Metodologia per la valutazione di infrastrutture viarie sostenibili per l'accesso alle Aree Protette in ambiente montano
Massimo Chiavazza
Metodologia per la valutazione di infrastrutture viarie sostenibili per l'accesso alle Aree Protette in ambiente montano.
Rel. Marco Bassani. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Pianificazione Territoriale, Urbanistica E Ambientale, 2009
Abstract
L'ambiente, i paesaggi, così come l'identità e le tradizioni culturali, hanno spesso pagato un tributo molto alto per favorire lo sviluppo turistico, il quale ha offerto vantaggi esclusivamente economici. Le conseguenze positive, in termini di nuovi fonti di reddito ed opportunità di scambio, risultano limitate e sovrastate da profondi sconvolgimenti a livello sia ambientale che culturale. Ciò accade perché economia e turismo impattano l'ambiente accomunati da scarsa progettualità nella conservazione. Lo sfruttamento irrazionale delle risorse, la scarsa consapevolezza da parte dell'uomo, sia esso abitante o turista, rendono fragili gli equilibri ecologici e sottolineano in molti casi l'urgenza di focalizzarsi sulla conservazione, il "risparmio" delle risorse e la loro valorizzazione.
La conservazione ambientale è in stretta relazione con l'impatto che l'uomo ha sull'ecosistema, sui suoi equilibri, sulle sue risorse. La qualità stessa della vita di chi abita un territorio non può prescindere da come esso viene utilizzato e manipolato in funzione dell'economia, dell'urbanistica, dei trasporti, dell'efficienza.
Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza dei danni arrecati da un modello di sviluppo turistico "tradizionale". A fronte di tale consapevolezza si è sviluppato un approccio diverso allo sviluppo turistico: il turismo sostenibile.
Il concetto di sostenibilità è inteso come "soddisfazione dei bisogni del presente senza compromettere la possibilità di soddisfare quelli delle generazioni future"1. Un nuovo modo di viaggiare consapevole, etico e responsabile che va incontro alla natura e alle comunità locali.
Il presente studio ha come obiettivo la formulazione di una metodologia che consenta di ottenere la massima capacità di flussi turistici che la Aree Protette sono in grado di sostenere e conseguentemente valutare possibili infrastrutture viarie adeguate agli ambienti montani, senza alterare le caratteristiche ambientali, naturalistiche e culturali. Occorre sottolineare che le Aree Protette sono ambiti sottoposti a stretti regimi di tutela e gestione. Per la loro salvaguardia persistono divieti inerenti tutte quelle attività e opere umane che possono danneggiare il paesaggio, gli ambienti naturali, la flora e la fauna.
Il lavoro è stato sviluppato attraverso l'approfondimento di una serie di temi: si è partito con uno studio dello stato dell'arte, si è poi preso in considerazione il caso studio del Parco Alpe Veglia e infine sono state elaborate una serie di indagini sul territorio per ottenere una possibile scelta tra le diverse tipologie di infrastrutture prese in esame.
Nell'ambito dello Studio dello stato dell'arte è stata eseguita una valutazione dell'attuale rapporto tra l'uomo e il territorio montano facendo riferimento al concetto di Area Protetta (in Italia e nell'Unione Europa) che contraddistingue queste zone. Successivamente è stata presa in esame la considerazione che la bellezza e l'unicità del paesaggio sono talvolta connessi ad un elevato grado di inaccessibilità. In fine è stata fatta un'attenta valutazione di possibili infrastrutture viarie che si possono "realizzare" negli ambienti montani.
Nell'analisi del Paco dell'Alpe Veglia è stata fatta un'attenta: valutazione di un'area protetta di particolare pregio ambientale collocata nei comuni di Varzo e Trasquera in provincia di Verbania, uno Studio preliminare del contesto naturalistico, ambientale e paesaggistico dell'Alpe Veglia, sopratutto in riferimento agli aspetti di tutela e salvaguardia di tale patrimonio, in relazione ai possibili sviluppi del turismo locale e in fine un'analisi della domanda turistica presente e futura in funzione della presenza di eventuali interventi di miglioramento dell'accesso all'area.
Attraverso l'indagine è stata fatta un'anali del territorio la quale ha reso possibile delimitare e definire le dimensioni delle aree in base alla loro tipologia morfologica. Questo ha permesso di ottenere il carico antropico e il carico animale che può persistere all'interno del Parco Alpe Veglia.
Sulla base di tali elementi, si è pervenuto alla possibile scelta di una soluzione progettuale a livello di infrastruttura viaria, la cui fattibilità tecnico-economica è stata analizzata in stretta correlazione con le caratteristiche della domanda attuale e di quella "massima ammissibile", nonché in funzione dell'offerta turistica insistente sulla zona stessa, tenendo conto in particolare dell'impatto che un aumento del flusso turistico potrebbe esercitare sul precario equilibrio ambientale e naturalistico del Veglia.
Con i concetti finora espressi, l'obiettivo del presente studio è pertanto quello di fornire uno strumento per pervenire alla capacità massima di carico antropico sostenibile da un'area con elevate qualità ambientali e, conseguentemente, ad una possibile scelta di un'infrastruttura viaria sostenibile per l'accesso ad Aree Protette in Ambienti Montani. Tale analisi è stata condotta attraverso un opportuno confronto con la possibilità di mantenere le condizioni del Parco allo stato attuale.
Relatori
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