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Imarisio, Elena and Sartoris, Letizia

La protezione del patrimonio culturale e della popolazione civile: il caso della protezione antiaerea durante la II Guerra Mondiale a Torino.

Rel. Laura Antonietta Guardamagna. Politecnico di Torino, Corso di laurea specialistica in Architettura (restauro e valorizzazione), 2008

Abstract:

1. IL PERCHE' DI UNA SCELTA Sono trascorsi 68 anni dal giorno in cui l'Italia si trovò coinvolta nei tragici eventi del secondo conflitto mondiale. È un periodo che, in immagini, ci viene riportato in bianco e nero da vecchi cinegiornali e appare come un'epoca quasi remota ormai, soprattutto per le generazioni che non hanno vissuto in prima persona gli avvenimenti di quel periodo doloroso. Per noi è un momento storico di difficile interpretazione, figli di un'Europa unita e multirazziale, priva di dazi e di frontiere, percorsa da autostrade e ferrovie che ne disegnano la geografia consentendo rapidi spostamenti e pacifici, incontri tra popoli che parlano lingue diverse, ma condividono l'appartenenza ad un unico continente finalmente unito e non più diviso da antiche rivalità, rivendicazioni territoriali, espansionismi coloniali, contrapposizioni ideologiche tra democrazie, dittature e totalitarismi. Eppure, è proprio dalle ceneri di quell'immane conflitto che sono nate le premesse per la costruzione dell'attuale ordine sociale, economico e politico del nostro territorio. È difficile distaccarsi completamente da un passato che tanto ha segnato il nostro presente, l'assetto del nostro territorio e la morfologia stessa della nostra città. L'informazione ci riporta spesso a quel tempo in cui, a Torino, il vivere e il morire erano affidati alla fortuna ed alle miglior scelte per salvare la pelle. I bombardamenti patiti della nostra città da parte delle, tristemente famose, "fortezze volanti" continuano a vivere nei ricordi e nei racconti di persone che li hanno subiti, e che per sempre li porteranno impressi nella memoria. I racconti di sirene, cantine, corse sotto i ponti, ricerca di rifugi improvvisati od organizzati, esplosioni, macerie e crolli, si mescolano spesso al termine di "ricostruzione", momento della fine e dell'inizio della nuova era, quella che è giunta fino a noi. Le immagini, le fotografie e i filmati di quegli eventi sono diventati uno stimolo per un' archeologica ricerca di un recente passato in cui, potersi avvalere di un rifugio sicuro oppure rimanere alla mercé delle bombe che cadevano dal cielo, era la differenza tra il vivere o non farcela. Un passato segnato da contromisure, ripari, ricoveri, presto dimenticato e sepolto, non solo metaforicamente. Il bombardamento è stato la nuova arma strategica di quella guerra ancora viva nei ricordi dei nostri progenitori. Da un punto di vista bellico e architettonico, si è trattato di un nuovo capitolo della contrapposizione tra la storia d'un nuovo strumento di offesa sempre più evoluta e della reazione della difesa civile. Si è trattato dell'ultimo atto del perpetuo confrontarsi tra attacco e difesa, tra spada e corazza. Da sempre, la funesta "arte della guerra" ha lasciato dietro di sé monumenti difensivi, imponenti opere architettoniche affidate alla progettazione di acuti progettisti, costruzioni che sono sopravvissute alle guerre ed al tempo. Le testimonianze sopravvivono in castelli, mura e baluardi, che caratterizzano il panorama architettonico d'ogni epoca e paese. Il bombardamento aereo ha obbligato la popolazione a cercare rifugio nel sottosuolo. È per questo motivo che, le nuove opere difensive, dopo la fine del conflitto, sono rimaste interrate, invisibili e dimenticate. Risalire alla loro storia e alla loro tipologia è un'opera di archeologia contemporanea che ha molta attinenza con la città di Torino, uno dei centri abitati italiani maggiormente colpiti dalle incursioni aeree alleate. Scavare nei documenti dell'epoca ha permesso di riportare alla luce moltissime opere sotterranee, alcune ancora rintracciabili ed esistenti, altre completamente cancellate dallo scorrere del tempo e dell'attività continua dell'uomo. E' veramente sorprendente il numero delle strutture difensive nascoste, celate, per volere di quegli stessi uomini che in esse vi avevano trovato ricovero. Occuparsi di questo argomento diventa quindi doveroso, un lavoro sicuramente istruttivo dai risvolti umani che ha lo scopo di istruire, spiegare, ma anche porre le basi per uno studio più consapevole del loro riutilizzo.

Relatori: Laura Antonietta Guardamagna
Soggetti: G Geografia, Antropologia e Luoghi geografici > GG Piemonte
ST Storia > STK Periodo moderno
R Restauro > RA Restauro Artchitettonico
Corso di laurea: Corso di laurea specialistica in Architettura (restauro e valorizzazione)
URI: http://webthesis.biblio.polito.it/id/eprint/1208
Capitoli:

Parte prima

CAPITOLO 1:

Il perché di una scelta.

CAPITOLO 2:

Torino in guerra.

2.1 I cicli di bombardamenti.

2.2 I mezzi offensivi.

CAPITOLO 3:

La protezione antiaerea della città e della popolazione.

3.1 Descrizione e storia della P.A.A. durante la II Guerra Mondiale.

3.2 Gli enti preposti alla P.A.A.:

3.2.1. L'U.N.P.A.

3.2.2. Il C.C.I.P.A.A.

3.2.3. I C.P.

3.3 I provvedimenti di P.A.A.

3.3.1 L'oscuramento.

3.3.2 L'allarme.

3.3.3 La difesa della casa: urbanistica ed edilizia A.A.

3.4 I rifugi antiaerei.

3.4.1 I ricoveri di fortuna.

3.4.2 I rifugi "casalinghi anticrollo".

3.4.3 I rifugi in fabbricati di nuova costruzione.

3.4.4 I ricoveri pubblici e collettivi.

CAPITOLO 4:

II caso di Torino: i rifugi collettivi della città.

4.1 La mappa e l'elenco generali.

4.2 Caso per caso, i 46 rifugi pubblici.

Parte seconda

CAPITOLO 5:

La difesa del patrimonio culturale in Italia dal 1930 al 1950

5.1 La legislazione italiana.

5.2 Gino Chierici e "l'esperimento di Lovere".

CAPITOLO 6:

La situazione generale della difesa del patrimonio culturale a Torino.

6.1 I beni mobili.

6.1.1 I rifugi negli scantinati.

6.1.1.1 II Palazzo Accademia delle Scienze

6.1.1.2 II Palazzo Carignano

6.1.1.3 II Palazzo Madama

6.1.2 II trasporto dei beni mobili

6.1.3 Le località di ricovero delle opere d'arte fuori città

6.1.3.1 Il Castello di Settime d'Asti

6.1.3.2 II Castello di Guiglie

6.1.3.3 La Certosa di Calci

6.1.3.4 Il Castello di Agile

6.1.3.5 La villa di Casalborgone

6.1.3.6 Le Isole Borromee

6.1.3.7 Altri.

6.2 I beni immobili

CAPITOLO 7:

Lo studio di alcuni esempi di difesa di musei, accademie, biblioteche ed archivi a Torino

7.1 Il Palazzo Accademia delle Scienze

7.1.1 Il Museo Egizio

7.1.2 La Galleria Sabauda

7.2 I Musei Civici

7.3. Gli archivi

7.3.1 L'archivio di Stato

7.3.2 L'archivio Storico della Città

7.4 Le biblioteche

7.4.1 La biblioteca Nazionale

7.4.2 La biblioteca Civica Centrale.

7.5 Altre considerazioni riguardanti edifici del patrimonio culturale cittadino

7.5.1 II Palazzo Reale

7.5.2 La Palazzina di Caccia di Stupinigi

7.5.3 La Reggia di Venaria

7.5.4 II Castello di Moncalieri e il Castello di Rivoli

7.5.5 II Castello di Racconigi

7.5.6 Le opere di proprietà della Diocesi di Torino

7.5.7 II Palazzo Carignano

CAPITOLO 8:

II rilievo dei danni.

CAPITOLO 9:

Conclusioni.

CAPITOLO 10:

Bibliografìa.

Allegati.

Bibliografia:

Bibliografia: parte prima:

Paolo FERRISI, Ricoveri antiaerei antigas, SITA. Torino 1936.

Fascicolo I: Necessità di organizzazione della protezione antiaerea, in Ministero della Guerra, Istruzioni sulla protezione antiaerea. Istituto poligrafico dello Stato. Roma 1938.

Fascicolo II: I mezzi offensivi, in Ministero della Guerra, op. cit.

Fascicolo III: L'allarme, ibidem.

Fascicolo IV: L'oscuramento delle luci, ibidem.

Fascicolo V: Urbanistica, edilizia antiaerea e ricoveri, ibidem.

Alberto ROCCO. L'igiene dei ricoveri di protezione antiaerea, Industrie grafiche V.Lischi e figli, Pisa 1941.

Nicola DELLA VOLPE, Difesa del territorio e protezione antiaerea (1915-1943), storia, documenti, immagini. Marchese grafiche editoriali, Roma 1986.

Letizia GALLI, Il restauro nell'opera di Gino Chierici(1877-1961), Franco Angeli, E Milano 1989.

Michele SFORZA, La città sotto il fuoco della guerra, Allemandi, Torino 1998.

Paolo BERUTTI, I segreti di Torino sotterranea. II Punto, Torino 2001.

Mauro MINOLA. I segreti del Piemonte sotterraneo. II Punto, Torino 2001. AVV., Ricoveri pubblici di protezione antiaerea, Istituto Piemontese per la qtoria della Resistenza e della Società Contemporanea, Torino 2001.

Pierluigi BASSIGNANA, Torino sotto le bombe nei rapporti inediti dell'aviazione alleata, Edizione del Capricorno, Torino 2003.

Parte seconda:

Direzione Generale delle Arti (a cura di), La protezione del patrimonio artistico nazionale dalle offese della guerra aerea, Le Monnier, Firenze 1942.

Giovanni Donna D'OLDENICO, Vicende della Palazzina di Caccia di Stupinigi durante la guerra (1943-1945), Tipografia Cav. Giovanni Capella, Ciriè (Torino) 1963.

Andrea BRUNO, II Castello di Rivoli 1734-1984 storia di un recupero, Umberto AIIemandi, Torino 1984.

Francesco PERNICE (a cura di), II Castello di Moncalierì restauri 1989-1990, Umberto Allemandi, Torino 1991.

Rosanna ROCCIA, Immagini di Torino in guerra, in «Torino in guerra tra cronaca e memoria. Diario i Carlo Chevallard», AAW, Archivio Storico della Città di Torino, Torino 1995.

Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie, // Museo Egizio di Torino tra passato e presente. Documentazione fotografica e storia del Museo Egizio dagli archivi dell'Istituto centrale per il Catalogo e la Documentazione, Bonomia University Press, Bologna 2005

TES| DI LAUREA

parte seconda:

Raffaella PICIUCCO, Danni di guerra: il caso di Torino nei progetti di restauro ericostruzione, relatore prof.ssa Maria Grazia VINARDI, Politecnico di Torino,I Facoltà di Architettura, A.A. 1997-1998.

Marianna CICCIA, / Musei Civici di Torino 1939 - 1945. L'organizzazione deimusei e la protezione delle opere di fronte all'emergenza bellica: un casostudio, relatore prof.ssa Franca VARALLO, Università degli studi di Torino,| Facoltà di Scienze della Formazione, corso di Laurea in D.A.M.S., A.A. 2003-2004.

ARTICOLI

parte prima:

A O L'impiego dell'acciaio nella protezione antiaerea, in «L'ingegnere, rivista delsindacato nazionale fascista ingegneri», Hoepli, Milano marzo 1937, anno XVn°3.

SA, // beton armato nella protezione antiaerea, in op. cit., luglio 1937. anno XV n°7.

SA, 11 cemento nella protezione antiaerea, in op. cit., agosto 1937, anno XVn°8.

Guido CHIARELLI, L'oscuramento delle luci in caso di guerra, in «Torino,rassegna mensile della città», Editrice Satet, Torino gennaio 1939, anno XIX,n°1.

A.N., Ricoveri antiaerei in cemento armato a sezioni, in «L'ingegnere, rivista delsindacato nazionale fascista ingegneria Hoepli, Milano maggio 1940, annoXVIII, n-5.

AAW, La protezione antiaerea della città e delle provincia, in «Torino, rassegna mensile della città», Editrice Satet, Torino ottobre 1940, anno XX, n°10.

Giuseppe STELLINGWERFF, Note sui ricoveri antiaerei di fortuna, in «L'ingegnere, rivista del sindacato nazionale fascista ingegneri», Hoepli, Milano 1940, anno XVIII. n°9.

A.N., Garitta, ricovero antiaereo, in op. cit., novembre 1940, anno XIX, n°11.

A.N., L'aerazione dei ricoveri antiaerei, in op. cit., dicembre 1940, anno XIX, n° 12.

D.P., L'igiene nei rifugi antiaerei, ibidem.

G. MELANO, C. PESATI, La guerra aerea su Torino, in «Annuario Statistico della Città di Torino», Divisione Statistica Lavoro Città di Torino (a cura di), Torino 1943.

G. MELANO, La guerra aerea su Torino di 1944 al 1945 e riepilogo generale, in op. cit., Torino 1946.

A.R. GIROLA GALLESIO, Chi si ricorda ancora dell'U.N.P.A.?, in «Torino, rassegna mensile della città», Editrice Satet, Torino marzo 1950, anno XXVI, n°3.

parte seconda:

Ernesto SCAMUZZI, Il Museo Egizio di Torino durante gli anni di guerra 1940- i

45, in «Aegyptus, rivista italiana di egittologia e di papirologia», Veritati et Chiaritati, Milano gennaio-dicembre 1946, anno XXVI, fase. 1-2.

Antonio Maria MAROCCO, Un incompiuto Juvarriano: il Castello di Rivoli, in «Atti e Rassegna Tecnica della Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino», Torino luglio-agosto 1971.

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