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Robasto, Adamo

Pianificazione e rischio sismico in Piemonte.

Rel. Riccardo Bedrone. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2005

Abstract:

La sismicità è un carattere preminente dell'assetto fisico della penisola italiana; i terremoti di elevata intensità hanno interessato in modo ricorrente il paese durante l'intero corso della sua storia, generando grandi distruzioni, ingenti danni e la perdita di centinaia di migliaia di vite umane. Ci sono voluti molti secoli per passare dal fatalismo e dall'interpretazione del fenomeno come espressione di una volontà soprannaturale punitiva ad un atteggiamento mirato alla comprensione ed alla prevenzione degli effetti catastrofici. Il termine rischio sismico, indica una stima delle perdite complessive causate dai terremoti che potranno interessare, in un determinato periodo, una specifica area. Questa stima può essere espressa in diversi modi: attraverso il costo dei danni subiti dagli edifici, il costo complessivo in termini economici e sociali subito dalla popolazione dell'intero paese, oppure attraverso il numero prevedibile di morti e feriti. Per determinare il rischio sismico in una certa zona è necessario conoscere:

-La pericolosità sismica dell'area, ossia la probabilità che in un certo intervallo di tempo, sia interessata da terremoti, che possono produrre danni;

-La vulnerabilità, delle opere costruite dall'uomo che sono presenti sull'area, espressa con un indice che rappresenta le caratteristiche di resistenza della costruzione al terremoto;

-L'esposizione, indica il numero di persone che vivono in una determinata zona oche vi accedono per utilizzarne determinate costruzioni.

Con la recente Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 20 Marzo 2003 n. 3274 vengono individuati i "primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica". Tra le politiche di mitigazione del rischio, oltre alle misure previste per la riduzione della vulnerabilità del patrimonio edilizio con funzioni strategiche, particolare importanza riveste l'attività di formazione di tecnici specializzati nella organizzazione delle operazioni di censimento della vulnerabilità degli edifici in fase preventiva, owero di rilievo del danno e valutazione dell' agibilità delle costruzioni nella fase dell'emergenza. Particolare importanza rivestono i piani di emergenza comunali, in quanto analizzano la pericolosità del territorio comunale, nonche la disponibilità di risorse dello stesso, individuano le procedure di emergenza e le aree di attesa, di accoglienza e di ammassamento per la popolazione che subisce il disastro. La pianificazione dell'emergenza e le politiche di mitigazione del rischio sismico dovrebbero essere integrate nel processo di pianificazione generale.

Relatori: Riccardo Bedrone
Parole chiave: pianificazione - rischio sismico
Soggetti: U Urbanistica > UH Pianificazione regionale
Corso di laurea: Corso di laurea in Architettura
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/224
Capitoli:

INTRODUZIONE

PARTE I -PROBLEMATICHE CONNESSE AI FENOMENI SISMICI

CAPITOLO 1 -IL TERREMOTO: DAL MITO ALLA PREVENZIONE DEI DANNI.

1.1 Mitologia, leggende e credenze religiose.

1.2 La previsione e il controllo dei terremoti.

1.3 La prevenzione dei danni -politiche di prevenzione e politiche urbanistiche.

CAPITOLO 2 -POLITICHE INSEDIATIVE E MITIGAZIONE DEL RISCHIO SISMICO

2.1 Inquadramento del problema

2.2 Definizione di rischio sismico

2.3 Rischio assoluto e rischio relativo

2.4 L'identificazione della pericolosità sismica e la microzonazione.

2.5 L'analisi dell'esposizione

2.6 Articolazione dell'esposizione.

2.7 L'analisi della vulnerabilità

CAPITOLO 3- LA RIDUZIONE DEL RISCHIO SISMICO ATTRAVERSO IL PIANO

3.1 Le attività di previsione e prevenzione svolte dalle amministrazioni, la struttura di un piano di protezione civile.

3.2 Gli scenari di intervento

3.3 Criteri e metodi della pianificazione territoriale in aree sismiche

3.4 Criteri di localizzazione ed uso del suolo.

3.5 L'adeguamento antisismico dei centri urbani esistenti

3.6 Pericolosità sismica e difesa del suolo.

3.7 La riduzione della vulnerabilità

3.8 Analisi delle variazioni nei flussi urbani.

3.9 Tecniche di rilevamento per stabilire la mobilità della popolazione.

3.10 La definizione della Struttura Urbana Minima: riferimenti di metodo e criteri generali.

CAPITOLO 4 -ANTROPOLOGIA DEL COMPORTAMENTO IN CONDIZIONI DI EMERGENZA

4.1 La sociologia dei disastri.

4.2 Gli studi sul comportamento in caso di emergenza.

4.3 Analisi dei più comuni "miti" nel periodo di emergenza.

PARTE II -Il CASO ITALIANO : PERICOLOSIT A' SIMICA E NORMATIVA VIGENTE

CAPITOLO 5 -STORIA DEGLI EVENTI SISMICI IN ITALIA

5.1. Le aree sismiche e la storia dei sismi in Italia.

5.2 Il costo dei terremoti in Italia

5.3 Il terremoto piemontese del 21 agosto 2000

5.4 Il terremoto piemontese dell' 11 aprile 2003

CAPITOLO 6 -CLASSIFICAZIONI SISMICHE

6.1 Evoluzione della classificazione sismica del territorio nazionale e regionale, la Legge n. 64 del 02/02/1974

6.2 Il Progetto Finalizzato Geodinamica e il D.M. 04/02/1982.

6.3 Le zone ad elevato rischio sismico O.M. 2788/1998

6.4 Nuova ed ultima classificazione: Ordinanza Ministeriale n. 3274 del 20 marzo 2003.

6.5 D.G.R. n. 61- 11017 del 17 novembre 2003, recepimento a livello regionale dell'ordinanza n.3274

6.6 Fondi riservati alla verifica di edifici strategici rilevanti di competenza statale e regionale.

6.7 Criteri generali di progettazione secondo l'Ordinanza n. 3274 del 20 marzo 2003

6.8 I problemi strutturali per le opere ubicate in zone a rischio sismico.

6.9 I problemi connessi con la scelta tipologica degli edifici in zona sismica

CAPITOLO 7 -PIANIFICAZIONE DELL'EMERGENZA: LA NORMATIVA ANTISISMICA VIGENTE E I MODELLI ORGANIZZATIVI

7.1 L' istituzione e l'organizzazione del Servizio Nazionale della Protezione Civile.

7.2 Linee guida per i piani di emergenza a livello provinciale e comunale: il metodo Augustus

7.3 I piani di Protezione Civile.

7.4 Assistenza alloggiativa d'emergenza.

7.5 Criteri per I'individuazione e l'allestimento delle aree di ricovero per prefabbricati di protezione civile.

7.6 Assunti per la pianificazione dell'emergenza sul comportamento in caso di calamità.

PARTE III- CASI STUDIO

CAPITOLO 8- ATTIVITA' DI PREVENZIONE IN CAMPO SISMICO DELLA REGIONE PIEMONTE

8.1 La rete sismica regionale di monitoraggio.

8.2 I prodotti del monitoraggio.

8.3 Attività della Regione Piemonte a seguito del Decreto Interministeriale dell '82, controllo sulle costruzioni e controllo sugli strumenti urbanistici.

8.4 Modalità per la formazione e l'adeguamento degli strumenti urbanistici generali ed esecutivi e loro varianti

CAPITOLO 9 -CASI STUDIO: MELICUCCO, GEMONA DEL FRIULI, PINEROLO

9.1 Melicucco e l'esperienza della struttura urbana minima.

9.1.1 Melicucco: territorio e sistema insediativo

9.1.2 Melicucco: il rilievo degli ambiti urbani.

9.1.3 La struttura urbana di Melicucco e i suoi rapporti con gli strumenti urbanistici.

9.1.4 La struttura urbana minima nel processo di pianificazione.

9.2 Gemona: l'esperienza della ricostruzione.

9.2.1 Gemona ed il territorio del Gemonese: quadro di insieme geografico, socio -economico e demografico relativo alla situazione pre - sisma

9.2.2 Breve storia della città ed elenco delle principali catastrofi nel territorio di Gemona

9.2.3 Quadro dei danni

9.2.4 Gli insediamenti provvisori

9.2.5 La ricostruzione e la pianificazione particolareggiata

9.2.6 Il comune e le "interferenze esterne"

9.2.7 La popolazione: partecipazione alla ricostruzione.

9.2.8 Gemona e la mitigazione del rischio sismico nel 2004.

9.3 Caso studio : la città di Pinerolo

9.3.1 Pinerolo: breve storia, principali eventi sismici e scenario di rischio.

9.3.2 Analisi della pericolosità sismica del territorio di Pinerolo e classificazione delle aree.

9.3.3 Il rischio sismico nel piano comunale di protezione civile.

9.3.4 La mitigazione del rischio sismico nel contratto di quartiere (area dell'ex Foro Boario)

PARTE IV -CONSIDERAZIONI FINALI

CAPITOLO 10 -CONCLUSIONI E PROPOSTE

BIBLIOGRAFIA

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-www.regione.piemonte.it/protciv/

-www.serviziosimico.it/

SEMINARI E CONVEGNI

-Seminario, emergenza del progetto/progetto dell'emergenza, Spazio Alcatraz (Stazione Leopolda), Firenze, 25 ottobre -1 novembre 2003.

-Convegno, protezione civile: le nuove frontiere della previsione e gestione dei rischi/ metodologie/ certificazione e finanziamenti, 28 apri le 2004.

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