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Zangirolami, Diego

Tra scienza e meraviglia coperture traforate e telai spaziali in Guarini.

Rel. Mauro Luca De Bernardi, Edoardo Piccoli. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2011

Questa è la versione più aggiornata di questo documento.

Abstract:

Breve enunciazione delle ragioni che spingono lo studente ad avvicinarsi al saggio di Indagine sul disegno d'architettura d'autore.

Nel corso della carriera universitaria, lo studente sviluppa insieme alla sua formazione, un bagaglio conoscitivo, in altre parole il suo sapere di futuro professionista. E' certamente difficile appassionarsi ad ognuna della discipline insegnate presso le facoltà di Architettura dei Politecnici, per questa ragione è compito di ciascuno individuare quali saranno le competenze su cui investire maggiormente.

Ciò detto, è anche bene, da parte del candidato, imprimere un taglio particolare alla propria formazione in accordo al gusto per la ricerca che dovrebbe animare ogni studente universitario. La ricerca personale, programmata e animata a partire dalla curiosità personale e con l'aiuto di specialisti quali di docenti del corso di laurea, ma anche e soprattutto quelli scelti come relatori. Questo tema della ricerca è più che mai attuale, purtroppo le cronache riportano notizie sui tagli economici alla stessa, ci portano a riflettere su cosa s'intende fare per portare avanti il proprio programma culturale.

La storia insegna che gli studiosi più fortunati si trovarono ad operare al seguito di facoltosi protettori, oppure, come nel caso di Padre Guarini, studiarono in seno agli studi teologici e alla carriera ecclesiastica. Esiste un'ulteriore via, potremmo dire spinoziana, in cui il ricercatore è animato da una ricerca per la conoscenza intesa come valore universale.

A questo punto resta da capire quali strumenti lo studente abbia, e in quale ambito e a quale titolo egli possa portare avanti una ricerca.

La "carta tornasole" che rende evidenti tali punti di forza è, in primo luogo, il libretto delle votazioni conseguite agli esami dal percorso triennale. Ma c'è un altro importante aspetto, che esula dalla mera constatazione dei numeri e che affonda nell'io profondo dello studente, ovvero la passione.

A livello accademico la passione non ha nessun peso, questo è indubbio, eppure spinge da sempre l'animo dello studioso verso la ricerca, verso nuove scoperte, e in qualsiasi campo del sapere. Ciò non di meno accade allo studente universitario che muove i suoi primi passi verso il suo futuro di professionista durante le lezioni presso le aule delle Facoltà.

Viene, quindi affidato ai docenti, il compito di formare e talvolta appassionare lo studente, alla propria materia. In questo modo capita molto spesso che uno studente faccia i conti con la sua passione e dunque accordi armoniosamente il corso dei suoi studi, verso le proposte dalla docenza.

Il saggio qui contenuto, ha preso concretezza e forma a partire da alcuni casi studio, a nostro avviso, di particolare interesse storiografico.

La ricerca si sviluppa come un'indagine vera e propria attraverso lo studio dei reperti. Questi reperti non sono altro che i disegni dell'autore, quelli certamente autografi o del fondo archivistico a lui collegato in maniera certa.

Per poter indirizzare la ricerca verso "lidi", in qualche modo sicuri, è stato necessario, da parte dello studente acquisire i metodi della ricerca storica, la terminologia necessaria, è stato fondamentale visitare i luoghi della conoscenza, quali: le biblioteche e gli archivi storici, inoltre per questo caso

specifico si è reso necessario l'apprendimento e l'utilizzo di programmi avanzati per la creazione di modelli virtuali in tre dimensioni.

Gli strumenti sopra indicati sono stati forniti dal corso di studi seguito dallo studente presso la Prima e la Seconda facoltà di Architettura, nella fattispecie è stato utile se non fondamentale l'approccio ai corsi di Storia dell'Architettura di età Moderna, Documentare l'Architettura, Torino: città, architetti e architetture, Geometria descrittiva, Rappresentazione, Disegno automatico, Rilievo Architettonico e Urbano, Storia della città e del territorio, e infine dal corso di Storia dell'Architettura tenuto dal prof. Olmo. Attraverso questo percorso, tra esami obbligatori e facoltativi, lo studente ha voluto mettere a frutto gli insegnamenti scaturiti dalle varie discipline; per questa ragione, ha infine maturato la scelta di realizzare un saggio di ricerca sui disegni per la Chiesa di Sant'Anna la Reale di Parigi, sui tracciati per il Castello di Racconigi e di un particolare disegno di volta a fasce piane per Palazzo Madama di Padre Guarino Guarini. Sono disegni che fanno riferimento a tre momenti della vita e dell'attività del Padre teatino, accomunati dalla ricerca verso strutture voltate traforate, ricerca che ispirerà notevolmente gli architetti delle generazioni successive, in Piemonte, per quasi cinquantanni. Inoltre sono documenti quasi unici, disegni in apparenza semplici, in cui il Guarini lascia traccia intrinseca ed estrinseca del suo patrimonio culturale e di progettista inventore.

Tra Scienza e Meraviglia vuoi significare proprio questo, il Disegno di Architettura è l'ultimo depositario della summa dell'ingegno e dell'estro del maestro.

Relatori: Mauro Luca De Bernardi, Edoardo Piccoli
Soggetti: A Architettura > AS Storia dell'Architettura
Corso di laurea: Corso di laurea specialistica in Architettura
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/2036
Capitoli:

Incipit: breve enunciazione delle ragioni che spìngono lo studente ad avvicinarsi al saggio di Indagine sul disegno d'architettura d'autore

Introduzione al saggio: le ragioni profonde della ricerca sui disegni per il salone del castello di Racconigi con la struttura voltata traforata e volta a fasce piane di Padre Guarino Guarini

1.La volta traforata per il castello di Racconigi

1.1.Breve biografia di Padre Guarino Guarini

1.2.Il contesto storiografico: ipotesi per una datazione ragionata dei disegni per il castello di Racconigi

1.3.Il rapporto con la committenza

1.4.Guarini e il Disegno; l'idea

1.5.La provenienza archivistica; i documenti guariniani e l'Archivio di Stato di Torino

1.6.Appunti su come districarsi nella collocazione dei documenti ad oggi

1.7.Una prima indagine; elaborazione della Sezione per il salone del castello di Racconigi con la struttura voltata traforata, 1676-1677e.

1.8.I Disegni; sezione del salone per il castello di Racconigi con volta traforata e volta a fasce piane per Palazzo Madama

1.9.Tra scienza e meraviglia; la formazione di padre Guarino Guarini

1.10.L'entourage guariniano

1.11.Una promenade all'interno del progetto guariniano per il castello di Racconigi; tra lacunosità documentarie e processo deduttivo

2.La volta a fasce piane per Palazzo Madama

2.1.La cornice storica del disegno di volta a fasce piane ASTo 016

2.1.1.La paternità del disegno.

2.1.2.La pubblicazione del disegno.

2.1.3.Gli ultimi anni di vita di Guarino Guarini.

2.1.4.La committenza del disegno.

2.1.5.Conclusioni per una datazione ragionata del disegno.

2.2.Il rilievo del disegno di volta a fasce piane ASTo 016:

Tavola I; Del rilievo del disegno originale ASTo 016

Tavola II; Delle piante ricavate dal disegno e delle aberrazioni geometriche

Tavola III; La ricostruzione sintetica della pianta posta a confronto col ridisegno

Tavola IV; Della ricostruzione sintetica degli alzati

Tavola V; Della ricostruzione sintetica delle sezioni

2.3.Descrizione del disegno di volta a fasce piane ASTo 016

TavolaVI; Visioni della primitiva della volta

Tavola VII; Visioni della volta tridimensionale inserita nel salone di rappresentanza

2.4.Speculazioni sul disegno; i materiali, le tecniche e i mezzi del tempo

Tavola VIII; II salone di Diana della Venaria Reale, il salone del Castello di Racconigi e il salone centrale di Palazzo Carignano

Tavola IX; II salone di rappresentanza con volta afascie piane per Palazzo Madama

3.parte terza

3.1.Le possibili fonti di Guarino Guarini; Luca Pacioli e il «De Divina Proporzione», Philibert De L'Orme, Manuali per capi d'opera di volte Gotiche, l '«Euclides Adauctus»

3.2.Conclusioni

3.3.Bibliografia

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