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Cavigliasso, Emma

DALLA TERRACOTTA ALLA TERRA CRUDA, progetto per il Museo di Tecnologia Preistorica del Centro di Archeologia Sperimentale [a] Torino.

Rel. Piergiorgio Tosoni. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura, 2009

Abstract:

Lo sviluppo sostenibile è un motore di innovazione. Un motore che può promuovere la ricerca e lo sviluppo di nuovi materiali, tecnologie, sistemi, impianti. Tre sono te strade che si devono affrontare: la prima tocca agli architetti ed è diffusa, allargata, individuale, dal basso. È la strada di quelli che definisco Microcosmi eccellenti. Edifici pilota in grado di comunicare, di creare attenzione, di produrre emulazione o almeno discussione, di provocare reazioni. Ognuno nel proprio lavoro quotidiano deve studiare soluzioni, testare nuovi materia/i, misurare l'efficienza, confrontare i risultati, discutere con i colleghi,sporcarsi le mani in cantiere, convincere operai e impresari della qualità di quanto proponiamo. Gli architetti indirizzano il mercato verso l'acquisto di prodotti per l'edilizia. Il momento della scelta attiva una filiera produttiva che può essere distruttiva o invece virtuosa. Dobbiamo spostare avanti la soglia del compromesso, essere esigenti e intransigenti. I microcosmi eccellenti sono edifici belli, a impatto zero, a consumo zero. Si può fare.

Servono architetti coraggiosi.

La seconda strada tocca a chi governa il territorio, gli amministratori, quelli che approvano i piani regolatori, fanno i regolamenti edilizi, rilasciano tutti i giorni nuovi permessi di costruire. A loro spetta il compito di cambiare le regole del gioco. Serve una pianificazione che interrompa l'espansione, l'urban sprawl, la sottrazione di nuovo territorio alla agricoltura e alla natura dando spazio esclusivamente alia riqualificazione, al completamento e alla sostituzione dell'esistente. Servono regolamenti che prevedano per tutti gli editici oggetto di intervento edilizio la riduzione al 50% del consumo energetico derivante da combustibili fossili da subito. Tale riduzione dovrà poi raggiungere il consumo zero nel giro di quindici anni. Si può fare.

Servono amministratori coraggiosi.

La terza strada tocca ai professori quelli che insegnano progettazione architettonica e urbana nelle scuole. A loro spetta di attivare programmi di studi che insegnino la profonda relazione esistente fra natura e progetto e promuovano l'insegnamento di metodi e tecniche per l'impatto zero e il consumo zero in architettura. È necessario che ogni studente di architettura sia consapevole che i propri progetti potranno influire direttamente sull'ambiente continuandone la distruzione o favorendone la salvezza attraverso l'eliminazione dell'uso dei combustibili fossili. Si può fare.

Servono insegnanti coraggiosi

Relatori: Piergiorgio Tosoni
Soggetti: A Architettura > AO Progettazione
A Architettura > AF Edifici e attrezzature per il tempo libero, le attività sociali, lo sport
Corso di laurea: Corso di laurea specialistica in Architettura
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/1437
Capitoli:

Architettura a km zero v

PARTE PRIMA: il contesto

Archeologia sperimentale 2

La comunicazione in archeologia: ii museo e il parco 15

Centro di Archeologia Sperimentale Torino 39

Appunti di preistoria e storia antica di Villarbasse e della

Valsangone 73

PARTE SECONDA: la tecnica

Le costruzioni in terra cruda 75

PARTE TERZA: il progetto

li museo 102

La foresteria 112

Il sistema costruttivo 130

Bibliografia 134

Bibliografia:

ARCHITETTURA A KM ZERO

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