione Europea.
La politica europea è impegnata nella lotta contro il cambiamento climatico a livello internazionale ed interno agli stati membri, definendolo come uno degli obbiettivi primari da perseguire nei prossimi anni.
A partire dalla firma del protocollo di Kyoto il 29 aprile 1998, gli stati membri si sono impegnati a ridurre le emissioni di alcuni gas, responsabili del riscaldamento mondiale, del 5 % nel periodo 2008-2012, rispetto ai livelli del 1990.
Secondo gli studi svolti dal Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici ed il centro ricerche IPCC (Intergovernmental Panel of Climate Change), le temperature mondiali dovrebbero aumentare di 1,4- 5,8° C entro il 2100, rispetto alle temperature del 1990. Come visibile l'aumento interesserà l'intera pianeta, con un picco massimo di 7.5 [°C] nel periodo 2090- 2099 nel Polo Nord.
L'aumento della temperatura contribuirà al fenomeno del disgelo, alla riduzione dei ghiacciai, delle superfici innevate e del ghiaccio marino.
Inoltre varierà la disponibilità di acqua, con un aumento delle precipitazioni nelle regioni e nei periodi ad elevata piovosità, ed una diminuzione nelle regioni e nei periodi già oggi secchi, come le regioni aride dei tropici, e l'area mediterranea. Conseguenza diretta della diminuzione delle precipitazioni è l'espansione territoriale delle zone aride, soprattutto nei paesi mediterranei. Il cambiamento ambientale legato alla variazione delle precipitazioni e delle temperature inciderà sulla flora e fauna locali, compromettendo la loro capacità di adattamento.
La strategia europea contro il cambiamento climatico è stata definita con una Comunicazione della Commissione, del 9 febbraio 2005, "Vincere la battaglia contro i cambiamenti climatici". Essa si sviluppa nei seguenti punti:
- l'estensione della lotta ai cambiamenti climatici a tutti i paesi inquinatori.
- Il rafforzamento dell'innovazione, che include l'attuazione e l'applicazione delle tecnologie esistenti e lo sviluppo di nuove tecnologie.
- L'utilizzazione e il rafforzamento degli strumenti basati sul mercato, come il sistema di scambio dei diritti di emissioni.
- La realizzazione di sforzi di adattamento ai cambiamenti climatici, a livello preventivo e correttivo, a seconda delle regioni e dei settori economici più direttamente interessati.
Nella Comunicazione della Commissione, del 10 gennaio 2007, dal titolo "Limitare il surriscaldamento dovuto ai cambiamenti climatici a +2 gradi Celsius - La via da percorrere fino al 2020 e oltre" vengono definiti ulteriori obbiettivi riguardo la riduzione delle emissioni di gas. Le linee guida prevedono:
- Il miglioramento del 20 % dell'efficienza energetica dell'Unione Europea entro il 2020.
- L'incremento percentuale delle energie rinnovabili portandole al 20 % entro il 2020.
- Lo sviluppo di una politica di stoccaggio geologico del carbonio che sia compatibile con l'ambiente
L'obbiettivo del miglioramento dell'efficienza energetica riguarda in primo luogo i trasporti, seguito dal miglioramento della produzione energetica, poiché il 40- 60 [%] dell'energia necessaria per la produzione di elettricità viene persa durante la produzione. Infine il terzo punto è l'edilizia: il 40 [%] del consumo elettrico europeo è utilizzato per il riscaldamento e l'illuminazione degli edifici.
Poiché il miglioramento del consumo energetico degli edifici è un obbiettivo chiave della politica climatica europea, risulta importante definire un nuovo approccio alla progettazione urbanistica.
Lo studio affrontato in questa tesi evidenzia come sia possibile un approccio sostenibile a livello urbano, grazie all'utilizzo di un software, CitySim. Questo software è in grado di definire come la forma urbana, il rapporto tra gli edifici, possa influenzare notevolmente il consumo energetico globale. Grazie a CitySim è stato possibile definire una forma urbana bioclimaticamente efficace, affrontando lo studio dei singoli edifici, valutando il rapporto di forma e volume, vuoti e pieni urbani.
Il tema di progettare nel deserto è stato scelto a partire dalla coscienza del cambiamento climatico in corso, e dalla necessità di intervenire in ambito architettonico, rispondendo all'evoluzione in atto. La complessità del progetto risiede nelle difficili condizioni climatiche in cui si trova l'area, ovvero nel deserto sabbioso di Ras al Khaimah, caratterizzato da precipitazioni ridotte, assenti nel periodo estivo, ed alte temperature, che nel mese di luglio superano i 45 [°C]. L'assenza di riferimenti urbani nell'area ha permesso di rivolgere la ricerca verso l'architettura tradizionale, per interpretare i metodi costruttivi antichi, adattandoli alle complesse esigenze moderne.
- Abstract in italiano (PDF, 50kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 42kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
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