Tutela e valorizzazione di siti archeologici subacquei : metodologie innovative per la conservazione in situ dei reperti e dell'ambiente protetto
Cléry Bionaz
Tutela e valorizzazione di siti archeologici subacquei : metodologie innovative per la conservazione in situ dei reperti e dell'ambiente protetto.
Rel. Jean Marc Christian Tulliani, Sabrina Grassini, Carolina Di Biase. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Restauro E Valorizzazione), 2011
Abstract
L'interesse per l'ambiente subacqueo è nato nel 2004, quando ho acquisito il brevetto per immersioni fino ad una profondità di 12 metri. Mi trovavo in Sardegna e, nei pressi della spiaggia dove ero solita recarmi, era localizzato un diving center. Spinta dalla curiosità e dalla possibilità di intraprendere un'esperienza fuori dal comune per me, che abito in Valle d'Aosta, mi sono iscritta al corso e, una volta terminato, ho potuto fare qualche uscita in mare aperto, nelle splendide acque dell'isola di Tavolara. Il ricordo di quei momenti e la voglia di immergermi in altri contesti mi accompagna ogni volta che mi avvicino ad un litorale, ma purtroppo non ho più potuto ripetere quella magica esperienza, sebbene, l'anno scorso nell'isola di Pantelleria abbia avuto modo di collaborare con specialisti del settore subacqueo esperti nel controllo e monitoraggio di siti archeologici sommersi.
Il confronto con questi professionisti è stato possibile grazie al progetto TETI: Integrateci Technologies far thè Sustainable Management ofUnderwater Cultural Heritage dell'Alta Scuola Politecnica, che ho frequentato per due anni, in contemporanea con la didattica della Laurea Specialistica, il quale ha permesso al nostro gruppo di lavoro, composto da 9 studenti, di vivere l'esperienza sul campo e di interloquire con archeologi, subacquei e funzionari della Soprintendenza del mare per la Regione Sicilia.
La scelta di intraprendere un lavoro di ricerca sul tema, è nata sia in seguito al viaggio a Pantelleria e grazie alla disponibilità dei docenti, i quali mi hanno seguita in questo lavoro, indirizzandomi verso l'approfondimento delle dinamiche connesse alla tutela dei siti archeologici sommersi, e a propormi di sviluppare delle tecniche per la conservazione in situ dei reperti. Il lavoro si suddivide in una prima parte in cui vengono esaminate le dinamiche attuali degli sviluppi connessi alla tutela, in particolare lo studio dei siti archeologici sommersi insieme alle tecniche di localizzazione e rilievo dei siti, l'approfondimento per i metodi al momento conosciuti e maggiormente impiegati per la conservazione dei beni, e i principali approcci nell'affrontare problematiche di gestione, manutenzione e fruizione dei siti archeologici sommersi. La seconda parte tratta la descrizione delle attività di laboratorio, condotte per lo studio di tecniche innovative per la conservazione in situ dei reperti, e delle metodologie di intervento da applicare nel caso in cui non si possa intervenire direttamente sott'acqua, ma si richieda un compromesso che ha sempre come obiettivo finale la sopravvivenza del bene il più a lungo possibile.
Momento di confronto con gli esperti della Soprintendenza del mare per la Regione Sicilia a Pantelleria.
È stato necessario approfondire prima di tutto la disciplina dell'archeologia subacquea, la definizione e le tipologie di "sito archeologico subacqueo" e sulle relative disposizioni legislative che tale definizione comporta. In seguito, ho raccolto i vari metodi di indagine che si possono condurre per lo studio di queste aree protette tramite la procedura di scavo, differente per ambiente e analoga per metodologia alle operazioni in ambiente terrestre, e di rilievo, al fine di documentare la storia del luogo e le tipologie di reperti a testimonianza degli avvenimenti passati.
La conoscenza dei materiali e dei tipi di degrado, a cui essi incorrono in ambiente marino, è stata fondamentale per individuare e comprendere gli attuali metodi di conservazione e restauro dei reperti condotti in situ. Lo studio dei cantieri di restauro seguiti dal NIAS, Nucleo per gli Interventi di Archeologia Subacquea, dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, ha permesso di raccogliere e analizzare le più innovative tecniche di conservazione sperimentate in Italia e nel mondo, essendo la ricerca italiana all'avanguardia in questo campo.
Un excursus sulle normative italiane e le influenze internazionali, che hanno portato alla stesura di provvedimenti per la tutela dei siti archeologici sommersi, è presentato in modo da evidenziare i passaggi che hanno condotto all'affermazione della moderna concezione di conservazione in situ dei reperti appartenenti ad aree protette, evidenziando lo sviluppo di questo processo che ha come obiettivo il rispetto della natura e conformazione del sito, il tutto a vantaggio di una corretta documentazione e testimonianza storica.
Sono state elaborate delle riflessione a proposito delle fasi che conseguono l'intervento conservativo e quindi la gestione e manutenzione del sito in termini di fruizione e preservazione dal degrado antropico.
- Abstract in italiano (PDF, 129kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 127kB - Creative Commons Attribution)
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