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Ferrero, Alessandra

Riqualificazione a museo della villa Bischoffsheim di Charles Garnier a Bordighera.

Rel. Sergio Santiano, Paolo Bertalotti. Politecnico di Torino, Corso di laurea in Architettura, 2008

Abstract:

L'Ottocento fu un secolo particolarmente fervido. Fu il secolo di Napolec

Bonaparte, del congresso di Vienna, dell'affermarsi della Rivoluzione industrie

della tecnologia, del liberismo e del capitalismo, del commercio internaziona

dello sviluppo urbano, del socialismo e del positivismo.

In campo letterario dominò il Romanticismo, in quello artistico l'Impressionisrr

Tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, la rivoluzione industriale

Inghilterra, la rivoluzione francese e il periodo napoleonico, avevar

profondamente trasformato la situazione economica, politica e sociale dell'Eurof

occidentale.

La seconda metà dell'Ottocento fu l'epoca dell'egemonia incontrastata della class

borghese e dello sviluppo industriale, grazie ai quali si accelerò la crescit

economica e mutarono i rapporti tra le classi sociali.

Il sistema economico industriale era ormai radicato, e il grande capitali

indirizzava le scelte della politica interna ed estera: l'espansione coloniale l'imperialismo erano visti come espressioni naturali del capitalismo e come

opportunità di instaurarlo su scala mondiale.

Le grandi potenze europee (Inghilterra, Francia, Germania e Russia ) estesero i

loro domini negli altri continenti alla ricerca di nuovi mercati e materie prime. Le

rivalità tra queste potenze provocarono tensioni sempre più forti, fino allo scoppio

della Prima Guerra Mondiale. E anche in campo artistico, contro l'uniformità

della cultura imposta nel periodo napoleonico, ciascuno stato volle valorizzare la

propria storia.

Nacque in quel periodo in Germania e si diffuse in Europa il Romanticismo. Anche la poesia espressa mediante la pittura manifestò con impeto convinto le sue istanze, abbandonando le forme del Neoclassicismo per liberare lo stile che meglio mostrava le profondità emotive dell'individuo.

La Francia, visse alla fine del XVIII secolo una crisi politica senza precedenti. Napoleone prese il comando delle truppe per la campagna d Italia nel 1796, durante la quale emersero le sue doti di stratega e Capo di Stato. Nel 1799 con

un colpo di stato abbatté il Direttorio assumendo il potere quasi assoluto. Da quel momento si susseguirono una serie di riforme riguardanti la giustizia e l'amministrazione francesi, fino ad arrivare al 1801, anno in cui venne firmato il concordato con Pio VII che metteva la Chiesa al servizio del Regime.

Nel 1804 si fece nominare Imperatore dei Francesi sotto il nome di Napoleone I, e l'anno successivo divenne Re d'Italia. Il regime stabilito proseguì, sotto suo impulso, riforme e modernizzazione: insegnamento, urbanismo, economia, arte, legislazione ...

Contemporaneamente l'Imperatore doveva fronteggiare numerosi conflitti bellici: la battaglia di- Trafalgar, dove venne sconfitto dall'Inghilterra, le campagne Austro-Russe, la conquista della Prussia. Nel 1812 la Grande Armata di Napoleone invase la Russia a seguito delle ostilità con lo Zar Alessandro I.

Purtroppo per la Francia, la campagna si rivelò fallimentare e diede il via al "risveglio dell'Europa orientale" che invase Parigi nel 1814, costringendo l'Imperatore ad abdicare in favore di suo figlio e a rinunciare alla totalità dei suoi poteri.

Nei due anni successivi, l'Europa vide ciò che fu il Grande Impero di Napoleone dividersi nel corso del Congresso di Vienna.

Con Napoleone III imperatore, la Francia vive una stagione di straordinaria prosperità economica, un fattore che permise di ricostituire un'altrettanto formidabile macchina bellica. In breve si rivisse il sogno che già fu di Napoleone Bcnaparte: la Francia grande potenza egemone europea. L'euforia e la grandeur trovarono perfetta corrispondenza anche negli arredi che caratterizzarono il Secondo Impero.

Intorno alle metà del XIX secolo intellettuali, economisti e politici si trovarono di fronte alla realtà della città industriale: malsana, degradante, brutta. Questo spettacolo caratterizzò tutte le grandi città europee dell' ancien regime che si erano trasformate in fretta diventando enormi agglomerati a causa dell'avvento dell'industria. Anche la borghesia, grazie al trionfo della quale nacque la città industriale, trovava disagevole e frustrante abitare una città male organizzata e insana. Dalla presa di coscienza dei difetti di questo modello di città nacque

l'urbanistica moderna ad opera di igienisti, ingegneri, imprenditor; amministratori pubblici che cercarono di migliorare le condizioni di vita urbana. Grazie a Napoleone III e al prefetto George-Eugène Haussman, Parigi subì un* modernizzazione che toccò numerosi aspetti: è proprio in questa città che venne progettato e realizzato il primo piano regolatore.

L'opera di Haussman prevedeva un'imponente serie di lavori che stravolsero l'aspetto di Parigi e che caratterizza ancora oggi la città; il nuovo piano urbanistico prevedeva una nuova maglia di strade ampie e rettilinee, costruite dopo lo sventramento della città medievale, ossia dei quartieri popolari, da sempre focolai di epidemie e di rivolte, grazie alle quali lo scorrimento del traffico e il controllo militare erano resi più semplici. Era un tracciato urbanistico che ebbe successo per la coerenza di ogni sua parte con i principi ispiratori, e che rifletteva le istituzioni dello Stato borghese centralizzato e autoritario; quello francese del Secondo impero in particolare, ma il sistema è comune anche ad altre potenze, come l'Austria o la Prussia di Bismarck.

Allo stile architettonico dell'eclettismo fu richiesto di rivestire gli edifici della città borghese, i quali includevano nuove tipologie collettive (stazioni, mercati, esposizioni, magazzini ecc.) e parimenti applicano moderne tecnologie costruttive (ferro, cemento armato) e impiantistiche (telefoni, ascensori ecc.). Il caso di Parigi diventò in breve modello europeo: la borghesia si riconosceva nei suoi scopi e nelle sue forme. La regolarità dei viali, l'ordine, l'efficienza delle reti di servizio, il decoro delle facciate, la funzionalità e la conveniente dislocazione degli edifici collettivi esprimevano appieno gli ideali borghesi: fiducia nella stabilità e nella durata del sistema economico, nella moralità del profitto, nella "bontà" del progresso dimostrata dagli effetti della tecnica sul miglioramento delle condizioni di vita.

Tali ideali sono da ricondurre alla diffusione del pensiero positivista, che, applicando i metodi e i risultati delle discipline scientifiche allo studio della società, tendeva a identificare il progresso con un ordine naturale, che procedeva senza turbamenti; in questa chiave diventarono necessarie anche le sue conseguenze, quali da un lato il sostegno allo sviluppo culturale delle classi più deboli, controllandone però l'emancipazione sociale, e dall'altro l'imperialismo e i conflitti tra le potenze per garantire l'espansione economica del grande capitale. Verso la fine del secolo il positivismo entrò in crisi, parallelamente all'ascesa del proletariato urbano e all'emergere di una cultura decadente tra gli intellettuali; la città borghese adottò le forme dell'Art nouveau, uno stile decorativo moderno e raffinato che riassumeva in sé le contraddizioni derivanti dall'incontro tra queste due componenti.

Nella seconda metà dell'Ottocento quasi tutte le città europee avevano seguito il

modello di Parigi adottando larghi viali alberati, reti fognarie, infrastrutture,

grandi piazze, parchi pubblici ...

Queste trasformazioni avvennero grazie a un nuovo strumento legislativo: il piano regolatore e di ampliamento. Questo piano nacque per tutelare l'igiene pubblica ma finì per favorire anche le speculazioni sul valore sei suoli in quanto la borghesia aveva il potere di orientare le decisioni di gestione collettiva verso gli interessi privati.

Uno studio per contrastare questa tendenza è quello sulle città-giardino, che riprendevano le proposte del socialismo utopistico del primo Ottocento cercando di eliminarne i caratteri irrealizzabili. Il movimento delle città-giardino ipotizza una città concentrica il cui centro sia occupato da parchi e residenze, mentre le fasce esterne dal terziario, dall'industria e dall'agricoltura. Ma il modello restò irrealizzato influenzando al massimo delle strutture di quartiere.

Relatori: Sergio Santiano, Paolo Bertalotti
Soggetti: G Geografia, Antropologia e Luoghi geografici > GF Italia
A Architettura > AF Edifici e attrezzature per il tempo libero, le attività sociali, lo sport
R Restauro > RA Restauro Artchitettonico
Corso di laurea: Corso di laurea in Architettura
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/1228
Capitoli:

Sommario 1

INQUADRAMENTO STORICO 2

L'ECLETTISMO 7

LA VITA 16

L'ATTIVITÀ'IN RIVIERA: 33

VILLA BISCHOFFSHEIM 62

NASCITA ED EVOLUZIONE DEL MUSEO 76

LE CASE-MUSEO: 84

IL MUSEO PERFETTO 87

LA COLLEZIONE 97

TAVOLE DEL COMUNE 142

FOTOGRAFIE 166

APPENDICE 181

BIBLIOGRAFIA 202

Bibliografia:

ALESSANDRA MUNTONI, Lineamenti di storia dell'architettura contemporanea, LATERZA, Roma 1997.

SERGIO SANTIANO, Il teatro del museo del mondo e il museo del teatro del mondo, CELID, Torino, 1995.

JEAN LUCIEN BONILLO, Les Riviera de Charles Gamier et Gustave Eiffel, IMBERNON, Marsiglia, 2005.

ANDREA FOLLI, GISELLA MERELLO, Charles Gamier e la Riviera, ERGA, Genova, 2000.

ALESSANDRA MOTTOLA MOLFINO, Il libro dei musei, ALLEMANDI, Torino, 1998.

ALESSANDRA MOTTOLA MOLFINO, L'etica dei musei, ALLEMANDI, Torino, 2004.

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