I simboli dell'architettura giapponese
Andrea Francesco Mazzone
I simboli dell'architettura giapponese.
Rel. Anna Marotta. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2008
Abstract
INTRODUZIONE
Il mondo orientale, ed il Giappone in particolare, ha avuto sempre un
grande fascino su di me, fin da quando ero bambino, attratto in primo
luogo dai numerosi anime giapponesi che invasero le nostre televisioni qualche decennio fa. Poi il mio interesse un po' per volta è aumentato e si è allargato, diventando sempre più affascinato da questo mondo così lontano, misterioso e a me sconosciuto. Una volta terminato il mio corso di studi in architettura, purtroppo, mi sono accorto di non aver praticamente mai toccato il mondo giapponese.
Ritengo però che l'architettura giapponese, e il Giappone tutto, sia una realtà del mondo moderno che non vada trascurata. Soprattutto mosso da questo mio desiderio personale di conoscenza, ho deciso di scegliere l'architettura in Giappone come mio argomento di tesi, cercando nel mio piccolo di dare un contributo alla scoperta di questo mondo e dei suoi simboli nell'architettura. Proprio all'individuazione di questi simboli è finalizzata la mia tesi, consistente nel dimostrare come oltre all'aspetto funzionale ed estetico di un giardino, di un tempio o di una casa, ci sia sempre un lato nascosto, per quanto piccolo e difficile da cogliere possa essere, nascosto magari in una lice pietra o addirittura nel vuoto, che ha dentro di sé profondi significati legati alle religioni, alla cultura e alla vita stessa del Giappone. Inoltre vorrei dimostrare come dietro all'apparente caos con spesso noi occidentali immaginiamo il mondo orientale, ci sia appunto qualcosa di razionale, complesso, semplicemente da decifrare. Per poter arrivare all'analisi dei vari simboli (i quali sono solo una piccola parte di quelli che si potrebbero ulteriormente studiare) che ho trovato sul mio percorso, mi sono dovuto fornire delle basi necessarie per la loro individuazione e comprensione. Pertanto, dopo un capitolo con brevi accenni alla storia del Giappone, segnata principalmente da alternanti periodi di chiusura e di apertura verso gli altri paesi, ma anche da continue distruzioni naturali e belliche a cui seguirono pronte ricostruzioni, ho analizzato, nel capitolo successivo, le principali religioni presenti in questo paese, religioni che costituiscono proprio le matrici, le basi, da cui i simboli traggono i propri significati. Essendo mio lavoro anche interessato ad un rapporto tra antico e moderno, per vedere se simboli della tradizione nipponica sono ancora presenti al giorno d'oggi, o se eventualmente sono stati influenzati o addirittura "soppiantati dalle nuove tecnologie, il quarto capitolo verte sull'analisi di due città: Kyoto e Tokyo. Emerge che la prima di queste due, che è e la capitale storica del paese, può quasi essere vista come una "occidentale", "regolare", in cui è possibile mettere in risalto certi architettonici come elementi di riferimento della città intera.
la seconda, la capitale odierna, è l'opposto, così immensa nella sua totalità e così disorientante al nostro occhio. Successivamente,
'zoommando" sempre più, ed entrando un po' di più nel dettaglio e nella piccola scala, mi soffermerò sui santuari shintoisti, sui templi buddhisti, e sui giardini, cioè i luoghi con una più ricca simbologia, mettendo in evidenza le componenti e le trasformazioni principali di questi spazi architettonici nel corso dei secoli. Aver esaminato queste due differenti città è servito anche a scoprire come certi elementi simbolici presenti nei giardini, ad esempio, si possano ritrovare nella grande scala di queste metropoli, come il "vuoto" centrale di Tokyo. Gettate queste "basi", nei due capitoli successivi, passo proprio all'individuazione dei simboli, dapprima nei luoghi storici e tradizionali del Giappone, poi in quelli più moderni. Tra questi due capitoli nascono dei legami quando uno stesso simbolo del primo capitolo viene ripreso nel secondo dei due capitoli, approfondendone o mettendo in evidenza altri significati.
Le pagine conclusive di questo mio lavoro sono infine occupate dalle schede dei vari simboli individuati in precedenza, mettendo in evidenza significante/i, significato/i e matrici culturali-religiose. Questi simboli, una volta identificati, verranno ulteriormente classificati in altre schede per poterli suddividere in gruppi in base alla loro appartenenza ad elementi naturalistici, architettonici ed altri ancora, secondo il criterio di suddivisione adottato dalla prof.ssa Anna Marotta e dal suo assistente Marco Bailo sulla classificazione dei tipi di decorazione.
Relatori
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