Audit energetico di quattro edifici comunali in Valle d'Aosta
Alex Gaspard
Audit energetico di quattro edifici comunali in Valle d'Aosta.
Rel. Vincenzo Corrado. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (Progettazione Urbana E Territoriale), 2009
Abstract
SOMMARIO
"La tutela dei clima ha i suoi costi, ma la sua mancata protezione è di gran lunga più costosa" . Con queste parole il direttore della Banca mondiale, Nicholas Stern, denunciò le problematiche legate alla forte dipendenza da combustibili di origine fossile e alle sempre maggiori emissioni di inquinanti in atmosfera da parte dei Paesi dell'Unione Europea. In questi ultimi anni, grazie agli obiettivi imposti dal protocollo di Kyoto, è stato emanato un consistente corpus legislativo in materia di efficienza energetica che ha dato avvio ad un sensibile cambiamento nell'approccio al progetto
integrato e al processo edilizio.
Se per quanto riguarda la realizzazione delle nuove costruzioni l'imposizione di
requisiti minimi e di vincoli da rispettare può rappresentare la soluzione al problema, ben più difficile appare l'approccio al patrimonio edilizio storico, che nel nostro Paese si rapporta ad un ampio settore di tessuto edificato.
In questa ottica di recupero del patrimonio edilizio storico e dei restauro in rapporto all'integrazione delle problematiche di efficienza energetica, diviene centrale la figura dell'architetto che, conoscendo le tecniche costruttive e lo stato di conservazione dei materiali esistenti, può definire le linee guida di intervento per rispettare e preservare le caratteristiche storiche dell'architet
tura e al tempo stesso soddisfare le esigenze di efficienza energetica.
Questa tesi prende in considerazione quattro edifici comunali situati in Valle d'Aosta e appartenenti ai Comuni di Ayas, Brusson, Challand Saint Anselme e Challand Saint Victor. Nella prima parte del lavoro è stata eseguita la diagnosi energetica degli edifici per capire il loro "stato di salute" e i fabbisogni energetici ottenuti sono stati confrontati con i dati di consumo reale sia per conferire validità alla diagnosi effettuata sia per evitare possibili sovrastime dei benefici energetici ed economici degli interventi proposti nella seconda parte del lavoro.
Gli interventi proposti in questo lavoro non intendono rappresentare la soluzione ideale ma tracciare delle linee guida di intervento in grado di rapportare le esigenze di riqualificazione energetica al rispetto e alla salvaguardia dei caratteri architettonici degli edifici. I risultati ottenuti dimostrano come la diagnosi energetica finalizzata alla realizzazione di interventi di retrofit energetico possa trasformare un emergenza di carattere energetico, ambientale, economico ed architettonico in opportunità.
Come ormai ben noto, esiste un rapporto binario tra la quantità di CO2 emessa e l'aumento della temperatura in atmosfera: nel XX secolo la temperatura media dell'aria è aumentata di 0,8°C, mentre si prevede, se il trend dei consumi e della produzione energetica non cambia, un aumento di 5,8°C nel 2100.11 settore edilizio, inteso nella sua globalità (produttivo, residenziale e terziario), è causa del 41 % dei consumi energetici planetari. II settore edilizio quindi è, insieme a quello dei trasporti, quello più responsabile rispetto al problema delle emissioni nocive e quello che richiede più urgenza per intervenire. Si stima, infatti, che solo con alcuni interventi di riqualificazione energetica (ad esempio: miglioramento dell'isolamento, efficienza degli impianti e delle utenze, dispositivi bioclimatici) si possono ottenere aumenti dell'efficienza degli usi finali, e quindi risparmio energetico, del 20-40%. La ricetta per ottenere concreti risultati è costituita da un approccio progettuale completamente nuovo: da una parte individuare le soluzioni che riducono i consumi senza intaccare la qualità interna dell'ambiente costruito, dall'altra trasformare l'edificio in sedi di produzione autonoma e decentrata di energia, sia attraverso sistemi di microcogenerazione, sia grazie all'utilizzo delle superfici esterne in grado di convertire l'energia del sole in calore o energia elettrica. Su questi presupposti da qualche decennio è nata una articolata sensibilità, che si è trasformata via via in vera e propria disciplina, destinata ad esplorare le potenzialità della qualità ambientale nel settore edilizio. Infatti è ormai consolidata la necessità che la progettazione architettonica, come già accennato, debba essere basata sul requisito dei minimizzare l'impatto dell'edificio sugli equilibri naturali e sul contenimento dei consumi energetici. Tale convinzione evidenzia la necessità di adottare criteri progettuali che consentano di affrontare contemporaneamente ai problemi architettonici anche gli aspetti energetici, di impatto ambientale e di confort interno. Ciò costituisce una radicale innovazione rispetto all'approccio progettuale convenzionale, caratterizzato da fasi temporalmente diverse e spesso tra loro incomunicanti, in cui vengono affrontati i diversi problemi. L'edificio venivap rima definito a livello architettonico, poi affrontati i problemi termotecnici e verificate le prestazioni energetiche, infine venivano individuate le eventuali soluzioni e, se necessario, apportate le modifiche alla struttura dell'edificio per ottenere i requisiti richiesti o per attenersi alle prescrizioni della normativa vigente. La "cultura energetica' in ambito progettuale va intesa come cognizione di tutti i fenomeni energetici interni ed esterni all'edificio, come conoscenza di materiali e tecnologie che ottimizzino le risorse termiche già presenti nell'ambito della costruzione e, non ultimo, come sensibilità sull'utilizzazione di risorse energetiche rinnovabili. Il perseguimento del risparmio energetico non deve costituire, come spesso si è pensato, una ragione per giustificare progetti mediocri, ma deve al contrario sostenere e ispirare nuovi orizzonti di creatività e di linguaggio architettonico.
L' andamento dei consumi di energia in Valle d'Aosta è risultato in aumento negli ultimi anni. Questo fabbisogno è coperto per circa il 60% da importazioni,
con una notevole spesa che grava sul bilancio commerciale della nostra regione.
La ripartizione dei consumi di energia per settore effettuata nel 2006 evidenzia come i settori maggiormente energivori siano quello civile 40% dove si consumano circa tonnellate equivalenti di petrolio (tep) all'anno e quello dei trasporti
mentre il restante 20% è riferito al comparto industriale e circa il 2% all'agricoltura.
Mentre il settore industriale è svincolato da una qualsiasi tipo di coscienza personale legata alla riduzione delle emissioni ed il settore dei trasporti dipende dall'utilizzo dei mezzi e dalle condizioni di traffico, il settore legato all'edilizia è quello che presenta i maggiori margini di miglioramento. Ad oggi in Valle d'Aosta il riscaldamento residenziale infatti produce 350.000 tonnellate di CO2 all'anno, valore che corrisponde circa al 50% delle emissioni complessive, di CO2. E' emerso, attraverso una campagna di rilievo termografico effettuata dall'ARPA, come il patrimonio edilizio valdostano sia nella maggior parte dei casi inefficiente dal punto di vista energetico e che non sia in grado di soddisfare i parametri dettati dalla normativa vigente.
Esaminando più in dettaglio i consumi finali per tipologia di fonte energetica si osserva una forte predominanza dei prodotti petroliferi ed un aumento negli ultimi anni nell'utilizzo di metano ed energia elettrica. La voce "rinnovabili" comprende solare termico e biomasse: i bilanci energetici, infatti, non distinguono a livello di consumi la fonte di produzione dell'energia elettrica.
La Regione a fronte di questa situazione ha negli ultimi anni intrapreso quattro filoni principali di azioni : la sostituzione dei combustibili, l'uso razionale dell'energia, il risparmio energetico, l'impiego delle fonti rinnovabili.
Gli interventi volti unicamente alla sostituzione dei combustibili comportano
esclusivamente un beneficio ambientale, si può infatti osservare che i combustibili gassosi presentano delle emissioni più limitate.
Per quanto riguarda gli interventi volti all'uso razionale dell'energia possiamo citare tecnologie come la cogenerazione che consiste nella produzione
contemporanea di calore ed elettricità o le pompe di calore in grado di prelevare calore all' ambiente esterno per erogarlo all'impianto termico. La nostra regione, proprio per le sue caratteristiche peculiari, rappresenta un ottimo campo di applicazione di queste tecnologie.
Il risparmio energetico si riferisce invece a tutti quegli interventi volti alla riduzione dei consumi per esempio interventi di coibentazione degli edifici, la sostituzione dei serramenti, l'impiego di elettrodomestici a elevata efficienza, di lampade a basso consumo.
L'impiego di fonti rinnovabili, che sul lungo periodo costituiranno la sola risorsa energetica a disposizione, è stato oggetto di numerosi studi e applicazioni negli ultimi anni. Le fonti che presentano il maggiore interesse sono il solare termico, le biomasse ed il mini e micro idroelettrico.
Gli impianti solari termici,grazie alla notevole insolazione della nostra Regione dovuta alla particolare limpidezza dell'atmosfera, permettono una copertura del 60-70% dei fabbisogno di acqua calda sanitaria e 30-50% dei fabbisogni di riscaldamento. Le località di montagna sono infatti particolarmente favorite da quest'ultima opzione; in effetti in quota la necessità di riscaldamento è distribuita lungo tutto l'anno solare consentendo un maggiore sfruttamento dell' impianto solare, che può essere utilmente impiegato anche per le funzioni di antigelo nel periodo invernale.
La realizzazione di impianti alimentati a biomassa non può prescindere dalla
realizzazione di una filiera aree agro-forestale che se realizzata impiegando
aree marginalizzate e ormai abbandonate dall'agricoltura tradizionale consentirebbe ulteriori benefici quali il recupero della fruibilità, il presidio del territorio atto a Prevenire fenomeni di dissesto idrogeologico, la creazione di posti di lavoro.
Infine il mini e micro idroelettrico consiste nello sfruttamento degli acquedotti e delle reti di irrigazione per la realizzazione di impianti idroelettrici di piccola potenza ma caratterizzati da un ridottissimo impatto ambientale, poiché si sfruttano captazioni e canalizzazioni già esistenti, con sensibili benefici economici per Comuni, Comunità Montane e Consorzi.
Relatori
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