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Rigenerazione Urbana, il caso di Bagnoli. = Urban regeneration, the case of Bagnoli.

Simone Pelosi

Rigenerazione Urbana, il caso di Bagnoli. = Urban regeneration, the case of Bagnoli.

Rel. Matteo Robiglio. Politecnico di Torino, Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile, 2022

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Abstract:

Bagnoli, un grande territorio industriale dominato dall’ex impianto siderurgico dell’Italsider, fortemente attivo nel secolo precedente, oggi un relitto monumentale che si affaccia sul mare, una fonte di degrado e inquinamento per l’intera zona. Il territorio di Bagnoli rappresenta un unicum, sia in termini naturalistici, essendo l’unica area del globo terreste dove è concentrato un numero così elevato di crateri vulcanici attivi, quiescenti e spenti, sia per l’interesse geologico, archeologico, storico, paesaggistico e letterario che questo luogo ha rappresentato per oltre 2000 anni. L’intervento di riqualificazione necessita innanzitutto di una bonifica dei suoli e del ripristino del paesaggio naturale, riutilizzando le strutture industriali dismesse come landmark per una rinascita culturale del luogo. La geomorfologia della caldera flegrea, di cui la piana di Bagnoli fa parte, rende necessario un progetto unitario, che riesca a ripristinare l’ eccezionale patrimonio naturalistico del sito. Sebbene appartenga amministrativamente alla città di Napoli, Bagnoli rappresenta una realtà altra, geograficamente, urbanisticamente; e accostare Bagnoli a questo territorio, piuttosto che alla dimensione metropolitana di Napoli, sembra rispettarne maggiormente la natura, la storia, le sorti future. Analizzando il territorio di Bagnoli, e cercando di cogliere le ragioni per le quali il rilancio dell’ area, non si è mai realizzato, ci si rende conto di quanto più di un secolo di pesante industrializzazione abbia potuto deturpare un intero ecosistema, rendendo quella che in origine era una baia naturale affacciata sul golfo di Pozzuoli, in una zona inaccessibile. L’impostazione metodologica seguita è volta ad agevolare l’evoluzione dei processi naturali di trasformazione, e non più ad ostacolarli, avendo come obbiettivo quello di ripristinare la naturalità del sito in un intervento di rinnovamento che ristabilisca le condizioni fisico-chimiche del suolo, antecedenti l’impatto industriale. La bonifica di cui Bagnoli ha bisogno, nel tempo, ha assunto dimensioni impensabili e non più sostenibili, rendendo necessaria una reinterpretazione integrale dell’approccio progettuale. Riteniamo pertanto fondamentale, superare la concezione per la quale si tende a posticipare la fase progettuale architettonica rispetto a quella di bonifica e che la bontà del progetto sia rag- giungibile solo attraverso un’unica mossa in grado di mettere in continuità i due processi. Puntare, ove è possibile, su una bonifica di fitotecnologie (attraverso la piantumazione di essenze arboree in grado di estrarre metalli pesanti dal terreno separando naturalmente la matrice dal contaminante) sfruttando le capacità depurative delle piante e anticipando già il disegno del parco, consentirebbe, oltre che ad abbattere i costi spropositati dei trattamenti convenzionali, di sviluppare il progetto di parco nel mentre che la bonifica è in atto. L’utilizzo della fitodepurazione allunga da una parte i tempi complessivi ma dall’altra consente di poter fruire del parco prima che la bonifica sia definitivamente compiuta, mediante la realizza- zione di una infrastruttura leggera che attraversa l’intera area intercettando puntualmente le numerose archeologie industriali.

Relatori: Matteo Robiglio
Anno accademico: 2022/23
Tipo di pubblicazione: Elettronica
Numero di pagine: 61
Soggetti:
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Architettura Per Il Progetto Sostenibile
Classe di laurea: Nuovo ordinamento > Laurea magistrale > LM-04 - ARCHITETTURA E INGEGNERIA EDILE-ARCHITETTURA
Aziende collaboratrici: Politecnico di Torino - FULL
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/27146
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