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Teatro di tradizione nell'Arsenale Militare di Taranto

Rosa Fiore, Valentina Lavaselli

Teatro di tradizione nell'Arsenale Militare di Taranto.

Rel. Gentucca Canella, Alessandro Martini. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2009

Abstract:

Cenni sull'evoluzione urbana della città.

La nostra tesi ha come oggetto il progetto di un nuovo teatro nell'Arsenale Militare di Taranto. Gli elementi urbanistici che caratterizzano questa città sono: la città vecchia di fondazione greca, la città ottocentesca, l' area dell'Arsenale Militare Marittimo di fine Ottocento, il porto commerciale Situato sul Mar Grande e l' industria siderurgica ILVA (ex Italsider). L'attuale conformazione della città è il risultato del susseguirsi di una serie di processi di sviluppo urbano. Originariamente città della Magna Grecia, Taranto ha conservato il suo aspetto di penisola fino al 1500, successivamente a questa data la città per motivi strategici di difesa dalle invasioni turche e veneziane, diventa un' isola fortificata. Essa viene separata dalla terra ferma con la costruzione di un fossato, vengono erette mura che circondano la città e viene collegata al resto del territorio tramite due ponti levatoi. Successivamente, nell' Ottocento si avrà la seconda fase di espansione territoriale; la fine della minaccia turca e le condizioni di invivibilità della città vecchia portano Taranto a privarsi delle mura di difesa e ad estendersi verso la terraferma.

Nascono una serie di piani urbanistici, primo dei quali il Piano Conversano, del 1862, che nasce per dare soluzione ai problemi di insalubrità e invivibilità della città vecchia e da vita al borgo ottocentesco. Il Piano prevedeva nuove strade che dovevano essere ariose e rettilinee, isolati rettangolari, il tessuto urbano a disegno ortogonale; le piazze dovevano essere arricchite da fontane e vasche d' acqua, ogni sobborgo dotato di un ampio giardino pubblico cinto da una lunga circonvallazione per le passeggiate in carrozza. L' 8 luglio del 1865, il Piano viene approvato dal Consiglio Comunale e in quell' occasione il sindaco Angelo Farese riassumeva in un' unica frase quelle che erano le condizioni della città a quell' epoca: "era ormai tempo di soddisfare i desideri del paese, che han per principio la morale, la igiene, l'industria e il commercio; come è la strettezza dell'abitato fa stare un'intera famiglia, ed anche due in medesima camera, di dove nasce immoralità, e luridezza micidiale, fa mancare locali per stabilimenti industriali, per magazzini di commercio, e se finora tale posizione ha potuto sopportarsi stringendosi e comprimendosi sempre, si è però giunto a un termine che è impossibile fare altro".

L' Ottocento rappresenta per Taranto un periodo di grande fermento sia in agricoltura che nel settore industriale: una serie di finanziamenti pubblici portano allo sviluppo del settore navale e alla crescita del porto commerciale. Contemporaneamente Taranto viene scelta come sede dell'Arsenale Militare, nuova base militare, e insieme ad essa si decide l' insediamento di un dipartimento marittimo, l'ampliamento del porto commerciale e la sistemazione della ferrovia. Con l'Arsenale si avviano i lavori di costruzione del canale navigabile che e di un ponte girevole inaugurato nel 1887.

La città da adesso in poi sarà divisa in due parti: da un lato il borgo ottocentesco, cioè quella parte di città che va dal canale navigabile e che si estende fino a sud, dall' altro l'Arsenale insediatosi nel Mar Piccolo e racchiuso entro una cinta muraria che lo isola dal resto del territorio. La scelta del Mar Piccolo come sede per l'Arsenale fu strategica, e dovuta alla conformazione del territorio adatto alla difesa militare. L' 8 giugno 1886 oltre all'Arsenale Militare le amministrazioni decisero di inserire il nuovo porto mercantile sul Mar Grande, costruzione che continuerà fino alla Prima Guerra Mondiale. Con la scadenza del Piano Conversano e dei suoi vincoli, si ha la stesura di un nuovo Piano presentato da Galeone il 30 luglio 1893, e modificato nel 1910; questi piani confermano sostanzialmente le linee di sviluppo del Piano Conversano, Grazie all'Arsenale militare la città è protagonista di una forte crescita economica. Il Colonialismo, il nazionalismo, la guerra, contribuiscono, con un flusso ininterrotto di denaro pubblico, alla crescita dell'Arsenale mettendo da parte le problematiche della città come il continuo incremento della popolazione, in gran parte alimentato dall' immigrazione e la necessità di una profonda ridistribuzione delle attività occupazionali, tutte tenacemente incentrate su di una monocoltura statal-militare. Taranto è oggidì una piazza marittima italiana! (...) E per l'Arsenale e per il militarismo tutto (...) si è fatto, tutto si è sacrificato", scriveva nel 1912 Luigi Ferrajolo.

Con questa frase si mette in evidenza come al centro dell' attenzione dell' amministrazione della città i problemi affrontati con maggiore interesse siano quelli legati alla realizzazione di caserme, impianti militari, Ospedale dipartimentale marittimo, ferrovia militare circum Mar Piccolo, caserma di artiglieria sui suoli Vinci. L'Arsenale se da un lato fa della città un centro industriale di notevoli dimensioni, soprattutto rispetto alle altre realtà del Mezzogiorno, dall' altro conferisce a questo sviluppo industriale ed economico un carattere "artificiale" legato cioè alle vicende politico-militari del paese, senza una vera base economica locale, con poche probabilità di suscitare un tessuto connettivo di medie e piccole industrie, che non fossero legate completamente o in parte alle attività cantieristico-militari.

Le continue richieste della Marina Militare di attrezzarsi con navi di grosse dimensioni erano talmente numerose che fin dai primi anni di attività si ebbe la necessità di affiancare all'Arsenale,

piccole officine meccaniche. Nel 1914 si costituì il Cantiere Navale Tosi, localizzatosi a Taranto con il preciso compito di provvedere alla costruzione di naviglio militare, mentre l'Arsenale si andava specializzando nella manutenzione e riparazione delle unità della flotta, pur continuando nell' attività costruttiva.

Anche l'insediamento dei cantieri, a sua volta nasceva sulla base di un accordo tra la Società Tosi e le autorità militari.

La città continuava la sua crescita urbanistica, e a seguito della Prima Guerra Mondiale, Giulio Tian urbanista ben noto a livello nazionale e all'apice della sua carriera, è chiamato a redigere un nuovo Piano regolatore di ampliamento della città. Il Piano non sarà mai approvato, ma servirà da punto di riferimento per gli interventi urbanistici che la città avrebbe affrontato nel corso degli anni '20 e '30. Nel 1937 viene presentato a Roma, alla prima mostra nazionale dei Piani Regolatori, un nuovo Piano elaborato dagli architetti Alberto e Giorgio Calza Bini. Essi oppongono alla città esistente un disegno urbano fondato su di una rete viaria a ventaglio che distribuisce quartieri omogenei, diversi per densità abitativa, dotazione di servizi e tipologie edilizie. Il piano Calza-Bini, sarà approvato definitivamente nel 1954.

Uno dei momenti più importanti per la città di Taranto è il 1959, quando la città accoglie l'Italsider, nuova grande industria di base, e lo fa con la stessa determinazione con cui neli"800 aveva accolto l'Arsenale Militare. L'installazione del IV Centro siderurgico dell' ltalsider nella città di Taranto non è casuale. A seguito della Seconda Guerra Mondiale, le richieste da parte della Marina Militare, diminuiscono notevolmente, e l'economia tarantina era piombata in una recessione continua che non dava segni di ripresa. Il passato industriale della città, aveva scaturito un ceto operaio che non era più disposto a tollerare passivamente la recessione economica. La risposta a questo momento di crisi fu quella dell' installazione dell' Italsider (attuale Uva), polo siderurgico che produce lamiere, tubi di grande forma e materia prima grezza.

Il ponte Punta Penna Pizzone, è uno degli ultimi elementi che ha contribuito al ridisegno della città e al miglioramento delle sue comunicazioni. Progettato nel '60 dall'ingegner Giorgio Belloni, fu messo in cantiere nel '74.

Relatori: Gentucca Canella, Alessandro Martini
Tipo di pubblicazione: A stampa
Soggetti: A Architettura > AF Edifici e attrezzature per il tempo libero, le attività sociali, lo sport
A Architettura > AS Storia dell'Architettura
Corso di laurea: Corso di laurea specialistica in Architettura
Classe di laurea: NON SPECIFICATO
Aziende collaboratrici: NON SPECIFICATO
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/1640
Capitoli:

Introduzione

I teatri pugliesi

Le fondazioni lirico-sinfoniche

I teatri in Italia

I teatri e l'acqua

Bibliografia

Tavole progetto

Bibliografia:

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