Politecnico di Torino (logo)

Bianchi, Edoardo

Un progetto di social housing per la città di Alba.

Rel. Oreste Gentile. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2011

Abstract:

Innanzitutto, quale significato attribuire al termine social housing? La risposta non può essere così immediata. I Paesi membri dell'Unione Europea si caratterizzano per l'eterogeneità delle situazioni abitative nazionali e delle politiche adottate: il concetto di social housing tende quindi a variare da un Paese all'altro. La mancanza di una definizione comune a livello europeo può rendere quindi difficile un'analisi comparativa.

Il CECODHAS - Comitato europeo per la promozione del diritto alla casa - definisce il social housing come “le soluzioni abitative per quei nuclei familiari i cui bisogni non possono essere soddisfatti alle condizioni di mercato e per le quali esistono regole di assegnazione".

Inoltre, l'esperienza di molti anni di social housing, come per esempio in Olanda, fa vedere come questo sia sempre un volano per l'economia e lasci grandissimo spazio alla libertà delle famiglie e delle persone, che possono investire in progetti di futuro alternativi alla spesa per la casa. Il maggior reddito disponibile delle famiglie aumenta anche la mobilità sociale.

E' importante però notare che il concetto di social housing - per quanto spesso identificato con gli alloggi sociali dati in affitto - comprende anche quelle abitazioni in vendita a prezzi accessibili perla proprietà, privata o cooperativa, delle famiglie. L' Italia purtroppo sconta oggi il ritardo rispetto a molti altri paesi europei dove la creazione di edifici sociali è andata di pari passo con la riqualificazione di intere aree urbane, un ritardo dovuto anche alle scelte politiche che hanno privilegiato gli incentivi alla proprietà.

Il problema dell'intervento pubblico nel settore della casa inizia a porsi nei Paesi europei dalla metà del XIX secolo, con l'evoluzione economica spinta da industrializzazione e urbanesimo. Nei primi tempi il social housing non si afferma però come una responsabilità dello Stato, ma piuttosto come un'iniziativa privata per provvedere alle precarie condizioni abitative della popolazione e soprattutto dei lavoratori.

Una nuova fase dello sviluppo del social housing, che vede i governi nazionali attivamente coinvolti, si apre dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando ingenti risorse vengono destinate alla ricostruzione. Questo sviluppo può essere diviso in tre fasi (Priemus, Kleinman, Maclennan e Turner, 1993): la prima fase, dal 1945 al 1960, è definita la fase della "ripresa" perché finalizzata alla ricostruzione e ad affrontare il problema della carenza di alloggi. L'attività principale era costituita dalla costruzione di immobili residenziali, che lo Stato provvedeva a finanziare e sovvenzionare in misura cospicua; più trascurati erano invece gli aspetti gestionali. In questo periodo il social housing, con canoni inferiori al livello di mercato, mirava soprattutto alla classe lavoratrice e al ceto medio.

La seconda fase è la fase della "crescente diversità" (1960-1975), durante la quale si afferma una maggiore attenzione alla qualità edilizia e al rinnovamento urbano. I governi devono confrontarsi con un calo della domanda di alloggi sociali, determinata dal maggiore benessere economico e da alcune delle conseguenze negative dei programmi di social housing post-bellici, quali la bassa qualità e l'inefficiente gestione degli immobili. Nell'agenda politica, programmi finalizzati alla proprietà si affiancano al social housing.

La terza fase (1975-1990) fa seguito alla recessione economica di fine anni '70, quando obiettivo dei governi diventa la riduzione dell'inflazione e della spesa pubblica. E' questa la fase delle "nuove realtà per la casa", che vede un progressivo disimpegno economico da parte dello Stato e lo sviluppo di un settore abitativo maggiormente "orientato al mercato, concorrenziale e aperto alle pressioni economiche" (Priemus, Kleinman,

Madennan e Turner, 1993). Conseguentemente, si riduce la quota percentuale di alloggi sociali e soprattutto si restringe il campo dei beneficiari. In particolare, un importante cambiamento si è realizzato in termini di struttura del diritto di occupazione: la percentuale di famiglie proprietarie ha raggiunto percentuali altissime a seguito del processo di privatizzazione. Ciò però, a causa della mancanza di una normativa adeguata, ha determinato il problema dei "proprietari poveri", che non sono in grado di sostenere le spese che la proprietà - e la spesso bassa qualità degli alloggi -necessariamente comportano. Al tempo stesso il settore di social housing ha dovuto confrontarsi non solo con uno stock abitativo ridotto, ma anche con limitate risorse pubbliche. Di conseguenza i programmi di social housing hanno finito col riguardare soprattutto i più disagiati, creando il rischio di segregazione sociale.

La funzione specifica affidata al social housing nei diversi Paesi europei può essere definita come quella di soddisfare i bisogni abitativi della popolazione in termini di accesso e permanenza in abitazioni adeguate e a prezzi accessibili. In particolare, il social housing si rivolge a quei nuclei familiari i cui bisogni abitativi non possono essere soddisfatti alle condizioni di mercato, perché al di sotto di certe soglie di reddito o in condizioni di vulnerabilità.

Il ruolo del social housing non si limita però a riguardare la carenza quantitativa di alloggi e il problema dell'onerosità. Particolare attenzione deve porre anche alla qualità degli alloggi e dell'ambiente circostante, nell'ottica di evoluzione delle esigenze della popolazione. Per questo una priorità è quella di restaurare e rinnovare in base a standards più attuali lo stock esistente, così come quella di migliorare l'efficienza energetica degli edifici. Alcuni sviluppi recenti - il decentramento delle politiche per la casa, la privatizzazione degli alloggi di proprietà pubblica e i tagli ai finanziamenti pubblici -hanno interessato particolarmente il social housing, contribuendo ad estendere il campo delle sue responsabilità o a rivalutarne le priorità.

Si è anche affermata per esso anche la priorità di incrementare il mix sociale e promuovere la coesione sociale. A tali politiche viene inoltre assegnata la responsabilità di contribuire allo sviluppo di "comunità sostenibili" locali, attraverso un approccio integrato con partners locali quali imprese, scuole, polizia, rappresentative locali e fornitori di servizi. L'obiettivo è quello di rendere tali aree luoghi in cui sia piacevole risiedere, che conoscano uno sviluppo economico locale e soddisfino i bisogni emergenti dei nuovi nuclei familiari.

Relatori: Oreste Gentile
Soggetti: A Architettura > AO Progettazione
A Architettura > AQ Spazi funzionali dell'abitazione
Corso di laurea: Corso di laurea specialistica in Architettura
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/2660
Capitoli:

01. INTRODUZIONE.

1.1 II social housing: definizione

1.2 Breve storia del social housing

1.3 Obiettivi e ruoli del social housing

02. TRASFORMAZIONE DELL'EDILIZIA RESIDENZIALE A BASSO COSTO NEL '900 EUROPEO: 10 ESEMPI.

2.1 Siedlung Siemensstadt, Berlino (Germania), 1929-31.

2.2 Wohnstadt Cari Legien, Berlino (Germania), 1929-30.

2.3 Unite d'Habitation ("la Cité Radieuse"), Marsiglia (Francia), 1947-52.

2.4 Case popolari IACP Mangiagalli, Milano, 1950-52

2.5 Quartiere INA-Casa in Via Dessié, Milano, 1951-55.

2.6 EMV Social Housing, Madrid (Spagna), 2002-05.

2.7 Social Housing Poljane, Maribor(Slovenia), 2002-07.

2.8 Madrid Social housing, Madrid (Spagna), 2006-07.

2.9 Edilizia residenziale convenzionata in linea in Nuovo Portello, Milano, 2002-08.

2.10 Abitare a Milano - Via Gallarate, Milano, 2005-09.

03. INQUADRAMENTO TERRITORIALE,

CARTOGRAFIA Scala 1:10.000 e 1:2.000

PRGC

CALCOLI DI PROGETTO E FOTO DELL'AREA (vedi Tav. 2 allegata).

04. MASTERPLAN DELL'INTERVENTO. Scala 1:500 (vedi Tav. 3 allegata).

05. EDIFICIO RESIDENZIALE TIPO: PIANTE, PROSPETTI, SEZIONI. Scala 1:100.

06. BIBLIOTECA DI ZONA: PIANTE, PROSPETTI, SEZIONI. Scala 1:100 (vedi Tav. 6 allegata).

07. EDIFICIO RESIDENZIALE TIPO: PARTICOLARE COSTRUTTIVO. Scala 1:20. (vedi Tav. 7 allegata).

08. MODELLO 3D VIRTUALE E RENDER.

09. DESCRIZIONE DEL PROGETTO.

9.1 Viabilità, parcheggi, percorsi.

9.2 Edifici.

BIBLIOGRAFIA

Bibliografia:

Siedlung Siemensstadt, Berlino (Germania), 1929-31.

Peter Blundell Jones, Hans Scharoun: eine Monographie, Kràmer, Stuttgart 1980. Ada Francesca Marciano, Hans Scharoun: 1893-1972, Officina Ed, Roma 1992.

Wohnstadt Cari Legien, Berlino (Germania), 1929-30.

Luciana Capaccioli, Bruno Taut visione e progetto. Dedalo Ed., Bari 1981. Winfried Nerdinger, Manfred Speidel, Bruno Taut, 1880-1938, Electa, Milano 2002.

Unite d'Habitation ("la Cité Radieuse"), Marsiglia (Francia), 1947-52.

Le Corbusier, La mia opera, Bollati Boringhieri, Torino 1961.

Jacques Sbriglio, Le Corbusier, l'Unite d'Habitation de Marseille, Editions Parenthèses, Marseille (France) 1992.

Andre Wogenscky, l'Unite d'Habitation di Marsiglia, in h. Allen Brooks (a cura di), Le Corbusier 1887-1965, Electa, Milano 1993.

Case popolari IACP Mangiagalli, Milano, 1950-52.

Stefano Guidarini, Guido Canella, Ignazio Gardella nell'architettura italiana: opere 1929-1999, Skira, Milano 2002.

Antonio Piva e Vittorio Prina, Franco Albini 1905-1977, Electa, Milano 1998.

Fabrizio Rossi Prodi, Franco Albini, Officina, Roma 1996.

Quartiere INA-Casa in Via Dessié, Milano, 1951-55.

Cesare Blasi, Figini e Pollini, Ed. di Comunità, Milano 1963.

Raffaele Pugliese (a cura di), La casa popolare in Lombardia, 1903-2003, Unicopli Ed., Milano 2006. Paola Di Biagi (a cura di), La grande ricostruzione. Il piano Ina-Casa e l'Italia degli anni Cinquanta, Donzelli Ed., Roma 2010.

EMV Social Housing, Madrid (Spagna), 2002-05.

Giovanni Leoni, David Chipperfield, Motta Ed., Milano 2007.

Social Housing Poljane, Maribor (Slovenia), 2002-07.

http://www.bevkperovic.com

Madrid Social housing, Madrid (Spagna), 2006-07.

Thom Mayne, Morphosis Buildings & Projects. 1999-2008, Rizzoli, New York 2008.

Edilizia residenziale convenzionata in linea in Nuovo Portello, Milano, 2002-08.

http://www.zucchiarchitetti.com

Abitare a Milano-Via Gallarate, Milano, 2005-09.

http://www.mabarquitectura.com/ http://www.archdaily.com/59278/living-in-a-park-mab-arquitectura/

Modifica (riservato agli operatori) Modifica (riservato agli operatori)