EDILIZIA POPOLARE A TORINO: ANALISI STORICA DEL QUARTIERE DI VIA ARQUATA
Ampliamento della città e formazione dell'area di via Arquata
Le vicende che vedono la nascita e lo sviluppo dell'area di via Arquata, nel periodo compreso tra la seconda metà del XIX secolo e gli anni 30' del Novecento, sono fortemente collegate al processo di ampliamento della città di Torino e alla realizzazione della rete delle infrastrutture viarie e ferroviarie.
Dalla seconda metà dell'Ottocento gli ingrandimenti furono sempre più estesi visto il forte incremento di popolazione conseguente, prima, alla formazione di Torino capitale d'Italia e, poi, allo sviluppo industriale che si stava manifestando come un fenomeno socioeconomico determinante per la crescita della città.
Ampliamenti della città dalla seconda metà dell'800.
L'area di via Arquata risultava compresa all'interno della cinta daziaria fatta costruire dalla municipalità torinese nel 1853 al fine di risolvere il problema della difesa del territorio dal contrabbando. Questa linea di confine delimitava una superficie vasta, più di 16 km quadrati, all'interno della quale "il rapporto tra aree edificate e non era di circa uno a cinque". L'attuale quartiere si trova in una porzione di territorio di forma trapezoidale chiuso nei quattro lati da barriere infrastrutturali: ad sud-est vi è il percorso ferroviario nord-sud per Genova e a nord-ovest, con lo stesso andamento, il viale che collegava la nucleo urbano alla residenza reale di caccia di Stupinigi (l'attuale corso Turati). Anche a sud-ovest l'area è delimitata da una linea ferroviaria proveniente da Susa, che si congiunge con quella per Genova; mentre a nord-est troviamo l'attuale corso Dante.