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L'Art Dèco a New York : dall'Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi del 1925 ai grattacieli.

Rel. Annalisa Dameri. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2004

Abstract:

L'origine dell'Art Déco si fa risalire alla grande Exposition /nternationa/e des Arts Décoratifs et lndustrie/s Modernes tenutasi a Parigi nel 1925; ma per la definizione di uno stile preciso e per la scelta del termine Déco bisognerà aspettare fino agli anni sessanta. L' Exposition lnternationa/e des Arts Décoratifs et /ndustrie/s Modernes di Parigi del 1925, alla quale gli Stati Uniti d'America non parteciparono in quanto privi di un'arte decorativa da poter esporre, fu caratterizzata dalla ricerca di uno stile nuovo e moderno che rispondesse alle nuove esigenze che si andavano delineando nei primi decenni del XX secolo; rappresentava lo sforzo di scoprire una via nuova, un'ossessíonante ricerca di novità, un bisogno di staccarsi nettamente da quanto era stato fatto fino al 1914, una lodevole volontà di costruire uno scenario adeguato alla vita attuale. È palese come questo stile fosse "ricercato" con intenzione e si spiega quindi come quel qualcosa che i francesi cercavano fosse molto simile all'architettura secessionista, espressionista ed a quella del De Stijl e come questo nuovo stile dovesse essere a tutti i costi "decorativo". In conclusione i francesi si prepararono all'esposizione con la ricerca di una nuova decorazione, anziché di un nuovo stile, favorendo cioè l'aspetto decorativo e quello dell'arte applicata, mentre le sezioni straniere si apprestavano ad esporre le loro scoperte più nuove nel campo dell'archítettura. L'analisi sulle origini e sulla terminologia dell'Art Déco si devono in particolare a due studiosi: all'italiana Rossana Bossaglia e all'inglese Bevis Hiller, ma per definizione popolare, il termine déco include ogni aspetto dell'arte decorativa degli anni venti e trenta del secolo scorso, comprendendo in modo molto eclettico, la produzione di lusso, quella di massa, il kitsch, il modernismo, la moda e l'avanguardia, a definire ormai uno stile alla moda, che non si preoccupa affatto di copiare qua e là e prende liberamente tutto quello che serve per soddisfare il consumatore della classe media dell'epoca. Dal momento che con Art Déco s'intende una così vasta gamma di forme espressive e tecniche, è molto difficile dire che cosa non rientra più nella definizione; ma, comunque interpretato, l'Art Déco riflette gli atteggiamenti del XX secolo: I' Art Déco dunque è diventato sinonimo dello stile emerso all'inizio del secolo e che si espresse nel modo più completo nel periodo tra le due guerre mondiali. Rintracciare le radici dell'Art Déco non è facile: rientrano infatti in questo stile tante manifestazioni differenti, spesso non collegate e a volte in contraddizione tra loro, i cui motivi ispiratori sono stati i più vari. Tra le fonti più conosciute figurano: l'arte tribale africana, l'architettura atzeca e maya - tipica del Centro America - e l'arte egizia. Determinanti sono stati, inoltre, i disegni e i colori brillanti dei Balletti Russi, gli smalti vetrosi e le lacche dell'Estremo Oriente, le raffigurazioni e gli oggetti in metallo della Grecia classica e di Roma, nonché lo stile dei mobili francesi Luigi XV e Luigi XVI e i movimenti artistici contemporanei d'avanguardia, come il Fauvísmo, il Costruttivismo ed il Cubismo. Negli Stati Uniti d'America, solo verso la fine degli anni venti si ebbe la nascita di un vero e proprio design déco americano, dovuta in particolar modo all'organizzazione di una serie di mostre ed esposizioni (alle quali parteciparono designer europei ed americani) che stimolarono anche una reazione da parte dell'industria. Le più importanti si tennero a New York fra il 1928 ed il 1929. Il punto di partenza per intraprendere la ricerca di una versione americana della decorazione moderna e dello stile Déco in architettura è forse rappresentato dalle prime opere realizzate, agli inizi del XX secolo, da Frank Lloyd Wright, considerato da alcuni studiosi il precursore del Déco statunitense. Oltre a Wright, furono i lavori di Joseph Urban a dare un forte impulso allo stile Art Déco americano emergente. Egli fu in un certo senso il promotore di questo stile poiché, lavorando per il cinema ed il teatro e progettando soprattutto arredi, architetture e scenografie di film, ne permise una grande ed immediata divulgazione. Negli anni venti e trenta del XX secolo l'enorme successo e sviluppo dell'industria cinematografica, nata all'inizio del Novecento, incrementò la costruzione delle sale cinematografiche, uno degli esempi più significativi dell'Art Déco. L'architettura Déco, negli Stati Uniti, fu un'architettura d'ornamento, geometria, energia, ottimismo, colore, carattere peculiare, luce e talvolta anche simbolismo; fu ufficiale, popolare ed insieme evasiva, e comprese, rispettivamente, municipi monumentali, scuole e uffici postali, cinematografi, scintillanti diners ai bordi delle strade, lavasecco dalla linea aerodinamica, e i fantastici padiglioni delle Esposizioni Internazionali. La struttura dominante degli edifici Art Déco americani, dalle torri dei grattacieli alle più basse facciate dei cinematografi, era quella a gradoni. Svariati erano i materiali da costruzione adoperati, ma dominavano, per economia e funzionalità, il cemento, il ferro, il vetro e l'acciaio. Anche nella decorazione vennero utilizzati ugualmente materiali poveri e costosi: la mattonella, lo stucco, la terracotta, l'intonaco, il ferro battuto, l'acciaio, il rame, l'alluminio, il vetro, la plastica ed i legni preziosi o autoctoni. Gli elementi più comuni - come le porte degli ascensori, le griglie dei radiatori, le cassette della posta, i pannelli intarsiati - furono arricchiti con gli stessi elementi decorativi, che sottolineavano uno stretto rapporto fra interno ed esterno. Alcune figure simbolo, come la forma del ventaglio, gli elementi vegetali (fiori di loto, alberi e foglie), la fontana gelata, Prometeo, Venere, Sirene, fiori o animali stilizzati, erano costantemente ricorrenti nella costruzione o nella decorazione di interni o di esterni; e per quanto concerne i colori, le tonalità predominanti dello stile Déco americano erano il beige, il nero, il marrone, il rosso pompeiano, il tango (color arancio scuro) e l'argento dell'acciaio. All'epoca dell'Exposition /nternationa/e des Arts Décoratifs et Industrie/s Modernes di Parigi del 1925, il più grandioso successo dell'architettura americana era il grattacielo. Si trattava di una forma architettonica nata dall'esigenza di far fronte alla ristrettezza di spazio in una città in pieno sviluppo, un esempio è New York, ma ben presto divennero i testimoni della potenza commerciale ed economica cittadina. La loro struttura tipica a piramide degradante o terrazzata, considerata d'ispirazione babilonese o maya, non fu solo un'innovazione stilistica, ma prettamente pratica, poiché legata alle restrizioni della Building Zone Resolution, in vigore a New York sin dal 1916. II Chrysler Building (1930) di William Van Alen, il Rockefeller Center (1931) di Raymond Hood e l'Empire State Building (1932) di Shreve, Lamb e Harmon, eretti a New York quasi simultaneamente, sono forse i migliori esempi dell'architettura Art Déco americana, ed il gruppo di architetti che più attivamente si valsero dei motivi déco negli Stati Uniti, furono quelli riuniti sotto il nome di "School of New York": Voorhees, Gmelin e Walker. Una seconda fase dell'Art Déco in America ebbe inizio con la Grande Depressione, durante la quale lo stile si diffuse per tutto il paese e gli oggetti divennero produzione di massa. La grande innovazione stilistica della Depressione fu lo "streamlíning", la cui nascita fu in parte dovuta alla grande ondata di immigrazione di architetti e artisti europei che giunsero negli Stati Uniti per sfuggire al fascismo e alla guerra imminente. Lo strearnlining - una linea filante, aerodinamica -, usando materiali meno costosi ma moderni e di grande effetto (lo smalto nero, la plastica o l'alluminio), si adattò non solo ai piccoli edifici, come i classici diners, esempio tipico dell'arte industriale americana, ma anche ai grandi complessi. Il grande successo dello stile Déco in America è nella sua adattabilità a qualsiasi livello. Divenne uno stile veramente popolare negli anni trenta perché nel suo linguaggio di base vi era sufficiente elasticità per passare dal Radio City Music Hall ad un'automobile Ford, da un arredamento di un set cinematografico a un juke-box. La stessa elasticítà gli permetteva di essere usato negli oggetti unici, di lusso, quanto in quelli di produzione in serie, senza mai perdere la propria identità. Fu uno stile "totale" e totalizzante e diede la sua impronta non solo a grattacieli e edifici di rappresentanza, alberghi e palazzi d'abitazione, teatri, cinema, auditori, ponti e chiese, ma anche ad aeroporti, negozi, ospedali, chioschi di benzina, fabbriche. Negli anni fra le due guerre, periodo nel quale si sviluppò l'Art Déco, New York acquistò il suo profilo caratteristico così come lo vediamo oggi e divenne il modello stesso della civiltà americana: appariva dunque come la città della forza, dell'efficienza e dell'eleganza. Disseminata di edifici in stile Art Déco, più di cento nella sola isola di Manhattan, la città vide in quegli anni la nascita della sua odierna skyline: l'ambizione, la competizione ed il desiderio di protagonismo spinsero alla costruzione di edifici sempre più alti, maestosi, opulenti. Grazie alla rivoluzione tecnologica della costruzione a scheletro - che sostituì al tradizionale muro portante un reticolo tridimensionale di colonne e travi d'acciaio - nacque l'architettura del grattacielo, icona delle metropoli americane. La nascita e la diffusione della tipologia edilizia del grattacielo furono rese possibili dall'introduzione di nuove tecnologie ingegneristiche e costruttive, dall'ínvenzione e messa a punto di nuovi impianti (come ad esempio l'ascensore) e dall'utilizzo di nuovi materiali, principalmente dell'acciaio. Infatti, a differenza degli edifici tradizionali, nei quali la struttura portante è costituita dai muri, i grattacieli sono generalmente retti da solide intelaiature d'acciaio alle quali vengono fissate solette destinate a sopportare carichi leggeri. I grattacieli déco di New York costituiscono una serie di episodi dalla forma scalare degradante che, ripetuti affiancati lungo la strada, disegnano una valle, un canyon, recuperando un'immagine naturale autoctona, già presente nell'archítettura maya ed atzeca, che si contrappone alla cultura arcitettonica europea. L'eclettismo tipico dell'Art Dèco si manifesta sulle superfici degli edifici, nelle decorazioni allusive ad ornamenti storici (egizi, babilonesi, aztechi, maya bizantini, etc.) in maiolica, terracotta, acciaio, ripetute ai vari piani, ed ha una sua funzione pubblicitaria poiché solitamente i simboli utilizzati celebrano retoricamente l'impresa commerciale che ha costruito l'edificio. I più significativi esempi dell'architettura Art Déco a New York e simboli stessi della città sono: il grattacielo dell'Empire State Buílding progettato da Shreve, Lamb e Harmon nel 1931, il Chrysler Building di Van Alen del 1930 ed il complesso del Rockefeller Center.

Relatori: Annalisa Dameri
Parole chiave: Art deco - New York
Soggetti: A Architettura > AS Storia dell'Architettura
Corso di laurea: Corso di laurea in Architettura
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/225
Capitoli:

Introduzione

Capitolo I L'Art Déco

1.1. Le origini dell'Art Déco

1.2. Le fonti dell'Art Déco

1.3. Lo stile Déco

1.3.1. Parametri per la valutazione dell'appartenenza degli edifici allo stile Déco

1.3.2. Gli elementi caratteristici dello stile Déco Sezione fotografica - I vetri - I mobili - Le ceramiche - I gioielli - Gli argenti e i metalli - La moda - La grafica - L'architettura

Capitolo Il L' Exposítlon Internalíonale des Arts Décoratifs et Industríels Modernes di Parigi dei 1925

II.1. Le finalità dell'Esposízione

II.2. La data, il luogo ed i paesi partecipanti

II.3. II regolamento

II.4. I padiglioni Déco

II.4.1. La Porte d'Honneur

II.4.2. Il padiglione dei Grandi Magazzini di Parigi

II.4.3. II padiglione des "Magasins du Printemps "

II.4.4. Il padiglione des "Magasins du Bon Marche"

II.4.5. !I padiglione de "Galeries Lafayette" - La Maitrise -

II.4.6. Il padiglione des Magasin du Louvre - Le Studium -

II.4.7. L'Hotel d'un riche Collectionneur

II.5. Gli altri padiglioni

II.6. 11 Cinquantenario II.7. Considerazioni conclusive

Capitolo III L'Art Déco in America

III.1. II Déco americano

III.2. Le Esposizioni Internazionali negli Stati Uniti:

III.2.1. Chicago World's Fair.- A Century of Progress Exposition,Chicago 1933 - 1934

III.2.2. The Golden Gate lnternational Exposition, San Francisco 1939 - 1940

III.2.3. New York World's Fair.- Building the World of Tomorrow, New York 1939 - 1940

Capitolo IV New York

IV.1. La scoperta della baia, i primi insediamenti e la nascita di New Amsterdam

IV.2. New York: da colonia inglese a città americana indipendente

IV.3. Il Piano Regolatore Generale di New York del 1811

IV.4 Lo sviluppo urbano di New York durante il XIX secolo IV.5. New York nella prima metà del XX secolo

Capitolo V L' architettura Art Déco di New York

V.1. I grattacieli di New York

V.2. Empire State Building

V.3.Chrysler Building

V.4. Rockefeller Center: `a city wíthín the cíty"

V.4.1. La Sunken Palza

V.4.2. L' RCA Building

V.4.3. Il Radio City Music Hall

Appendice

1. Elenco degli edifici Art Déco dì New York

2. La genesi del grattacielo

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