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Saporito, Emanuela

Partecipazione e progetto. La creazione collettiva di senso nelle esperienze di progettazione partecipata.

Rel. Agata Spaziante, Matteo Robiglio. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (progettazione urbana e territoriale), 2008

Questa è la versione più aggiornata di questo documento.

Abstract:

La costante riflessione sui processi inclusivi come strumenti di governo delle trasformazioni territoriali è alla base di questo lavoro di indagine critica e conoscitiva sulle modalità di gestione, organizzazione e implementazione di tali processi.

Tra scetticismi sempre più forti e nuovi sostenitori e sperimentazioni, il tema della partecipazione diretta dei cittadini ai processi decisionali rimane di estrema e urgente attualità. Alla luce dei recenti fatti di cronaca, che tra Napoli e la Val di Susa, dimostrano ancora una volta la necessità di far fronte ad una popolazione insurgent, che rivendica a gran voce il proprio diritto a influire attivamente sulle scelte pubbliche, spesso ritenute "minacciose", diventa sempre più coerente, in materia di pianificazione e progetto del territorio, approfondire la questione controversa della partecipazione.

Da anni infatti le norme ministeriali ed europee prevedono forme di decisione inclusiva, come le "conferenze dei servizi", gli "accordi di programma", o i diversi istituti della "programmazione negoziata" e contemporaneamente arricchiscono il proprio linguaggio con nuove espressioni quali "partenariato", "coinvolgimento dei cittadini", "partecipazione". L'indagine che ho condotto si inserisce in questo contesto normativo e culturale, ma al tempo stesso cerca di superare quelle concezioni ideologiche diffuse che spesso sono alla base di tali politiche, che considerano la partecipazione un "bene in sé", un diritto, un'ovvietà se non addirittura "l'unica soluzione a tutti i mali dell'urbanistica". L'approccio che propongo invece vuole analizzare gli aspetti pratici del "fare partecipazione", studiandone modalità, costi e benefici.

Nella realtà operativa, infatti, accade che la dimensione partecipativa venga troppo spesso banalizzata, relegata a comportamenti di "tipo liturgico", confinata nell'ambito della concertazione locale tra rappresentanze, la quale non è in grado di per sé di apportare risultati sufficienti né in termini dì condivisione di conoscenze, né in termini di sviluppo di processi di intelligenza collettiva.

Il confronto con queste diffuse convinzioni, mi ha spinto ad andare alla radice dei problema, ad indagare sulle pratiche di progettazione partecipata cercando di dare una risposta alla seguente domanda: "è davvero possibile costruire progetti per il territorio che siano partecipati?" e quindi "come è possibile rendere i soggetti beneficiari dei progetti e delle politiche, soggetti operanti nella definizione degli stessi?". Rispondere a queste domande apre alcune questioni importanti, di significato, innanzitutto, e in particolare di metodo. Parlare di partecipazione implica infatti un chiarimento su "che cosa intendiamo con partecipazione?". Contemporaneamente fare progetti partecipati invece richiede una notevole preparazione tecnica, una conoscenza approfondita di strumenti e linguaggi d'interazione, come si evince dalla notevole produzione di letteratura manualistica di questi ultimi anni. Tutto ciò però non è ancora sufficiente.

L'esperienza diretta di progettazione urbanistica partecipata condotta con l'associazione Avventura Urbana a Ozzano nell'Emilia è stata occasione di sperimentazione di quegli strumenti, ma al tempo stesso luogo di osservazione e riflessione sui meccanismi, più comunicativi e cognitivi, che permettono a diversi soggetti di coordinarsi per creare una visione condivisa, un progetto collettivo, fondato sulla creatività dei partecipanti e sullo scambio deliberativo.

Leggere le modalità di conduzione e gli esiti di un'esperienza di progettazione partecipata del territorio impone quindi due livelli di interpretazione: l'uno di tipo normativo-procedurale; l'altro invece di tipo metodologico-cognitivo. I due livelli sono comunque strettamente interrelati, poiché precise scelte normative e metodologiche non solo determinano ambiti di applicazione della partecipazione e obiettivi raggiungibili, ma in particolare influiscono sulla qualità dell'interazione e conseguentemente sugli esiti della partecipazione, in termini progettuali e di capacitazione sociale. Costruire una visione "polifonica" del territorio, come è auspicabile nelle esperienze di progettazione partecipata, significa dunque favorire un'interazione deliberativa e transattiva, in cui lo scambio dialogico tra sapere esperto e conoscenza locale si fondi su un riconoscimento dei soggetti locali come portatori di risorse per il progetto e produca empowerment, favorendo la sostenibilità dei processi e degli esiti.

In questo senso quindi la partecipazione è intesa come "arte della progettazione interattiva", in cui il metodo e la procedura costituiscano gli strumenti flessibili e i riferimenti normativi per impostare processi comprensibili e il più possibile trasparenti, evitando che un utilizzo strumentale e routinario ne faccia un vincolo all'interazione creativa e alla comunicazione deliberativa, i principi alla base dei processi di costruzione collettiva di senso.

Relatori: Agata Spaziante, Matteo Robiglio
Soggetti: G Geografia, Antropologia e Luoghi geografici > GF Italia
U Urbanistica > UN Storia dell'Urbanistica
U Urbanistica > UH Pianificazione regionale
Corso di laurea: Corso di laurea specialistica in Architettura (progettazione urbana e territoriale)
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/1223
Capitoli:

Sommario 1

Premessa 2

Sezione 1

LA COSTRUZIONE DI UN APPROCCIO PARTECIPATO AL PROGETTO URBANO E TERRITORIALE

Introduzione . 6

Capitolo I

La rivoluzione del paradigma. Il caso del Villaggio Matteotti a Terni (1969-1974) 8

1.111 contesto politico e culturale: il contributo del'68 10

1.2La rivoluzione culturale in architettura e urbanistica: contro gli autoritarismi del Movimento Moderno e la pianificazione tecnocratica 12

1.2.1Le origini culturali del paradigma tecnocratico della pianificazione: tecnocrazia e riforma sociale 15

1.2.2I presupposti culturali alla critica alle tecnocrazie: pensiero anarchico e democrazia Partecipativa 20

1.3 Verso la definizione di un paradigma sociocratico del progetto urbano e

territoriale 26

1.3.1Le prime sperimentazioni partecipative degli anni '60 e 70 28

1.3.2II contesto politico contemporaneo: la crisi delle forme politiche rappresentative 35

Capitolo II

La rivoluzione del metodo. Progetto dì recupero della Zup di Perseigne, Alencon

(19781979) 38

2.1Sul metodo: critica alla razionalità tecnica e nuovi principi libertari 40

2.2Verso una complessificazione del progetto urbano e territoriale: le radici culturali dell'approccio pragmatico alla p\an\f\caz\one 44

2.3Apprendimento sociale e approccio territorialista: presupposti culturali alla pratica partecipativa 49

2.4La progettazione partecipata del territorio: atti linguistici e transazioni cognitive 55

2.4.1La pianificazione comunicativa: il progetto urbano e territoriale come costruzione collettiva di senso 57

2.4.2Relazioni transattive e contesti deliberativi 62

Sezione 2

LA PROGETTAZIONE PARTECIPATA TRA PRASSI NORMATIVA E PROGETTAZIONE RIFLESSIVA

Introduzione 67

Capitolo III

L'approccio normativo alla prassi partecipativa 70

3.1 La produzione normativa in tema di partecipazione 71

3.1.1In Europa 74

3.1.2In Italia 80

3.2 Verso la costruzione di una prassi del progetto partecipato 90

3.2.1Livelli e interpretazioni politico-culturali della partecipazione 93

3.2.2Le tecniche e gli approcci al processo partecipativo 97

3.2.3La partecipazione come interazione costruttiva 101

3.2.4Strategie per il processo partecipativo: struttura dei protocolli 109

Riflessioni conclusive 112

Capitolo IV

L'approccio osservativo alla prassi partecipativa. "Guardare dentro le scatole" 114

4.1Sulla progettazione riflessiva: un nuovo agire professionale 116

4.2L'attività progettuale come indagine pratica 120

4.3II rapporto tra azione e cognizione in contesti progettuali partecipati 123

4.4Processi di apprendimento nei gruppi in azione 128

4.5Meccanismi interattivi e strumenti d'interazione 130

Sezione 3

PARTECIPAZIONE E PROGETTO

Introduzione. 133

Capitolo V

Apprendere dalle sperimentazioni.

Gli insegnamenti di Giancarlo De Carlo a Terni (1969-1974) e di Lucien Kroll ad

Alengon (1978-1979) 135

5.1Soggetti coinvolti e struttura del processo 136

5.2II metodo interattivo .. 140

5.3In che senso partecipazione? L'interpretazione dell'architetto 145

Quali insegnamenti trarre? 152

Capitolo VI

Il parco di Oz. progettazione urbanistica partecipata per la trasformazione dell'area

ex Castelli e per la riqualificazione della Via Emilia 154

6.1Soggetti promotori e normativa di riferimento 155

6.2Struttura del processo e metodologia di riferimento 157

6.2.1Out-reach : L'ascolto attivo del territorio 157

6.2.2Consultazione pubblica: interazione costruttiva e ascolto attivo 162

6.2.3La valutazione degli esiti: processo di feed-back sui primi esiti progettuali 168

6.3 L'interazione creativa. Lettura e analisi dei protocolli nei Laboratori

progettuali 170

6.3.1Lettura del protocollo ai tavoli 171

6.3.2L'analisi dei protocolli: due esempi d'interazione creativa 176

Conclusioni 184

Bibliografia 190

Ringraziamenti 204

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Capitolo V

Pubblicazioni

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http://www.inarch.it/news/archivio/congresso_atti%20finali.html

SamassaF., (2008), "Partecipazione. Nelle parole di Giancarlo De Carlo", Intervento al Convegno Cosa vuol dire partecipazione?, Università di Roma III, Marzo.

Schlimme H., Il nuovo villaggio Matteotti a Terni di Giancarlo De Carlo. Partecipazione fallita e capolavoro d'architettura, intervento al Convegno Patrimoni e trasformazioni urbane, Il Congresso AISU, Roma, Università Roma Tre 24 - 26 giugno 2004, disponibile al sito:

http://www.storiaurbana.it/biennale/Relazioni/B5SCHLIM.doc

Capitolo VI

Documenti

Avventura Urbana, Ozzano nell'Emilia: progettazione urbanistica partecipata per la progettazione dell'area ex-Castelli e per la riqualificazione della Via Emilia, Restituzione della consultazione pubblica del 2 Dicembre 2008.

Avventura Urbana, Sintesi del processo di Outreach, Aprile 2007.

Avventura Urbana, Parco Multifunzionale ecologico ad Ozzano, Quaderno di linee guida per la progettazione dell'area ex-Castelli, Aprile 2008.

Avventura Urbana, La Riqualificazione della Via Emilia a Ozzano nell'Emilia, Quaderno di linee guida per la riqualificazione, Aprile 2008

Laboratorio Urbano Partecipato, "Piano strutturale comunale della Valle deiridice", Comune di Ozzano, Documento di sintesi per aree tematiche.

http://www.valledellidice.it/binary/valleJdice/psc_partecipare/ozzano_sint esi_areetematiche.1176900146.pdf

Conferenze e Convegni

Convegno INU, Strumenti e metodi per la copianifìcazione. Valutazione attorno a due ricerche dell'INU, Sezione Inu Piemonte e Valle d'Aosta, Torino 4 Marzo 2008.

Convegno, Amministrare con i cittadini: Democrazia locale, scelte pubbliche, partecipazione, a cura del Dipartimento di studi Politici dell'Università di Torino, 13 Giugno 200

Siti Internet consultati

www.altraofficina.org

www.avventuraurbana.it

www.communutyplanning.com

www.sviluppolocale.formez.it

www.eu.lex.europa.eu

http://eddyburg.it

http://www.nif.co.uk

www.contrattidiquartiere.net

www.scu.eu

www.valledellidice.it

www.comune.ozzano.bo.it

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