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Forges, Valeria

Il problema della ripartizione delle spese di riscaldamento negli edifici condominiali: metodi e strumenti di contabilizzazione.

Rel. Marco Filippi, Stefano Paolo Corgnati. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (costruzione), 2008

Abstract:

"I reperti archeologici sembrano suggerire che l'uomo può sopravvivere, senza assistenza,

praticamente in tutte le parti della terra che adesso sono abitate, fatta eccezione per quelle

aride e quelle fredde. Ma solo questo; per progredire ha bisogno di benessere e comodità

maggiori. Mentre la teoria, la storia e l'insegnamento dell'architettura continuavano

presuntuosamente a considerare la struttura come sufficiente per il controllo dell'ambiente, il

genere umano ha sempre saputo dall'esperienza che una struttura senza assistenza diventa

inadeguata."1

In passato l'uomo, non disponendo di sistemi tecnologici ed impiantistici, per regolare a suo piacimento le condizioni di comfort all'interno degli ambienti che abitava, ha maturato, nel costruire le sue dimore, una notevole consapevolezza e sensibilità ambientali. Si stabiliva così un rapporto che massimizzava l'uso di risorse rinnovabili, l'apporto dell'irraggiamento solare, del vento e, in generale, di tutti i fattori climatici locali, ai fini del raggiungimento di un'accettabile condizione abitativa degli spazi confinati.

Se fino al secolo scorso, infatti, si realizzavano edifici nei quali le pareti erano di spessore notevole, si avevano finestre di dimensioni modeste e schermate e soffitti sufficientemente alti e ricoperti da tetti e volte, e tutto costituiva una efficace protezione rispetto alle condizioni esterne, l'aver modificato lo spessore delle pareti, introdotto grandi superfici vetrate, hanno fatto ritrovare l'ambiente abitabile molto esposto alle condizioni esterne ed ha imposto parallelamente un impegno sempre maggiore e più sofisticato degli impianti tecnologici. L'introduzione della tecnologia impiantistica ha permesso la correzione di problemi legato al comfort dell'ambiente interno ed è andato a sostituire il ruolo dell'involucro fino ad arrivare ad un punto di non ritorno in cui l'edificio non può esistere senza un sempre più controllo meccanico delle condizioni climatiche interne.

L'apporto impiantistico, d'epoca moderna e contemporanea, ha comportato la perdita di questo importante patrimonio culturale, producendo inoltre architetture con elevate emissioni di inquinanti e ingenti sprechi energetici, dovuto all'abuso di soluzioni tecnologiche di controllo microclimatico, fondate sostanzialmente sull'uso di fonti energetiche d'origine

fossile.

E' stato stimato che il settore dell'edilizia nei paesi industrializzati impiega circa il 40% delle

risorse energetiche e dei materiali ed è responsabile del 40% delle emissioni di C02 in questi

paesi.

In Italia il consumo energetico degli edifici ammonta a 84 milioni di tep (tonnellate di petrolio

equivalente), cioè circa il 45 % del fabbisogno nazionale; di questi 84 milioni di tep circa 70

riguardano l'esercizio degli edifici, mentre i restanti riguardano la loro costruzione.

Peraltro gli edifici che incidono maggiormente in termini di usi finali attribuibili al settore civile

sono quelli a destinazione d'uso residenziale (responsabili del 70 % del consumo). Di questo

consumo energetico iM5 % è sottoforma di energia elettrica mentre 1*80 % sotto forma di

energia termica per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria.

Ogni anno, in Italia, per riscaldare le nostre abitazioni bruciamo circa 14 miliardi di metri cubi

di gas, 4,2 miliardi di chilogrammi di gasolio, oltre a 2,4 milioni di tonnellate di combustibili

solidi, soprattutto legna e un po' di carbone. Così facendo si riversano nell' aria circa 380.000

tonnellate di sostanze inquinanti come ossidi di zolfo e di azoto, monossido di carbonio,

ecc..

Oltre alle sostanze propriamente dette inquinanti, si riversano nell'atmosfera anche più di 40

milioni di tonnellate di. anidride carbonica (C02): questa; come è noto, contribuisce al

formarsi del così detto "effetto serra" causando l'innalzamento della temperatura media del

nostro pianeta. Il riscaldamento è, dopò il traffico, la maggiore causa dell'inquinamento delle

nostre città.

In termini economici, il nostro Paese deve spendere globalmente oltre 12 milioni di Euro per

l'acquisto all'estero dell'energia, ed ogni famiglia italiana spende, in media oltre 500,00 Euro

l'anno per riscaldarsi.

E' ormai diffusa la consapevolezza nel mondo che occorra correggere lo squilibrio energetico

dell'edilizia contemporanea.

Tra le varie iniziative la Comunità Europea ha emanato la Direttiva 200291/CEE che, in

accordo con il Protocollo i Kyoto, delinea per gli Stati Membri le azioni da intraprendere al

fine di ottenere una sostanziale diminuzione del fabbisogno di energia destinata all' esercizio

degli edifici.

Il lavoro sviluppato nel seguente elaborato tratta il confronto tra il fabbisogno energetico degli appartamenti di un edificio condominiale dotato di impianto di riscaldamento centralizzato e il consumo reale degli stessi e la proposta di un metodo di ripartizione dei suddetti consumi basati sulla contabilizzazione individualizzata presente nel condominio oggetto di studio.

Per il calcolo del fabbisogno energetico dei singoli appartamenti sono stati utilizzati i software di calcolo DOCET e CENED. L'analisi dei risultati ottenuti ha comportato un confronto tra i fabbisogni dei vari appartamenti e una critica ai software stessi. In seguito detti fabbisogni sono stati confrontati i fabbisogni con i consumi reali del condominio. Dal momento che questo è dotato di sistemi di contabilizzazione individualizzata de calore, è stato quindi proposto un metodo per la ripartizione dei consumi che è stato confrontato con quello definito dalla normativa italiana in merito (UNI 10200) e il tutto è stato messo ulteriormente a confronto con le ipotetiche bollette calcolate secondo il metodo delle tabelle millesimali (ripartizione dei costi tradizionale, senza contabilizzazione individuale dei consumi) per sottolineare la differenza di spesa dei condomini.

Relatori: Marco Filippi, Stefano Paolo Corgnati
Soggetti: S Scienze e Scienze Applicate > SH Fisica tecnica
SS Scienze Sociali ed economiche > SSE Scienze economiche
A Architettura > AD Bioarchitettura
Corso di laurea: Corso di laurea specialistica in Architettura (costruzione)
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/1225
Capitoli:

Introduzione � 1

1. La presa di coscienza della "questione energetico/ambientale" 4

2. Aspetti normativi e legislativi 8

2.1.Evoluzione legislativa in Italia dal 1976 al 2005 8

2.2.La nuova legislazione energetica nazionale 11

2.3.La Legge Finanziaria 15

2.4.La legislazione energetica nazionale 17

2.4.1 La Regione Piemonte 17

2.4.2. Altre regioni 20

3. La certificazione/qualificazione energetica 35

3.1.Aspetti legislativi e normativi 36

3.2.Le iniziative di tipo volontario 42

4. La contabilizzazione delle spese di riscaldamento 50

4.1.Riferimenti legislativi 50

4.2.Sistemi di regolazione della temperatura in ambiente 53

4.3.Strumenti per la regolazione della temperatura 57

4.4.Impianti autonomi e impianti centralizzati 68

4.5.Strumenti per la contabilizzazione del calore 72

4.5.1.Strumenti per la contabilizzazione diretta del calore 73

4.5.2.Strumenti per la contabilizzazione indiretta del calore 79

5. Metodi per la ripartizione delle spese di riscaldamento 85

5.1.Ripartizione dei costi in base alle tabelle millesimali 86

5.2.Ripartizione dei costi in base al reale consumo : la norma UNI 10200 87

5.2.1. Procedimento di calcolo 88

5.3. Ripartizione dei costi : metodo svizzero 95

5.3.1. Aspetti fondamentali del CIRS 96

6. Caso studio : il condominio "Bellavista" 101

6.1.Descrizione 101

6.2.Definizione del volume riscaldato 102

6.3.Definizione della caratteristiche termofìsiche dell'involucro 102

6.4.Definizione delle caratteristiche dell'impianto di riscaldamento 103

6.5.Procedimento di analisi 103

6.6.Implementazione in DOCET dei dati del condominio "Bellavista" 104

6.7.Implementazione in CENED dei dati del condominio "Bellavista" 108

6.8.Analisi di sensibilità dei risultati di fabbisogno energetico 113

6.8.1 Confronto dei rìsultati ottenuti con i due modelli di calcolo 114

6.9. Confronto dei risultati tra gli appartamenti 121

6.9.1.Appartamenti con SA/ uguale 121

6.9.2.Appartamenti con SA/simile 127

6.9.3.Appartamenti con superfìcie utile uguale e SA/diversa 132

6.10. Analisi dei dati di consumo relativi alla stagione di riscaldamento

2007/2008 e confronto con i fabbisogni teorici 140

6.11Ripartizione delle spese di riscaldamento, confronto tra i metodi esistenti 144

6.12Considerazioni finali 151

7. Proposta di un metodi di ripartizione delle spese di riscaldamento 154

7.1Applicazione della procedura al caso studio 159

7.2Conclusioni 170

Appendice A- Metodo di calcolo DOCET 171

Appendice B- Metodo di calcolo CENED 186

Allegato 1 - Abaco dei componenti opachi e finestrati del condominio "Bellavista" 204

Allegato 2 - Tabelle dei componenti opachi e finestrati utilizzati in DOCET e CENED.... 211

Allegato 3 - Schede appartamenti 217

Bibliografia 251

Bibliografia:

Libri:

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Articoli, pubblicazioni:

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www.caleffi.it

www.cened.it

www.contabilizzazionecalore.com

www.coster.it

www.cti2000.it/index.php

www.diqisrl.it

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http://europe.hbc.honeywell.com

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www.istaitalia.it

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http://viterra-energy-services.czechtrade.it/

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www.zenner-italia.it/homepage.htm

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