Il Castelvecchio di Testona: dal sito protostorico alla dimora moderna
Marina Milia
Il Castelvecchio di Testona: dal sito protostorico alla dimora moderna.
Rel. Riccardo Bedrone, Cristina Lucca. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2011
Abstract
"A chi vi perviene da Moncalieri o Testona si prospetta come un grandioso agglomerato di mura antiche, rimodernato e rinforzato da barbacani e da due torri rotonde, ergentesi sopra uno scosceso rilievo della collina, limitato da profonde incisioni scavate da due torrenti, il rivo del Negri e di Castelvecchio, torbidi per gli acquazzoni e all'epoca delle piogge, per modo che il rilievo collinare è solamente accessibile dalla parte di mezzanotte"1. L'edificio oggetto di questa tesi è il Castelvecchio di Testona, antica costruzione celata dal verde della collina di Moncalieri. Non mancano, nella collina torinese, esempi simili (spesso nati come dimore suburbane di nobili e ricchi possidenti, quindi dalia connotazione più residenziale), in alcuni casi più conosciuti e valorizzati, ma più di frequente in stato di completo abbandono.
Ognuno di essi è comunque dotato di una propria specificità: Elisa Gribaudi Rossi2 ha dedicato loro un volume, nel quale li cataloga e ne racconta la storia.
In tempi recenti si è registrata una maggiore attenzione per il nostro patrimonio storico-architettonico, anche grazie ad iniziative come quelle dell'Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI) o del Fondo Ambientale Italiano (FAI), che restaura e riapre al pubblico i monumenti ed i luoghi che gli vengono affidati, oltre ad essere attivo nei campi dell'educazione e della sensibilizzazione. Grazie a questi enti, è oggi possibile visitare i castelli di Masino e Pralormo (Torino), Manta (Cuneo), Avio (Trento) e Grumello (Sondrio) nel Nord Italia, insieme a molti altri palazzi e dimore sparse in tutto il Paese. Accanto a queste iniziative dall'alto spessore culturale, sulle nostre colline continuano a "fiorire" villette ed abitazioni contemporanee deturpanti ed irrispettose del paesaggio. Occorre quindi conoscere il più possibile il patrimonio in nostro possesso, per poterlo valorizzare, e coinvolgere nell'operazione un pubblico sempre più vasto. Questa tesi si pro¬pone di ricostruire la storia del Castelvecchio di Testona, volendone mettere in luce l'importanza quale monumento storico.
L'edificio è uno di quei casi che ben rappresentano il nostro Paese: tante risorse, troppo spesso non valorizzate. Si tratta, in questo caso, di un'architettura dal valore senza dubbio inestimabile, che giace in un'area antica al punto da essere stata oggetto di ritrovamento di resti protostorici. Il nucleo originario del Castello risale ad un periodo precedente all'alto Medioevo, forse addirittura all'epoca romana o a quella longobarda; sulle sue mura si sono sovrapposti epoche ed interventi diversi, finché, oblitera¬to dal tempo, ha corso il rischio di scomparire per sempre. In tempi recenti è stato "salvato" da un intervento privato, il quale però ne ha - come è intuibile-compromesso la fruibilità da parte del pubblico. Nel ricostruirne la storia non sono mancate le difficoltà, perché ci si è a volte dovuti basare su documenti frammentali e tesi contrastanti. Per la ricerca si è attinto quasi esclusivamente da fonti scritte (dai codici antichi, al latino, al primo italiano), poiché un'analisi diretta è stata quasi del tutto impedita dallo strato di intonaco che ora ricopre interamente l'edificio3 e ne cela la tessitura muraria, che spesso "parlerebbe" più di molti documenti. Riscoprirlo è, in ogni caso, una "esplorazione" molto interessante e a tratti avvincente, perché tra queste mura, palinsesto di epoche diverse ed inter¬venti più o meno rispettosi, si sono avvicendati vescovi e personaggi importanti, che ne hanno se possibile accresciuto la maestosità. "Se una sovrumana fantasia potesse rievocare le ombre dei famosi personaggi che abitarono o visitarono il romantico luogo, una interminabile sfilata di principi, duchi, alti dignitarì della chiesa, guerrieri famosi, cancellieri di Stato, funzionarì illustri di cappa e spada, dame e cavalieri apparirebbe all'attonito sguardo del veggente in un colorito quadro evocatore delle più fortunose vicende e dei più suggestivi ricordi storici della nostra regione subalpina".
- Abstract in italiano (PDF, 93kB - Creative Commons Attribution)
- Abstract in inglese (PDF, 86kB - Creative Commons Attribution)
Relatori
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