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Guarisco, Alice

Il progetto biomimetico and the sublime idea of Los Angeles. Form follows fiction: Il nuovo modo di abitare le colline di Hollywood.

Rel. Pierre Alain Croset, Ilaria Mazzoleni. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (costruzione), 2012

Abstract:

Los Angeles è una città che non si può comprendere a pieno se non la si vive. Un insieme di estremi si concentrano in questa metropoli così vasta e così ricca, ma così insipida a prima vista. La gente del luogo la descrive come una città formata da città; quelli che si sono trasferiti qui, provenienti da altre parti degli Stati Uniti la vedono come una miniera d'oro che ha l'aspetto di una discarica a cielo aperto: tante opportunità e tanta miseria al contempo, tanto sfarzo e tanta criminalità; per me Los Angeles è un'esperienza.

Camminare ogni giorno lungo una strada nuova per andare da A a B, scoprire ogni giorno un nuovo vicolo, un nuovo baretto, un nuovo scorcio di Downtown; un nuovo negozio di souvenir o di oggettistica di qualsiasi genere e forma, ogni giorno una nuova immagine che si fissa nella mente. Correre a bordo di un treno, strade fatte di palme, drive-in e fast food, e scorgere per un istante, dal finestrino, tra l'erba secca di un parcheggio evidentemente poco utilizzato, un colibrì. Sorridere. Attraversare aree desolate ed aree densamente abitate, percorrere una pianura che si estende fin dove l'occhio arriva. Percorrere strade così simili e al contempo così diverse da quelle che ho sempre visto.

Vedere come cambia la città guardando solo all'architettura residenziale: abitazioni senza recinzione, nessun cancello d'ingresso, nessuna barriera con la strada. Giardini verdi, ben curati, tagliati solo da un vialetto di cemento che porta ad un ingresso generalmente sopraelevato di un paio di gradini; uno due tre piani, una due tre macchine parcheggiate nel vialetto e poi uno due tre appartamenti, filo spinato e inferiate alle finestre. Improvvisamente essere l'unica ragazza sulla carrozza, mentre il sole sta scendendo.

Probabilmente metà della popolazione di Los Angeles è messicana, per due terzi clandestina, la restante metà ha origini europee; inglesi ed italiane in prevalenza. Nell'intero paese è la città che conta il maggior numero di stranieri: da tutto il mondo vengono nella 'Mecca' statunitense, forse seconda solo alla Grande Mela, ma incredibilmente più accessibile.

Non avere una macchina a Los Angeles è un grosso limite, soprattutto considerando che attraversare una strada significa fare almeno quaranta passi. La città è costruita in funzione dell'automobile e incredibilmente parcheggiare non è un problema. Lo spazio a Los Angeles non manca. Tuttavia trovarsi in autostrada durante le ore di punta non è un'esperienza divertente, infatti si rischia di rimanere imbottigliati nel tre nel traffico a lungo.

L'automobile è una presenza talmente dominante che le autostrade hanno una corsia preferenziale per tutte le vetture con più di una persona a bordo; queste corsie sono poco trafficate anche nelle ore di punta.

Il centro economico della città, Downtown, è delimitato da autostrade, il punto di connessione è uno spettacolo dell'ingegneria. Svincoli colossali, un reticolo di cemento che si intreccia e si dirama, su tre o quattro livelli, con un'imponenza tale da essere tremendamente affascinante ed inverosimile. Trovarsi in mezzo a tanta 'grandiosità' fa sentire estremamente piccoli.

Ogni stereotipo di Los Angeles è reale: dalle sparatorie in pieno giorno di Compton e Watts, agli attori per strada di Beverly Hills, dalle spiagge infinite, alle palme a bordo strada, dagli spettacoli di strada a Hollywood Blvd alle Mustang cabrio che percorrono la Pacific Coast Highway. Qualsiasi cosa accade a Los Angeles, qualsiasi momento dell'anno sia o in qualsiasi ora del giorno o in qualsiasi angolo della città si trovi, tutto, a Los Angeles, succede alla luce del sole.

Non esistono stagioni nel deserto, e Los Angeles è un'oasi nel deserto.

Ricorre un'unica lunga stagione, una stagione in cui il cielo è sempre blu, le nuvole non esistono e di giorno fa sempre un caldo mite. Non è un caso che mendicanti e senza tetto popolino Los Angeles, non ci sono capitati, hanno scelto di esserci. Possono vivere, come tanti, senza un tetto o un lavoro. Salire su un treno e contare dieci, tredici, quindici mendicanti di ogni genere, razza e forma. Non udenti, non vedenti, mamme, bambini, uomini, mutilati, giovani, anziani, bianchi, neri o mulatti, cantastorie, poeti o artisti, tutti con la mano tesa in cerca di un penny, un dollaro o alle volte anche soltanto un pacchetto di patatine o caramelle. Persone in reale difficoltà e persone solamente pigre, che cercano in Los Angeles una via di fuga da una realtà che altrove sarebbe anche più tragica.

Quello che Los Angeles permette è la sperimentazione. Sperimentazione cinematografica o stilistica. Sperimentazione nell'espressione del singolo, come individuo unico e pensante. Sperimentazione in tutti gli ambiti, non ultimo quello dell'architettura. Los Angeles deve continuare a mantenere e nutrire l'immagine che ha consolidato nel tempo; perché Los Angeles è mito e vive dello 'status symbol' che la anima. Per quanto molti americani abbiano la sensazione, arrivati a Los Angeles, di trovarsi in un mondo di look e apparenza, il livello di cura dei dettagli e dell'aspetto è sensibilmente minore rispetto alla nostra realtà; o comunqe alla realtà che ho sempre personalmente vissuto. Nel modo di vestire la città evoca degli stereotipi: c'è la banda di strada con pantalone largo, calzino alzato, scarpa da ginnastica e cappellino da baseball con l'unghia dritta; l'aspirante attrice con la minigonna ed il tacco a spillo. Tuttavia la qualità e l'attenzione al dettaglio non sono l'eccellenza europea, nonostante lo sforzo per raggiungerla sia notevole. Vero però che vivendo a Los Angeles si ha spesso l'impressione di essere circondati da gente finta: "Everybody is an actor in LA". Forse è proprio questo che da spazio alla sperimentazione, sperimentazione di un diverso stile di vita, che permette di godere e sfruttare al massimo la risorsa climatica che la città possiede, forse è proprio la gente che popola questa metropoli che vive di fiction e velleità a dare spazio al nuovo, perché qui il nuovo non spaventa.

L'abitare per come lo intendiamo oggi è caratterizzato da un modello che risale al secolo scorso o addirittura precedente che si sta modellando oggi in funzione di ciò che il ventesimo secolo ha prodotto. Le intuizioni che il movimento modernista ha portato nelle nostre abitazioni sono ancora visibili nella progettazione odierna. Nuovi modelli di aggregazione a livello urbano sono sorti e stanno sorgendo, nuove forme urbane, nuovi schemi organizzativi a livello cittadino, ma la casa, la casa per come la intendiamo noi, quella non è mai cambiata. Proprio la natura intima e delicata dell'argomento lo rendono primario: dovrebbe, a mio avviso, esser quindi investito di grande importanza, molto più di quanto non lo si faccia effettivamente. Integrando lo studio con indagini dettagliate e progetti, magari ancora visionari, ma che possano rompere la stasi che svilisce il concetto di abitare.

Quello che voglio proporre è un nuovo modo di intendere l'abitare a Los Angeles. Il modello che ho elaborato ha la particolarità e al contempo il limite di adattarsi e plasmarsi all'ambiente in cui sorge. Il modello si lega alle caratteristiche territoriali, per cui non ho la pretesa di sostenere un suo inserimento in un qualsiasi altrove.

Voglio proporre un nuovo modo di vivere lo farò tramite un approccio di tipo biomimetico, basandomi sulle peculiarità del mio sito di progetto in senso stretto. Peculiarità che dipendono principalmente dalla posizione geografica e dai già citati fattori climatici. Peculiarità che rendono la location unica e dotata di un'identità propria. Peculiarità che non si trovano altrove nella stessa combinazione, nella stessa forma e quantità. La ricerca ha come obiettivo quello di esplorare il mondo dell'abitare a partire da una serie di fattori caratteristici ed affrontare il tema tramite un approccio, come quello biomimetico, che permetta di dimostrare l'importanza e soprattutto le potenzialità della cooperazione tra due elementi un tempo simbiotici ed ora in contrasto: uomo e natura. Questo lavoro non si propone come obiettivo finale quello di descrivere e sviluppare nel dettaglio il funzionamento dei singoli elementi che compongono il complesso, ma vuole invece dimostrare che non c'è limite alla ricerca in architettura, nel senso non formale del termine.

Relatori: Pierre Alain Croset, Ilaria Mazzoleni
Soggetti: A Architettura > AD Bioarchitettura
A Architettura > AO Progettazione
Corso di laurea: Corso di laurea specialistica in Architettura (costruzione)
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/2532
Capitoli:

Introduzione

Parte I

1. Cosa Significa Biomimetica

1.1Definizione 1.2 Ragioni e Rischi 1.3 Approcci Contemporanei alla Biomimetica 1.3.1 Hybrid Design

1.3.2 Bottom-Up e Top-Down

1.3.3 Spirale della Vita

1.3.4 BioTRIZ

1.4Strumenti 1.4.1 Brevetti

1.4.2 Riviste e Newsletter

1.4.3 Database

1.4.4 Modelli e Software

1.5 Gli ambiti della biomimetica 1.5.1 Energia

1.5.2 Trasporti

1.5.3 Tessile

2. Gli insegnamenti della natura: efficacia e comportamento bioclimatico nelle architetture naturali

2.1 Imparare dalla natura 2.2 Adesione 2.2.1 Il Geco

2.3 Antiattrito 2.3.1 Lo Squalo

2.3.2 L'Axolotl

2.4 Autoriparazione 2.4.1 La Lucertola

2.5 Prestazioni meccaniche 2.5.2 Il Ragno

2.6 Pieghevolezza 3. Strategie ed elementi: animali e vegetali come paradigma prestazionale per la progettazione ambientale

3.1 Caratteri e prestazioni degli organismi e delle costruzioni animali e vegetali come guida strategica

3.1.1 Adattamenti attraverso il fattore forma

3.1.2 Adattamenti attraverso il fattore membrane

3.1.3 Adattamenti attraverso il fattore flussi

3.2 Quadro di strategie per la progettazione ambientale 4. Il trasferimento degli insegnamenti della natura

4.1 Architettura 4.1.1 Termoregolazione

4.1.2 Controllo dell'umidità

4.1.3 Comunicazione

4.1.4 Protezione

4.2 In Biologia 4.3 Come Architettura e Natura si relazionano 4.4 Casi studio 4.4.1 Renzo Piano: Nuova Caledonia

Parte II progetto biomimetico

5. Studi Preliminari

5.1 Studio della Location

5.1.1 Analisi Urbana

5.1.2 Utopia Sociale

5.2 Studio del Clima

5.3 Studio dell'esemplare

5.4 Riferimenti

5.4.1 Mies Van Der Rohe

5.4.1.1 Casa Farnsworth

5.4.2 SANAA

5.4.3 Rudolf Schindler

5.4.3.1 Bubeshko Apartments

5.4.3.2 Makey Apartments

5.4.4 Pierre Koenig

5.4.4.1 Case Study House #22: Stahl House

5.4.5 XTEN

5.4.5.1 Open House

5.4.6 Im studio mi/la - Maria Mazzoleni

5.4.6.1 Warm it up

5.5 LosAngeles

Design

6. Introduzione al design e concept

6.1 Struttura, Tessuto, Terreno e Servizi

6.2 Involucro Edilizio

7. Conclusioni

Allegati:

Allegato A

Documentazione fotografica del sito di progetto

Allegato B

Bibliografia

Sitografia

Bibliografia:

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http://en.wikipedia.org/wiki/StahLHouse

http://xtenarchitecture.com/profile-approach.php

Tavole:

Tavole:

1. Location

2. Clima: Precipitazioni

3. Clima: Temperature

4. Coast Horned Lizard : Habitat, Range, Population

5. Coast Horned Lizard : Diet, Reproduction

6. Coast Horned Lizard : Size, Body, Tail

7. Coast Horned Lizard : Head

8. Coast Horned Lizard : Skin

9. Coast Horned Lizard : Behaviour

10. Basic design points : Urban Scale

11. Basic design points : Elements

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