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Finotti, Roberta

Archeologia subacquea : proposta di un modello di musealizzazione di un sito archeologico sommerso.

Rel. Chiara Aghemo, Pier Federico Caliari, Marco Parvis, Marco Vaudetti. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (restauro e valorizzazione), 2012

Questa è la versione più aggiornata di questo documento.

Abstract:

Il tema della tesi è la proposta di un modello di musealizzazione per i siti archeologici subacquei che si articola nel progetto di fruizione diretta (o in situ) da un lato e nel progetto di fruizione indiretta (o all'interno di una struttura museale tradizionale) dall'altro.

Il caso studio preso in esame è il sito archeologico subacqueo di Capo Graziano situato nei pressi dell'isola di Filicudi (Isole Eolie) e sottoposto alla tutela della Soprintendenza per il Mare della Regione Sicilia. Grazie alle caratteristiche dei giacimenti archeologici qui rinvenuti, alla morfologia del fondale ed alle caratteristiche dell'acqua in questo tratto di mare, il sito di Capo Graziano rappresenta un buon banco di prova per la definizione di un sistema di musealizzazione complesso ed integrato.

Il lavoro contenuto in questa tesi di laurea si configura come il proseguimento -nonché per certi versi come il completamento- del progetto TETI svolto nell'ambito dell'Alta Scuola Politecnica. In particolare, rispetto a quest'ultimo, si approfondiscono alcuni aspetti tra cui l'apparato legislativo che sta alla base della formulazione della Convenzione UNESCO sul Patrimonio Subacqueo del 2001, lo stato dell'arte concernente i musei legati al patrimonio subacqueo, con la presentazione di casi emblematici e talvolta estremi, l'inquadramento teorico relativo all'archeologia subacquea come "nuova" branca dell'archeologia.

Anche il sistema di musealizzazione del sito viene ulteriormente affinato, soprattutto per quanto concerne la sua fruizione in situ. A questo proposito è utile (ed intellettualmente onesto) specificare che le parti dedicate al sistema di sicurezza del sito e al sistema di alimentazione delle componenti tecnologiche rappresentano perlopiù una rielaborazione delle proposte formulate dagli studenti delle Facoltà di Ingegneria che hanno partecipato al progetto TETI, sebbene siano presenti alcune modifiche (comunque non sostanziali) dettate dall'articolazione più dettagliata del regime di fruizione diretta.

Rispetto al progetto dell'ASP, anche la ricerca bibliografica è stata molto più complessa per questa tesi. Essendo l'archeologia subacquea una disciplina abbastanza recente, la bibliografia di riferimento è costituita prevalentemente da paper, articoli di riviste specializzate e siti web dedicati, sebbene non manchino i testi "storici" di grandi esponenti del settore come Bass e Moccheggiani Carpano.

Per quel che concerne il materiale riguardante nello specifico il sito archeologico subacqueo di Capo Graziano, l'operazione di reperimento della documentazione è stata molto difficoltosa in quanto purtroppo le informazioni esistenti sono molto frammentarie e soprattutto non esiste un rilievo dei giacimenti archeologici ma soltanto un'indicazione di massima della posizione dei relitti principali.

I miei contatti principali hanno avuto luogo con alcuni esponenti della Soprintendenza per il Mare ed in particolare con il dott. Philippe Tisseyre, l'archeologo che si occupa direttamente del sito di Capo Graziano, nonché con Floriana Agneto e Pietro Selvaggio che peraltro ho incontrato personalmente durante un viaggio a Pantelleria nell'estate del 2010. Contatti molto recenti con il proprietario del diving club che si occupa della manutenzione del sito, Nino Terrano, mi hanno permesso di entrare in possesso di materiale fotografico di grande interesse, nonché di informazioni importanti concernenti il progetto di valorizzazione e musealizzazione del sito promosso qualche anno fa dall'allora soprintendente reggente Sebastiano Tusa e ad oggi purtroppo ancora allo stadio embrionale.

Nonostante le difficoltà, è stato comunque possibile sviluppare un progetto interessante e soprattutto un modello di musealizzazione da applicare ai siti archeologici subacquei in generale e da adattare di volta in volta al contesto in cui si opera

Relatori: Chiara Aghemo, Pier Federico Caliari, Marco Parvis, Marco Vaudetti
Soggetti: G Geografia, Antropologia e Luoghi geografici > GB Aree protette
S Scienze e Scienze Applicate > SJ Illuminotecnica
ST Storia > STB Archeologia
U Urbanistica > UM Tutela dei beni paesaggistici
Corso di laurea: Corso di laurea specialistica in Architettura (restauro e valorizzazione)
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/2617
Capitoli:

PARTE I

1 Introduzione

1.1 Presentazione e percorso formativo compiuto

1.2 Contenuto della tesi di laurea

2. Presentazione del Progetto TETI

2.1 L'Alta Scuola Politecnica: i progetti proposti e l'approccio impiegato per svilupparli

2.2 Progetto TETI - "Integrated Technologies for the Sustainable Management of thè Underwater Cultural Heritage"

2.2.1 Gli stakeholders del progetto

2.2.2 La Soprintendenza per il Mare della Regione Sicilia: organizzazione e finalità

2.3 Progetto TETI: le soluzioni progettuali

2.3.1 La musealizzazione del sito

2.3.2 La sicurezza dei visitatori

2.3.3 La protezione dei dispositivi tecnici

2.3.4 La conservazione dei giacimenti archeologici

2.3.5 II sistema di sorveglianza

2.3.6 L'alimentazione del sistema elettrico

PARTE II

3 Le finalità della ricerca archeologica subacquea

3.1 L'archeologia subacquea: finalità e affinità con l'archeologia terrestre

3.2 Le rotte di navigazione

3.3 I trasporti marittimi e i prodotti commercializzati

3.3.1 Le derrate alimentari: cereali, pesce e prodotti esotici

3.3.2 II trasporto del bestiame e del pesce

3.4 Equipaggi, passeggeri e schiavi

3.5 Le attività di bordo non documentate ed il fenomeno della pirateria

3.6 L'archeologia navale

3.7 Le navi da carico o naves onerariae

3.8 Le navi da guerra o naves longae

3.9 Le tecniche costruttive e le prime "scatole di montaggio" della storia

3.9.1 Le essenze legnose impiegate nella costruzione delle navi

4. L'archeologia subacquea dai primi recuperi ai cantieri di scavo moderni

4.1 Dagli urinatores ai sommozzatori moderni: il rapporto fra l'uomo ed il mondo subacqueo dalle origini agli anni Settanta del XX secolo

4.2 La fase post-pionieristica dell'archeologia subacquea: dagli anni Ottanta del Novecento ad oggi

4.2.1 L'Italia: il complesso rapporto fra ricerca archeologica ed istituzioni e la rilevanza dell'associazionismo nell'archeologia subacquea

4.2.2 L'archeologia subacquea d'oltre confine: le principali azioni intraprese nel Mediterraneo durante l'ultimo trentennio

4.2.2.1 Mediterraneo occidentale

4.2.2.2 Mediterraneo orientale

4.2.2.3 Mediterraneo meridionale

5 I giacimenti archeologici subacquei

5.1 Le tipologie di giacimenti archeologici subacquei

5.1.1 Le strutture architettoniche sommerse

5.1.2 I relitti

5.1.2.1 II processo di formazione del relitto

5.1.2.2 II carico della nave

5.1.2.3 I gruppi di relitti

5.1.3 I manufatti mobili isolati

5.1.3.1 Le ancore

6. Dall'individuazione del sito allo scavo stratigrafico

6.1 L'individuazione dei giacimenti archeologici subacquei e l'avvio del cantiere di scavo

6.2 L'organizzazione del cantiere e lo scavo archeologico

6.3 La sicurezza in cantiere

6.4 II rilievo del sito archeologico subacqueo: metodi e strumenti di indagine e documentazione

6.4.1 I metodi di ricognizione visiva

6.4.1.1 Metodo della chiocciola

6.4.1.2 Metodo del pendolo

6.4.1.3 Metodo del traversino

6.4.1.4 Ala subacquea

6.4.1.5 Scooter subacqueo

6.4.1.6 Metodo della sciabica

6.4.2 I metodi di prospezione strumentale

6.4.3 I sistemi di georeferenziazione e rilievo

6.4.4 La documentazione per immagini

6.4.5 I metodi di rilievo subacqueo

7. La conservazione dei reperti

7.1 La vulnerabilità dei materiali ed i metodi impiegati per conservarli

7.1.1 Restauro e conservazione dei materiali di origine organica: il legno

7.1.2 Restauro e conservazione dei materiali metallici

7.1.3 Restauro e conservazione dei materiali ceramici e lapidei

7.2 La conservazione in situ dei giacimenti archeologici subacquei

PARTE III

8. La Convenzione UNESCO sulla Protezione del Patrimonio Culturale Sommerso

8.1 La necessità di una convenzione internazionale in materia di patrimonio culturale subacqueo: dall'UNCLOS alla Convenzione UNESCO

8.2 II testo della Convenzione UNESCO sulla Protezione del Patrimonio Culturale Sommerso

8.3 II funzionamento della Convenzione: organizzazione istituzionale e modalità di ratifica

8.4 2011: la Convenzione UNESCO compie dieci anni

8.5 Italia: i riferimenti normativi in materia di beni culturali subacquei

9. La fruizione del Patrimonio Culturale Sommerso

9.1 Conservazione e fruizione in situ o in un museo tradizionale? Approcci diversi a confronto

9.2 Casi contrastanti di musealizzazione di siti archeologici subacquei: il museo tradizionale, il museo "sott'acqua" ed il museo “subacqueo”

9.2.1 Musei tradizionali: il Museo del Vasa a Stoccolma

9.2.2 Musei "sott'acqua": il Museo della Baia di Alessandria d'Egitto

9.2.3 Musei "subacquei": il sito archeologico sommerso di Cala Gadir a Pantelleria

PARTE IV

10. Il sito archeologico sommerso di Capo Graziano

10.1 L'isola di Filicudi: le sue bellezze naturalistiche e le sue ricchezze archeologiche

10.1.1 Caratteristiche dei fondali in corrispondenza della secca di Capo Graziano

10.2 Le prospezioni archeologiche degli ultimi vent'anni

10.3 I giacimenti archeologici rinvenuti

10.4 II Museo Archeologico Regionale Eoliano "Luigi Bemabò Brea"

10.4.1 La sezione di Archeologia Sottomarina nel Padiglione Classico

10.4.2 La sezione distaccata del Museo Archeologico Eoliano a Filicudi

10.5 La musealizzazione del sito archeologico subacqueo di Capo Graziano: aspetti positivi e problematiche

11. "Enjoying the past": proposta di un modello di musealizzazione per Capo Graziano

11.1 Soluzione perla fruizione diretta del sito

11.1.1 I percorsi di visita

11.1.2 II sistema informativo

11.1.3 II sistema di illuminatone

11.1.4 II sistema di sicurezza del museo ed il monitoraggio del sito

11.1.5 L'accessibilità al museo sommerso peri visitatori diversamente abili

11.2 Soluzione per la fruizione indiretta del sito

11.2.1 Le riproduzioni tridimensionali del sito

11.2.2 La fruitone "indoor" nelle sale del Museo Archeologico Eoliano

11.2.3 La "visita online"

11.3 Il sito archeologico sommerso di Capo Graziano: un museo per tutti

12. L'illuminazione del museo e l'alimentazione del sistema elettrico

12.1 L'interazione luce-acqua

12.1.1 La trasparenza delle acque e la profondità di penetrazione della luce

12.2 I valori di illuminamento in rapporto alla profondità ed alle condizioni meteorologiche

12.3 LED e fibre ottiche: principi di funzionamento e ragioni della scelta

12.4 I valori di illuminamento richiesti per l'illuminazione del museo subacqueo

12.4.1 L'illuminazione degli info box

12.4.2 La segnalazione dei percorsi

12.5 Attivazione e funzionamento del sistema di illuminazione

12.6 Soluzione per l'alimentazione elettrica del museo subacqueo

12.6.1 La 'piattaforma solari'

13. Conclusioni

13.1 Aspetti economici del modello di musealizzazione proposto

13.2 Considerazioni finali

Allegati

Bibliografia

Bibliografia:

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Cataloghi

Cree, Datasheet and rate list ofXR-E Q4 LED, disponibile online all'indirizzo: http://www.led-tech.de/de/High-Power-LEDs-Cree/CREE-XK-E-Serie/CREE-XK-E-7090-Q4-auf-Star-Platine-LT-1531_120_77.html

Cree, Datasheet and rate list of XM-L T6 LED, disponibile online all'indirizzo: http://www.led-tech.de/en/High-Power-LEDs-Cree/CREE-XM-Serie/CREE-XM-L-T6-on-Star-LT-734_120_l 70.html

Alsi, Datasheet of Mega Glow Cables, disponibile online all'indirizzo: http://www.advancedlighting.com/'downloads/Product%20Cut%20Sheets/'ALSI-Cables-MegaGlow.pdf

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