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Rigoni, Elisa Gianna

L'opera di Pietro Campora (1920-2007) nel quadro dell'architettura contemporanea.

Rel. Guido Montanari. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (progettazione urbana e territoriale), 2008

Abstract:

Pietro Campora, laureatosi in Architettura al Politecnico Milano nel '53 col preside e docente di composizione architettonica Piero Portaluppi, era della stessa generazione di Giancarlo De Carlo e Vittoriano Vigano, anche loro laureatisi a Milano, di Gino Valle e Marcello D'Olivo, laureatisi allo Iuav di Venezia dove preside era Giuseppe Samonà e vi insegnavano, tra gli altri, Carlo Scarpa e Bruno Zevi, di Leonardo Ricci e Leonardo Savioli, che a Firenze seguivano la scuola michelucciana. In Italia nel '45 Zevi pubblicava Verso un'architettura organica, che sul retrocopertina recava una foto della casa sulla cascata e faceva scoprire Wright a quella generazione di architetti che in Italia si sarebbe occupata della ricostruzione. Lo stesso anno sempre Zevi fondava "L'architettura: cronache e storia", organo diffusore della cultura organica in Italia, l'unica rivista di cui Campora ha collezionato tutti i numeri fino al 2005 l'anno della sua chiusura. In Inghilterra nel '54 i fratelli Alison e Peter Smithson, con la realizzazione della scuola a Hunstanton, sostenuti da Reyner Banham, venivano acclamati capiscuola del "New Brutalism", unico movimento che, secondo il critico inglese, era in grado di rivitalizzare le tesi del Movimento Moderno, entrato in crisi alla fine degli anni '50. Pochi anni dopo, nel '59, alla fine dei CIAM seguiva la fondazione del Team X, di cui, oltre agli Smithson, Jacob Bakema, Aldo van Eyck, faceva parte anche l'italiano Giancarlo De Carlo. In questo contesto si è sviluppata l'opera di Pietro Campora. L'intenzione è stata quella di seguire il suo percorso artistico nel tracciato delle esperienze culturali e architettoniche che hanno caratterizzato in particolare gli anni '50 e '60. Dagli anni '50, gli anni delle prime realizzazioni, fino alla fine degli anni '90, decennio in cui l'architetto si è dedicato più che altro ai concorsi di idee, in occasione dei quali sono emersi spunti creativi molto interessanti.

Le correnti che più hanno influenzato Campora durante il suo itinerario artistico sono state principalmente il costruttivismo russo, il razionalismo, il brutalismo e l'organicismo. Individuare il peso e le commistioni tra queste tendenze è stato l'intento di questa tesi.

Una prima fase del lavoro si è incentrata sulla raccolta del materiale riguardante i progetti e le realizzazioni di cinquantanni di attività professionale dello studio Campora. Per un primo elenco provvisorio dei progetti è stata utile la lettura dei trenta numeri del notiziario "Ieri-Oggi-Domani", redatto dall'architetto e dai collaboratori dello studio di

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camporiana sono messi a confronto con le architetture degli autori contemporanei italiani dove vengono introdotte soluzioni analoghe o varianti al medesimo elemento. Nel terzo capitolo della parte di analisi, Principali schemi compositivi nei progetti delle chiese, si sono messi a confronto i disegni di studio delie chiese progettate da Campora con i progetti e le realizzazioni di un autore molto apprezzato dall'architetto bronese, Giovanni Michelucci.

In conclusione, l'obiettivo principale di questo lavoro è stato trovare il file rouge che ha legato esperienze che si sono compiute in tempi e luoghi diversi ma sono confrontabili sulla base di una ricerca progettuale comune. Ad esempio si è ragionato sul legame che sussiste tra i costruttivisti russi e i razionalisti italiani, tra i'opera tarda di Le Corbusiere quella dei bruta listi inglesi, delle commistioni tra il movimento brutalista e quello organico nell'opera degli italiani De Carlo e D'Olivo, poiché sì è ritenuto che le soluzioni progettuali proposte fossero le più vicine, dal punto di vista compositivo, a quelle camporiane. Il secondo tipo di confronto è avvenuto tra le architetture di autori della stessa generazione, esponenti di alcune delle scuole italiane di architettura più interessanti del secondo dopoguerra, le scuole torinese, milanese, veneziana e fiorentina. Si sono messe a confronto le opere di Albini, Gardella, Mollino, Michelucci, e dei loro allievi, Vigano, De Carlo, D'Olivo, Valle, Ricci e Savioli, per rintracciare il quadro nel quale si è mosso il nostro architetto.

Lo studio di questo autore del secondo dopoguerra, seppure non centrale nel dibattito architettonico, è stato utile per ricostruire il contesto in cui si è trovato ad operare e a definire gli elementi caratterizzanti il linguaggio compositivo degli anni Cinquanta e Sessanta in Italia.

Relatori: Guido Montanari
Soggetti: A Architettura > AS Storia dell'Architettura
Corso di laurea: Corso di laurea specialistica in Architettura (progettazione urbana e territoriale)
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/1358
Capitoli:

Indice

Introduzione

ANALISI CRITICA DELLE OPERE

1. Commistioni tra tendenze del Movimento Moderno 12 1.1 Tra costruttivismo russo e razionalismo

1.2 Tra razionalismo e brutalismo

1.3 Tra brutalismo e organicismo

2. Elementi compositivi ricorrenti

2.1 Volumi scatolari aggettanti in cemento armato

2.2 Travi a ginocchio in cemento armato

2.3 Evidenziazione del nodo trave-pilastro

2.4 Coronamento a sbalzo

2.5 Portale esterno

2.6 Altri elementi compositivi

3. Principali schemi compositivi nei progetti delle chiese

II. REGESTO DELLE OPERE

III.BIOGRAFIA

IV.IV. APPARATI

1. Premi ricevuti

1.1 Ai concorsi di architettura

1.2 Alle mostre di pittura

2. Mostre di pittura

3. Scritti di Pietro Campora

4. Trascrizioni

4.1 Progetti realizzabili, ma non realizzati, [2001]

4.2 Pietro Campora. Opere progettate e non costruite, [2001]

4.3 Pietro Campora. Principali opere costruite, [2001]

4.4 Doni dell'Architetto Pietro Campora, [2001]

4.5 Citazioni dagli scritti

5. Biblioteca personale

5.1 I testi

5.2 Le riviste

6. Bibliografia

6.1 Riferimenti generali

6.2 Articoli sulle mostre di Pietro Campora

6.3 Articoli sulle opere di Pietro Campora

Bibliografia:

assente

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