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De Santis, Angelo

Strutture voltate : un esempio tipico, il Palazzo Ducale di Martano di Lecce.

Rel. Mauro Dadone, Mauro Luca De Bernardi. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2010

Abstract:

La copertura a volta, largamente impiegata nel passato, con l'avvento delle tecnologie del ferro, delle strutture in cemento armato e delle strutture precompresse, è stata quasi totalmente abbandonata per cedere il passo alle moderne strutture piane.

Infatti, in quanto più pesanti e spingenti, le coperture a volta richiedono nella realizzazione muri di piedritto (o dei pilastri e contrafforti) di notevoli dimensioni, una maggiore incidenza di manodopera (peraltro qualificata e sempre meno presente sul mercato del lavoro) e un tempo di esecuzione maggiore (rispetto alle moderne tecnologie e ai metodi di costruzione più diffusi), divenendo, di fatto, economicamente più costose dei normali orizzontamenti piani. I vari vantaggi, che la tecnologia costruttiva delle volte consentiva (per esempio, dal lato acustico di minori disturbi sonori, dal lato termico una maggiore efficienza rispetto ai solai piani), sono divenuti irrisori rispetto ai moderni mezzi di protezione (termico, acustico, ecc.) che lo sviluppo tecnologico e industriale hanno reso possibile.

La costruzione delle volte si sviluppa nel Salento dall'abbondanza di due tipi di pietra che, per le loro caratteristiche, sono molto apprezzate sia in campo edilizio che in campo architettonico: il carparo e la pietra leccese.

Con molta ingegnosità, i maestri "voltaroli", grazie anche alla malleabilità del materiale da costruzione utilizzato, hanno prodotto siffatte strutture che sono presenti in maniera diffusa in tutti i centri del Salento.

Attualmente le volte leccesi vengono costruite di rado e in via straordinaria e, spesso, quelle già esistenti sono oggetto di consolidamento statico e di restauro conservativo. Ma accade anche, con una certa frequenza, che vengano demolite per ragioni legate al carico urbanistico, cioè per recuperare cubatura e costruire strutture a più livelli con i normali solai, di norma più bassi e con un'altezza interpiano minore, garantendo in questo modo una maggiore capacità insediativa.

Per questo motivo occorre, al fine di perseguire una più accorta conservazione di questo tipo di strutture, prevedere delle politiche e delle norme4 adeguate allo scopo di evitare la distruzione di un patrimonio così importante, tramandatoci dalle generazioni passate. I vari organismi decisionali e di governo del territorio, inoltre, ognuno per quanto di competenza, devono promuovere delle strategie che mirino alla massima valorizzazione di queste tecnologie di copertura.

Un ulteriore elemento, di non secondaria importanza, è quello di incentivare le nuove generazioni (anche mediante l'intervento delle istituzioni pubbliche che, a tal fine, potrebbero stanziare delle risorse per il finanziamento di appositi progetti formativi) affinchè non vada perduto per sempre ciò che è il sapere, l'arte e la tradizione racchiusa nella costruzione delle tipiche volte salentine. Promuovere delle azioni e delle politiche in questa direzione significherebbe, da un lato, sostenere delle attività che possano garantire notevoli sbocchi occupazionali, dall'altro, riavvicinare la classe operaia (e giovanile, in particolar modo) al lavoro edile di tipo qualificato.

Relatori: Mauro Dadone, Mauro Luca De Bernardi
Soggetti: A Architettura > AS Storia dell'Architettura
G Geografia, Antropologia e Luoghi geografici > GF Italia
T Tecnica e tecnologia delle costruzioni > TE Tecnologia dei materiali
Corso di laurea: Corso di laurea specialistica in Architettura
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/2133
Capitoli:

Premessa

Capitolo 1 "La Grecia Salentina - Martano"

1.1.Grecia Salentina.

1.2.Martano.

Capitolo 2 "II Palazzo Ducale Gaetani a Martano"

2.1.Il palazzo Ducale - Palazzo Gaetani.

Capitolo 3 "Le volte"

3.1.Le volte.

3.2.La diversa nomenclatura delle volte.

3.3.La volta a botte.

3.4.La volta a padiglione.

3.5.La volta a botte con teste di padiglione.

3.6.La volta lunettata.

3.7.La volta a vela.

3.8.La volta a crociera.

3.9.La volta a spigoli.

3.10.La volta a squadro.

Capitolo 4 "I materiali"

4.1.Il materiale utilizzato per la costruzione delle volte leccesi.

4.2.L'estrazione e la lavorazione del materiale.

4.3.Le caratteristiche dimensionali dei conci.

4.4.Il cantiere: breve descrizione della maestranze componenti la squadra tipo nell'edilizia storica salentina.

Allegati

Bibliografia

Siti Internet consultati

Bibliografia:

-G. A. Breymann, Archi-Volte-Cupole, Editrice Librerie Dedalo, Roma, 1995. Venanzio -Marra, Note sulle volte leccesi, Grafiche Giorgiani, Castiglione (Le), 2006.

-Vito Giorgio Colaianni, Le volte leccesi, Dedalo libri, Bari, 1967.

-C. Bottazzo, V.V. Romano, Le volte leccesi, la tradizione, il materiale, la tecnica costruttiva, IUAV, Venezia, 1994.

-Ezio Arlati, Laura Accoto, Le volte leccesi tra tradizione e innovazione, riformulare la vocazione edilizia delle cave, Congedo Editore, Galatina (Le), 2001.

-A. Acocella, L'architettura della pietra. Antichi e nuovi magisteri costruttivi, Alinea Editore, Firenze, 2004.

-M. Saracino, IL tufo e la stanza a volta, Del Grifo, Lecce, 1998.

-Mario Cazzato, Antonio Costantini, Guida alla Grecia Salentina, Congedo Editore, Galatina (Le), 1990.

-Mario Cazzato, Antonio Costantini, Mario Cazzato, Guida di Martano, Congedo Editore, Galatina (Le), 1995.

-C. De Giorgi, Note sui materiali edilizi adoperati nella provincia di Lecce, Congedo Editore, Galatina (LE), 1981.

Sitografia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Martano

http://it.wikipedia.org/wiki/Grecìa_Salentina

http://www.cognomiitaliani.org/cognomi/cognomi0017t.htm

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