L'illuminazione naturale negli spazi abitativi "mansarda":problematiche connesse all'abitabilità delle mansarde storiche torinesi
Igor Ravasio
L'illuminazione naturale negli spazi abitativi "mansarda":problematiche connesse all'abitabilità delle mansarde storiche torinesi.
Rel. Chiara Aghemo, Valentina Serra, Piergiorgio Tosoni. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2004
Abstract
L'inversione di tendenza, che si è sviluppata nell'arco del XX secolo, nei confronti dell'ambiente "sottotetto" e la nuova concezione dell'utilizzo dello spazio ha sancito il passaggio della mansarda da locale romantico, affascinante ma scomodo per viverci, a luogo privilegiato, vivibile e confortevole. Di conseguenza si associano a questo luogo dell'abitare moderno una serie di problematiche che riguardano l'abitabilità e il rispetto delle normative di qualità ambientale, tra cui quella della luce naturale. Il lavoro di tesi proposto nasce dall'interesse di sviluppare, per l'illuminazione naturale della mansarda,una proposta d'interventi mirati, allo scopo di raggiungere condizioni di benessere visivo, anche in luoghi in cui spesso non vengono rispettati i limiti normativi prescritti a causa di caratteristiche geometriche particolari e di conformazioni spaziali poco dinamiche..
L'articolazione della tesi si compone di tre fasi principali:
> La prima fase rappresenta un momento di indagine conoscitiva articolata in elementi diversi:
Analisi storica dei processi di trasformazione che hanno interessato le mansarde torinesi dalla fine del Settecento ai giorni nostri. Uno studio accurato delle normative che si sono evolute nel tempo e dei Piani Regolatori torinesi è alla base dell'individuazione di tipologie diverse di finiture vetrate delle coperture storiche (es. abbaini in legno, in muratura ecc...), il cui mutamento ha inevitabilmente influenzato anche la forma geometrica della finestra, le sue dimensioni e, di conseguenza, le sue caratteristiche di trasmissione della luce.
Analisi della normativa tecnica in relazione all'illuminazione naturale. L'obiettivo è di mettere in luce lo sviluppo tardivo delle normative, la carenza di legislazione specifica riguardo il controllo del comfort visivo e la necessità da parte delle Amministrazioni di sensibilizzare a una progettazione più attenta alle problematiche dell'illuminazione naturale all'interno di ambienti residenziali, in particolare quelli mansardati. Si da ampio spazio alle nuove normative regionali italiane sul recupero a fini abitativi dei sottotetti esistenti e alle interessanti variazioni, in funzione delle caratteristiche particolari del locale mansardato, proposte da alcune di queste leggi in relazione ai valori minimi consentiti dei parametri d'illuminazione naturale.
Una classificazione tipologica esemplare di mansarde sparse sul territorio torinese, attraverso una ricerca condotta all'Archivio Storico della città Torino. Alla base di tale catalogaziene di casi ci sono attente valutazioni di carattere cronologico e tipologico, nel rispetto delle considerazioni effettuate nel primo passo di analisi storica. In altre parole, questo è il momento di individuazione di casi concreti di mansarde rintracciabili sul territorio, corrispondenti alle tipologie di finestra specificate nel corso dell'analisi storica precedente. Questa raccolta di materiale d'archivio ha portato, attraverso passaggi successivi, alla classificazione di diciotto mansarde rappresentative di sei classi storico-tipologiche di superficie trasparente. A esse sono associate diciotto schede in cui sono raccolti il materiale grafico e le caratteristiche tecniche che richiedono gli attuali Regolamenti edilizi (altezza minima e media), il Fattore medio di luce diurna e il rapporto illuminante rispetto allo stato di progetto storico delle mansarde analizzate.
>La seconda fase è a sfondo progettuale e si propone di fornire alcune linee guida sulla "messa a norma" delle mansarde, in relazione agli indici d'illuminazione naturale previsti dalla normativa. Sono state calcolate le superfici vetrate integrative per il raggiungimento dei minimi prescritti e sono state fatte delle ipotesi teoriche di intervento sulle mansarde classificate attraverso la soluzione tradizionale del "lucernario a raso", che sfrutta la pendenza delle coperture. A essa è affiancata come possibile alternativa in ambienti che lo consentono o, meglio, come sistema integrato per casi particolarmente privi di luce, la soluzione innovativa e tecnologicamente avanzata del condotto di luce tubolare. Per entrambe le tipologie è stata effettuata anche un'analisi di mercato, che ha consentito di formulare ipotesi sul possibile onere di spesa per interventi di "messa a norma" su sottotetti storici.
>La terza fase, la più interessante, consiste in una sperimentazione condotta presso il Centro di Ricerca e Sperimentazione Illuminotecnica (CERSIL) del Dipartimento di Energetica di Torino, con l'utilizzo del Ciclo Artifìcale, su un modello in scala di una mansarda scelta fra le diciotto analizzate. Sono state prefigurate una serie di configurazioni del modello che tenessero conto delle diverse ipotesi di calcolo e progettuali effettuate, in modo da verificare sperimentalmente i dati ottenuti analiticamente. Oltre all'approccio di verifica dei valori di Fattore medio di luce diurna, la fase sperimentale è servita anche per effettuare verifiche sulla profondità della luce in ambiente, attraverso l'utilizzo di soluzioni alternative, al fine di creare un aumento prestazionale della superficie vetrata esistente. Con questo s'intende l'applicazione di mensole inteme tipo "light shelves" che consentano una maggiore penetrazione della radiazione solare in ambiente. Lo scopo è di trovare soluzioni alternative, in mansarde particolarmente difficili, atte a sopperire alla necessità di elevate superfici finestrate per integrare quelle esistenti.
Le conclusioni mettono in luce, da una parte, l'importanza di studi accurati sui parametri e sui metodi di calcolo disponibili, prendendo atto che la mansarda, con le sue peculiarità che la contraddistinguono da un'abitazione comune, è da trattare come ambiente a sé, con una normativa tecnica specifica e attenta alle sue caratteristiche geometriche. D'altra parte si giunge a considerazioni finali riguardo la possibilità di prevedere interventi a "basso impatto" nei confronti delle coperture storiche, applicando soluzioni avanzate di trasporto della luce integrabili nel rispetto delle valenza storica e architettonica del manufatto edilizio.
Relatori
Tipo di pubblicazione
Corso di laurea
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