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Maffiodo, Francesca and Marasco, Antonio and Marinaccio, Valerio

Proposta progettuale per un habitat economico e socialmente integrato.

Rel. Delfina Comoglio Maritano, Guido Laganà. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2003

Questa è la versione più aggiornata di questo documento.

Abstract:

L'argomento della nostra tesi è il fruffo di una serie di riflessioni nate da una semplice curiosità: come realizzare abitazioni a basso costo mantenendo buoni standard qualitativi? L'autocostruzione, nel panorama delle differenti realtà italiane, ci è parsa la soluzione più soddisfacente in quanto in grado di far accedere alla casa fasce di popolazione economicamente svantaggiate, ma anche capace di creare una forte coesione sociale tra i partecipanti ai progeffi.

Di conseguenza, a questa prima curiosità, se n'è aggiunta un'altra: qua è il grado di realizzabilità di un progeffo in autocostruzione in una realtà edilizia a noi vicina come quella di Grugliasco?

Partendo quindi da queste idee ci siamo addentrati in questioni dalla forte matrice "sociale~: l'osservazione della realtà che ci circonda e i colloqui con i nostri relatori, hanno messo in luce una serie di problemi, connessi all' "abitare oggi", che travalicano il semplice problema economico.

Abbiamo quindi affrontato ricerche sulla qualità dell'abitare e sulla capacità del tradizionale spazio domestico, oggi presente sul mercato, di rispondere alle nuove esigenze del vivere.

lì nostro lavoro si è quindi sviluppato in una prima parte di analisi della famiglia nella società affuale e di ricerca delle nuove tendenze, dal punto di vista architeffonico, che si stanno sviluppando in Europa in risposta alle trasformazioni sociali. La seconda parte della tesi individua le soluzioni da noi indicate per cercare di creare degli spazi di vita idonei alle nuove esigenze e descrive il progeffo da noi proposto in un'area assegnataci dal comune di Grugliasco.

Il primo passo è quindi stato quello di analizzare le più recenti ricerche sociologiche e statistiche sulla famiglia. Da tale analisi sono emersi alcuni faffi che abbiamo ritenuto importanti:

· La famiglia ha subito, in questi ultimi anni numerose trasformazioni e si presenta come un'entità in continua evoluzione per cui è indispensabile una flessibilità e personalizzazione d'uso dell 'abitazione;

· Sono sempre più presenti nuove tipologie familiari, a queste devono corrispondere nuove tipologie abitative in grado di rispondere alle nuove esigenze;

· Si osserva la presenza e al contempo una forte domanda di una rete di persone disponibili a darsi mutuo aiuto, cercando quindi di liberarsi dall 'assistenzial ismo statale;

· Aumenta la permanenza in casa dei figli, problematica legata anche all'elevato costo dell 'abitazione.

Partendo da queste ~ abbiamo osservato come, a livello europeo, si è cercato di rispondere a queste problematiche e alle nuove esigenze ad esse legate. Siamo cos'i giunti ad individuare alcuni progetti "esemplari che puntano a valorizzare la socialità, le diversità e la soggettività di ogni individuo e di ogni famiglia, incentrando l'attenzione su edilizia abitativa flessibile, volumi inizialmente indefiniti con spazi polivalenti comuni, coabitazione e sociale.

A questo punto, finita la prima parte, di analisi, siamo noi a dare la nostra personale risposta alle problematiche emerse. Riteniamo che la via da seguire sia l'autocostruzione perché in grado di offrire a costi bassi una abitazione

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Progeffo per un habitat economico e socialmente integrato sommario

personalizzata e flessibile e, inoltre, capace di creare una rete di forti rapporti sociali, conseguenza della condivisione di una esperienza fondamentale nella vita di ogni uomo: la realizzazione della propria abitazione.

Abbiamo analizzato gli esempi italiani di autocostruzione per sfruttare le conoscenze già presenti, ma anche per introdurre delle novità: dal punto di vista tipologico il nostro progetto non segue il classico schema delle case a schiera presente nel 99% dei casi di autocostruzione, ciò proprio perché puntiamo a valorizzare le diversità e quindi ogni casa è differente dalle altre, inoltre fin dal primo giorno le case sono assegnate (nei casi analizzati di autocostruzione le case vengono assegnate solo a fine lavori) per permettere appunto una maggiore personalizzazione che vada oltre la semplice organizzazione degli spazi interni.

Dal punto di vista della ricerca formale abbiamo cercato non solo di scollarci dallo schema classico dell'autocostruzione, ma anche di creare uno spazio che fosse chiaramente distinguibile all'interno del tessuto edilizio in cui va ad inserirsi e che al contempo comunicasse immediatamente, all'osservatore, lo stile di vita dei suoi utenti.

Per questo motivo, il disegno di impianto del nostro progetto, fa riferimento alla metafora dell'albero. Questo elemento porta con sè molti significati che si definiscono attraverso la sua non semplice morfologia, il suo modo di trarre nutrimento, i suoi flussi linfatici e la sua forte capacità di generare scambi con l'ambiente esterno (attraverso la fotosintesi e la traspirazione di vapore acqueo degli stami.)

lì concetto che più ci sta a cuore è quello della vita; l'albero è, infatti, un organismo vivente, la sua organicità si concretizza nella stretta relazione che c'è fra le parti costituenti l'organismo e ed il suo rapporto con l'ambiente esterno. Anche il nostro progetto si articola in questo modo, le varie parti, residenza, spazi collettivi, strutture per servizi, non sono connesse in modo gerarchico fra di loro, ma tutte poste sui rami, elementi tutti diversi ma con lo stesso "valore>', non esiste un centro o una piazza...; la linfa che tiene in vita il tutto è data dall'attività svolta dagli abitanti della residenza che decidono di vivere vicini per poter dare vita e forza a questa macchina vivente capace di generare servizi.

Per realizzare materialmente questo spazio ci siamo fatti aiutare dagli studi di Mondrian sul tema dell'albero: il suo è un lavoro di scomposizione e di ricomposizione dell'oggetto ponendo particolare attenzione alla calibratura degli spazi pieni e degli spazi vuoti. Partendo da qui siamo giunti a definire una matrice unica con cui poter definire ogni elemento del progetto, dalle case ai percorsi, agli spazi verdi...

Con il nostro progetto, infatti, non vogliamo proporre solo delle residenze un pò più a "misura d'uomo del 2000", ma abbiamo cercato di proporre un vero e proprio stile di vita fatto di cooperazione, rapporti di vicinato e servizi per la comunità Con le persone che sceglieranno di aderire al nostro programma vivranno la singola abitazione non è più come un elemento fine a se stesso un'unità parcellarizzata1 seppur comunque capace di garantire la privacy familiare, ma come parte del sistema, come se fosse il tassello di una grande mosaico al pari delle strade delle piazze degli spazi collettivi e tutto quello che rientra a far parte di questo grande disegno colettivo.

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Progetto per un habitat economico e socialmente integrato sommario

Dal punto di vista tecnologico il nostro progetto è interamente realizzato con tecnologie stratificate a secco in quanto sono di più facile posa1 garantiscono una maggiore flessibilità e rispondono meglio ai concetti della biologia dell'abitare. In ultima analisi abbiamo individuato un rapporto con l'amministrazione comunale: il nostro obiettivo è quello di rendere il comune stesso il propositore del progetto, rendendolo parte attiva come già successo nell'esperienza fatta dall'architetto Zambelli nel comune di Venezia a Zelarino. Abbiamo quindi ipotizzato la creazione di un bando da parte del comune rivolto alle giovani coppie per la costruzione delle abitazioni, di uno spazio destinato ad asilo per 10-12 bambini uno spazio per il telelavoro e spazi comuni tutti dati in gestione dal comune alle famiglie vincitrici del bando.

Relatori: Delfina Comoglio Maritano, Guido Laganà
Parole chiave: Habitat economico-sociale
Soggetti: A Architettura > AH Edifici e attrezzature per l'abitazione
A Architettura > AO Progettazione
Corso di laurea: Corso di laurea in Architettura
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/229
Capitoli:

1.Il bisogno di una risposta a nuove esigenze abitative, Introduzione

2. Trasformazioni sociali e nuovi modelli d'uso dell'edilizia residenziale

2.1. la famiglia nel passaggio da società agricola a società industriale

2.2. le trasformazioni degli ultimi decenni: il passaggio da società industriale a società post-industriale

2.3. evoluzione dei nuclei familiari e delle abitudini lavorative

2.3.1. riduzione sia dei nuclei familiari numerosi sia della dimensione media dei nuclei familiari e conseguente aumento dei nuclei minimi

2.3.2. formazione delle nuove tipologie familiari

2.3.3. aumento dei nuclei familiari con anziani

2.3.4. prolungamento della permanenza in casa dei figli

2.3.5. aumento del totale delle donne con attività lavorativa

2.3.6. forte presenza di una rete di relazioni parentali

2.3.7. aumento del lavoro in casa

2.3.8. distribuzione del reddito

3. I servizi per l'infanzia e l'adolescenza dopo la Legge 285197

3.1. introduzione

3.2. analisi di alcune esperienze

4. evoluzione storica della tipologia residenziale da Le Corbusier ad oggi

5. tendenze di alcuni esempi nel mondo

5.1. Edilizia abitativa flessibile

5.1.1. Almere1 Olanda,

5.1.2. Delft, Olanda,

5.1.3. Graz, Austria,

5.2. Volumi inizialmente indefiniti con spazi polivalenti comuni

5.2.1. Almere, Olanda,

5.2.2. Berlino, Germania

5.2.3. Berlino, Germania

5.3. coabitazione e sociale

5.3.1. cohousing in Danimarca

5.3.2. lì h&Filo d'Erba" a Rivalta

5.3.3. il "condominio solidale" di Muggia

Progetto per un habitat economico e socialmente integrato indice

6. l'autocostruzione, un'efficace soluzione

6.1. cos'è l' autocostruzione

6.2. costi ridotti

6.3. personalizzazione e spazi idonei alle nuove esigenze abitative

6.4. coagulo sociale e valenze pedagogico-sociali

6.5. i diversi livelli di autocostruzione

6.6. aspetti legislativi ed autocostruzione in forma associata

6.7. rapporti con l'amministrazione locale

6.8. organizzazione dei lavori

6.8.1. bozza di statuto della cooperativa

6.8.2. responsabilita' dei lavori e attribuzione dei compiti

6.8.3. gestione approvvigionamenti e attrezzature

6.8.4. controllo della crescita

6.9. formazione degli autocostruttori

7. autocostruzione: l'esperienza in Italia

7.1. esplorazione tecnologica

7.2. esempi di cooperative di autocostruzione

7.2.1. Biandronno e carpendolo

7.2.2. Cremenaga

7.2.3. Pesaro

7.2.4. S.Piero a Sieve

7.2.5. Abbiategrasso e Vergiate

7.2.6. casanova

7.2.7. case per gio.co.

7.2.8. cesena

7.2.9. Marciano e Perugia: l'iniziativa Alisei

8. un'altra efficace soluzione: la costruzione stratificata a secco

8.1. Introduzione

8.2. Esempi

8.2.1. L' architettura di Dubosc e Landowski

8.2.2. Jourda e Perraudin, casa unifamiliare a Vaise Lyon

8.2.3. Progetto dello i.a.c.p. di Macerata per 22 alloggi e.r.p. e 24 autorimesse a Serravalle di chienti (Mc)

8.2.4. casa Vajana a Albano S.Alessandro (Bg)

8.2.5. casa Fusco a Bergamo

Progetto per un habitat economico e socialmente integrato indice

9. il progetto deIl'habitat

9.1 analisi del contesto d'intervento

9.2. siti candidati

9.2.1. area Tn 04 Solferino

9.2.2. area Tn 07 Maroncelli

9.2.3. area Tn O5 Sanremo

9.2.4. parametri urbanistici del sito scelto

9.3. la scelta del linguaggio compositivo

9.4. definizione del progetto e destinazioni d'uso

9.4.1. le singole unità abitative

9.4.2. gli spazi comuni ed associativi

9.4.3. l'asilo

9.5. scelte tecnoìogiche: due livelli di autocostruzione

9.5.1. struttura portanfe in acciaio

9.5.2. struttura in muratura portante in blocchi argisol®

9.5.3. verifica fisico tecnica degli elementi di involucro opaco

9.6. analisi sintetica dei costi

9.7. un' ipotesi di bando comunale

bibliografia

10. allegati

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TESTI

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