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Pacciolla, Vincenzo

L’impiego della paglia in architettura : il caso studio di Sciolze.

Rel. Andrea Bocco. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (costruzione), 2012

Abstract:

L'utilizzo di questo materiale povero per costruire case e ripari risale agli albori dell'umanità ed è tecnica costruttiva propria di culture anche molto diverse e distanti fra di loro. Per millenni la paglia era in genere utilizzata in forma sciolta in combinazione con argille per conferire struttura alle pareti. A partire dal tardo 800, l'innovazione ha messo a punto la tecnologia per imballare e comprimere in forme rettangolari la paglia stessa: da questo momento divenne naturale usare direttamente queste balle come mattoni. Ad utilizzare per primi questa tecnica per edificare case e chiese sono stati gli americani del Nebraska, in difficoltà nel reperire altri materiali da costruzione. Le balle di paglia dimostrarono subito proprietà uguali o in qualche caso addirittura superiori rispetto ai materiali utilizzati a quel tempo, tanto da assicurarne un uso piuttosto esteso. Attualmente la paglia viene impiegata in strutture murarie portanti o di tamponamento, ma la sua diffusione come materiale di costruzione é sempre stata limitata dallo scetticismo provocato sia dalla vulnerabilità al fuoco che dalla supposta deteriorabilità nel tempo. Le costruzioni in paglia sono state realizzate principalmente negli Stati Uniti, mentre in Europa gli esempi sono ancora pochi. Ma perché usare la paglia? Innanzitutto si tratta di un prodotto di scarto agricolo, proveniente in particolare dalla raccolta dei cereali, tradizionalmente utilizzata come lettiera per gli animali da allevamento. È pertanto una intelligente forma di riutilizzo. La caratteristica principale di questo materiale é la sua conducibilità termica (circa 0.13 W/m2K), davvero molto bassa rispetto agli standard normalmente richiesti per le costruzioni con materiali convenzionali intorno ai 0.40 W/m2K. Essa garantisce inoltre la traspirabilità delle pereti in cui viene utilizzata ed evita pertanto fenomeni di condensa superficiale assicurando un ottimo confort negli spazi abitativi e un ambiente di vita sano. La paglia é inoltre materiale perfettamente biodegradabile, maneggiabile con facilità ed il suo costo in termini di energia combustibile per la raccolta, l'imballaggio e il trasporto in cantiere (energia grigia) é molto più basso di qualsiasi altro materiale utilizzato in edilizia. La paglia risulta inoltre materiale facilmente deformabile che consente una notevole creatività nel dare forma alle pareti mediante semplice battitura in sede di assemblaggio. Contrariamente a quanto avviene con materiali tradizionali é possibile pertanto progettare una casa con pareti curve, nicchie, senza influire significativamente sul costo complessivo della realizzazione . In alcuni casi la posa in opera della paglia non richiede particolare precisione consentendo un fai-da-te con risparmio sui costi della manodopera. Bisogna tuttavia prestare attenzione ad alcuni specifici problemi. La paglia costituisce un materiale biodegradabile e come tale é soggetto a deterioramento nel tempo causata principalmente dall'esposizione agli agenti atmosferici ed al fuoco; richiede pertanto alcuni accorgimenti in sede di posa in opera e una costante manutenzione nel tempo. Per farla durare a lungo, la costruzione deve proteggere la facciata dall'acqua piovana, ad esempio mediante una gronda sporgente; inoltre le balle di paglia devono posare su un basamento che le isoli dall'acqua di risalita. Questo può essere ottenuto con uno strato di catrame bituminato posto tra fondazione e la prima fila di balle. La paglia va connessa alla fondazione con tiranti di acciaio. Il materiale sciolto é facilmente incendiabile ma nelle balle la compressione risulta tale da escludere aria sufficiente per la combustione fra le fibre. Come hanno verificato specifici esperimenti condotti negli Stati Uniti, l'esposizione di una parete in paglia a temperature elevate per tempi prolungati (1000V per due ore) é comunque moIto dannosa. Per contenere possibili danni diventa opportuno uno strato di intonaco di calce con spessore attorno ai 3-4 cm. Anche la calce é materiale che consente il passaggio del vapore ed evita quindi che l'umidità rimanga intrappolata fra le balle di paglia impedendo l'innesco di possibili fenomeni di decomposizione. Ulteriore timore legato a questo materiale é il possibile richiamo per insetti o roditori, ma lo spessore dell'intonaco, la compressione della paglia e il possibile utilizzo di sottili reti metalliche a rivestimento della parete fungono da deterrenti efficaci, come dimostrano esperienze documentate. Nel caso si voglia adottare questa tecnica, é opportuno contenere l'altezza a 2-3 piani fuori terra adottando l'accortezza di trafiggere le balle di paglia con pali in legno, bambù o con barre metalliche per impedirne lo spostamento, garantirne la stabilità e accrescere la capacità portante del materiale. Qualora si intenda invece utilizzare la paglia per pareti di tamponamento, il carico dell'edificio verrà trasferito sul telaio portante e la paglia fungerà unicamente da strato isolante tra gli spazi vuoti del telaio. Il prezzo può essere variabile e dipendere dalla tecnica costruttiva utilizzata, tenendo conto che la muratura di una casa incide statisticamente sul costo dell'intero edificio soltanto per un 20% circa. Come accennato, in alcune modalità costruttive é poi possibile un certo grado di fai-da-te, che consente una riduzione parziale dei costi di manodopera. Per quanto concerne la necessità di manutenzione per evitare il deterioramento della struttura muraria, i suoi costi vengono compensati dal risparmio sul riscaldamento della casa, garantito dall'elevata capacità isolante delle balle di paglia. Concludendo, pare superabile il preconcetto che relega l'utilizzo di questo materiale a contesti non urbani o addirittura non sviluppati.

Relatori: Andrea Bocco
Soggetti: A Architettura > AD Bioarchitettura
A Architettura > AO Progettazione
T Tecnica e tecnologia delle costruzioni > TE Tecnologia dei materiali
Corso di laurea: Corso di laurea specialistica in Architettura (costruzione)
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/2637
Capitoli:

Introduzione

PARTE PRIMA: LA PAGLIA COME MATERIALE DA COSTRUZIONE

- La paglia: da essenza vegetale all'impiego in architettura

- La balla di paglia

- Pannelli di paglia pressata

- Aspetti tecnici

• Resistenza al fuoco

• Resistenza a compressione

• Reazione al sisma

• Isolamento termico

• Isolamento acustico

• La paglia e le allergie

- Tecniche costruttive

• Tecnica Nebraska

• Tecnica con struttura in legno leggera e autoportante

• Tecnica "pilastro e trave" o "struttura di legno"

• Tecnica Gagné

• Tecnica "Pailloblock" e "Baleblock system" Sistema prefabbricato

- Tetti di paglia

• Introduzione

• Tetti con manto di copertura in paglia

• Coperture che utilizzano la paglia come isolante termico nell'intercapedine

- Fondazioni

• Fondazioni a blocchi di calcestruzzo

• Fondazioni a palafitta

• Gettata di calcestruzzo con massetto (o soletta)

• Fondazioni di copertoni di automobile riempiti di terra battuta

- Impianto elettrico e idraulico

- Trattamenti di finitura

• Intonaci

• Pitture a base di calce

- Porte e finestre

- Costo e durata di un edificio in paglia

- Normativa

- Esempi di architettura in paglia

PARTE SECONDA:

CASO STUDIO: REALIZZAZIONE DI UNA CASA IN BALLE DI PAGLIA CON

STRUTTURA PORTANTE IN LEGNO

- Analisi del sito

- Descrizione dell'intervento e principi di progettazione adoperati

- Permesso di costruire

- II progetto

- II cantiere

• Scavo

• Realizzazione delle pareti di tamponamento

• Costruzione del tetto

• Finestre

• Pavimenti

• Impianti

PARTE TERZA:

CASO STUDIO: ANALISI FISICO-TECNICA

Premessa: L'edificio passivo: alcune regole fondamentali da seguire per una

corretta progettazione

- Le regole del progettare passivo applicate al caso-studio

- Calcolo dei parametri termici dinamici dei componenti edilizi

• Dati di ingresso richiesti per ogni componente

• Parametri termofisici calcolati

- Relazione Tecnica

- Classificazione energetica

- Conclusioni

- Bibliografia

- Sitografia

Bibliografia:

Testi:

B.Jones, Costruire con le balle di paglia - Manuale pratico per la progettazione e la costruzione, Terra Nuova Edizioni, 2011.

G.Minke, F.Mahlke, Building with straw - Design and technology of a sustainable architecture, Berlino, Birkhauser, 2005.

M.Bertoni, Progetto Eva: eco-villaggio autocostruito, in TETTO&PARETI, n.37 dicembre 2009.

R.Gabetti, Tetti di paglia "taragn" nella Valsesia inferiore, estratto da Atti e memorie del congresso di Varallo Sesia, Torino, 1960

G.Ceragioli, N.Maritano Comoglio, L.Pelissero, C.Perino, Manuale di autocostruzione con componenti industrializzati, Torino, Levrotto&Bella, 1982.

M.C.Treu (a cura di), G.R. Blomeyer, B. Tieyze, La casa é come un albero: l'autocostruzione, un modo diverso di farsi la casa, Roma, Edizioni lavoro, 1984.

C.Amerio, P.L Brusasco, G.Canavesio, F.Ognibene, G.F.Sillitti, Corso di Tecnologia delle Costruzioni, Torino, SEI, 1993.

A.Molino, Tetti di paglia sulle Montagne dell'Europa Occidentale,Ivrea, Priuli e Verlucca, copyr. 1997

C.Benedetti, Costruire in legno - edifici a basso consumo energetico, Bolzano, Bolzano University press, 2009.

Tesi di Laurea:

L. Emmanuelli, Costruire con la paglia - Casi studio internazionali e l'esperienza italiana, Facoltà di Architettura, Politecnico di Torino, 2010

A.Peretti, Costruire con la paglia: progetto e realizzazione in autocostruzione di un cappotto per edificio esistente, Facoltà di Architettura, Politecnico di Torino, 2007

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